Indesinence
(Hellvis - Agosto 2003)


Ciò che più colpisce ascoltando il demo degli Indesinence sono le idee ben chiare di questo gruppo. "Ecstatic Lethargy" è un chiaro esempio di come il doom vada suonato. A pensarci bene la proposta musicale della band inglese non è così immediata. La loro musica è soffocante, monolitica, pesante come un macigno. Eppure riesce ad affascinare per le scelte strutturali inaspettate, per il passaggio ardito e le dissonanze impreviste. Gli Indesinence hanno scelto un territorio a rischio per provare la loro bravura. Ci sono riusciti senza copiare da altre band, con un suono personalissimo e un songwriting d'autore.
Questa intervista è stata condotta via e-mail con Ilia, il disponibilissimo cantante e chitarrista della band.



Cosa stanno facendo gli Indesinence, di questi tempi?
Stiamo recuperando le forze dal concerto Doom Over London tenutosi ieri (dove abbiamo suonato con Cambian Dawn, Until Death Overtakes Me e Despond). Stiamo altresì tentando di terminare la pre-produzione del nuovo materiale per il nostro primo album, del quale inizieremo le registrazioni in Agosto, sperando in bene. E, naturalmente, cerchiamo di goderci la vita.

In una e-mail, mi hai accennato qualcosa a riguardo di questo album. Presentalo ai lettori di Shapeless!
Eravamo in contatto con quei bravi ragazzi della Goat Of Mendes Records (UK) da lungo tempo. Era una delle poche etichette che sapevamo conscia di ciò che stavamo facendo e ci hanno offerto una collaborazione che non avremmo mai potuto rifiutare.
L'album non ha ancora un titolo ma possiamo affermare che stiamo facendo del nostro meglio per rendere magnifico ogni aspetto (musicale o altro) che già ci aveva soddisfatti nel demo "Ecstatic Lethargy". Ne risulterà come minimo un album oscuro, pesante e intenso alla pari del demo. Se non di più.

Raccontaci di come è nata la vostra band.
Io e Chris ci conosciamo da un po' di anni. Suonavamo in una Black Metal band che si esibiva negli stessi club underground britannici in cui bazzicava la Death Metal band del nostro batterista Dani. Anche John (basso) suonava in un gruppo che si è sciolto poco dopo che siamo entrati in contatto, qualche anno fa. E' stato un caso che tutti e quattro fossimo nelle condizioni di lavorare assieme nello stesso periodo e che volessimo creare un qualcosa di estremamente oscuro e pesante. Così abbiamo deciso di metterlo in pratica.

Ho apprezzato moltissimo il vostro demo "Ecstatic Lethargy". Quali sono state le reazioni di fan e critica?
La risposta dalla stampa e non solo è stata fantastica, ben aldilà delle nostre aspettative. Forse tutto ciò è dovuto al fatto che non ci aspettiamo alcun tipo di reazione da parte degli altri, ma non posso negare che la reazione positiva è stata sorprendente. Nessuna recensione è mai stata negativa e nessuno ha mai trovato il demo difficile da digerire, il che potrebbe essere preoccupante. Temo che dovremmo provarci con più costanza con l'album, ah ah ah!

L'Inghilterra ha una grande tradizione nel Doom Metal. Qual è la ragione di questo, secondo te?
Non ne ho idea, ad essere onesto. Potrebbe essere colpa del tempo? O dell'acqua? O di Margaret Thatcher? Chi lo sa...

C'è un concept dietro ai testi ed alla musica degli Indesinence?
Quando si tratta dell'aspetto non musicale degli Indesinence, non sono molto desideroso di sbottonarmi con l'ascoltatore. Per quanto mi riguarda, non voglio che ogni aspetto di un album mi venga spiegato in dettaglio quando lo sto ascoltando. Comunque, credo che un'occhiata ai nostri testi sia sufficiente per constatare che gli aspetti più oscuri e morbosi della mente umana sono un leit motiv. Orrore, paura e oscurità nella loro forma più pura sono una costante fonte di fascino per noi. La paura del buio, dell'ignoto visto attraverso gli occhi di un bambino, per esempio, è una delle sensazioni più estreme che chiunque può provare nel corso della propria vita. Quando si cresce e si entra in contatto con le realtà di questo mondo (e, per estensione, si diventa insensibili), una parte di questo viene perduta. Per questo la paura pura, non adulterata, nonostante sia spiacevole è anche parecchio preziosa, in un certo senso. Il subconscio umano ed il modo in cui esso trasforma parte delle nostre informazioni sensibili percepite durante il giorno in sogni strani ed astratti, o incubi abietti, è anche una grande fonte di ispirazione. Sarà un motivo ricorrente per tutto l'album.

Che tipo di sensazioni volete comunicare con la vostra musica?
Ciò che la gente prova ascoltando gli Indesinence, non sta a noi deciderlo. Comunque, Mathew della e-zine Starvox ha affermato che la nostra musica può far sì che l'ascoltatore "frema in una fascinazione orrorifica". Questo ci ha reso molto felici. Penso che sia un risultato veramente desiderabile.

Quali band vi hanno influenzato maggiormente. E qual è il futuro del doom, secondo te?
Certamente DarkThrone, Disembowelment, Burzum, Decomposed, i vecchi My Dying Bride... Personalmente, Celtic Frost, Autopsy, Demigod e Grave sono i miei preferiti in assoluto. Individualmente ascoltiamo tutto dai Beherit, passando da Slowdive, Current 93 e Death In June sino al vecchio Rock/Pop/Musica Classica... Ci sono tanti di quei nomi che snoccioleremmo se volessimo veramente annoiare i vostri lettori.
Il Doom non ha futuro. Il Doom E' il futuro.

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