Inchiuvatu
(Hellvis - Dicembre 2004)


Gli Inchiuvatu ritornano finalmente sulle scene dopo qualche anno d'assenza con l'ottimo "Piccatu". L'aggressività di questo album non penalizza la consueta capacità evocativa della musica, come al solito ricca di qualità e passione. La band di Agghiastru si conferma quindi come una delle migliori realtà del metal estremo italiano. I tempi tiranni mi hanno costretto a scrivere le domande di quest'intervista in fretta e furia. Non ho pertanto potuto approfondire i discorsi più di tanto. Ringrazio Agghiastru per la serietà delle sue risposte, utili approfondimenti per chiunque voglia accostarsi al nuovo lavoro degli Inchiuvatu.



Ciao Agghiastru. "Piccatu" si distingue per la particolarità del suo tema di fondo, ovvero il peccato analizzato dal tuo punto di vista. E' una tematica complessa e, giustamente, molto personale. Quando hai scritto i testi hai provato la necessità di condividere le tue idee con altre persone o sono nati più che altro come terapia per esorcizzare i fantasmi della tua personalità?
"Piccatu" giunge oggi nella mia vita proprio per sputare fuori tutto il veleno accumulato in questi ultimi quattro anni. Effettivamente guardo ad ogni mio lavoro come se in esso potessi scorgere parti di me, quel me stesso che ancora oggi mi sfugge. Mi capita spesso nei miei dipinti, ritratti di donne nati dalla mia fantasia. Chi li vede nota in quei volti un'aria malinconica e drammatica, anch'io li guardo non riuscendo a penetrare nei loro pensieri... e più passa il tempo, più m'aspetto che quei volti mi dicano, mi raccontino molto di me, mi parlino, come nessuno mai, della mia esistenza. Credo che nell'arte la prima persona a cui senti il bisogno di comunicare le tue riflessioni sia te stesso, gli altri magari possono servire come amplificatori dei tuoi pensieri, delle tue idee. Ma è a me stesso che ho voluto raccontare di peccato, di rammarico per essere più precisi. Credo che a trent'anni si cominci a fare dei bilanci, a volte drammatici, ti confronti con la società in cui vivi, ciò che essa ti offre, i tuoi fallimenti e le tue misere conquiste... Quindi vengono fuori i primi rimpianti, occasioni perse. Maturi che il tuo malessere non può che venire da te stesso, pensi di stare sprecando una vita, la vita... Per un credente è facile, loro hanno tutte le risposte: vivi secondo una specie di manuale che è la bibbia, ti penti dei peccati che commetti, e dopo la morte t'aspetta una nuova avventura nel regno dei cieli... insomma beati loro che credono a tutte queste idiozie. Io che sono un ateo, penso di avere a disposizione questa breve vita senza logica, cerco di dargli un senso tenendomi lontano dal dolore, vivendo nel nome del piacere, del divertimento. Ma non è facile, perché è vero che dietro ogni piacere c'è solo un modo per non soffrire, che finirà ineluttabilmente, quindi rimani sospeso su questa corda, immobile, incapace di capire che fare. Lo so, è filosofia spicciola, e detta da me sa quasi di cazzate. D'altronde io ho raggiunto un certo successo, sono molto amato e ascoltato. Sono ricco, potrei fare sesso ogni notte, mangiare senza mai ingrassare, non ho mai lavorato in vita mia... sono un privilegiato, ma non è la felicità, ammesso che essa esista veramente. Forse, e qui mi ricollego alla tua domanda, dovrei ritrovare l'entusiasmo di condividere con gli altri le mie idee, forse attraverso gli altri conoscerei meglio me stesso, forse. Comunque sia, al momento capisci che è un vero 'peccato' non godere della vita, ecco quali riflessioni sono incise sul mio nuovo album.

"Piccatu" è un album intenso, privo di fronzoli, che mette in mostra il lato più diretto del tuo songwriting. A breve seguirà un altro CD che continuerà il discorso intrapreso con questo. Da quanto ho capito, il suo stile sarà molto diverso da quello di "Piccatu". Come mai hai deciso di rendere così diversi musicalmente questi due lavori? E di cosa tratterà, nello specifico, il tuo prossimo album?
In questi ultimi quattro anni ho fatto diverse esperienze, sia come uomo che come musicista. Avevo a disposizione molto materiale, quindi ho deciso di destinare in "Piccatu" il lato più diretto di Inchiuvatu, mentre nel secondo CD quello più etereo, dark. "Piccatu" comunque è un perfetto mix tra le esperienze fatte in "Addisiu" e "Viogna", più quell'aggressività di cui sentivo il bisogno. Nel prossimo ci sarà più sperimentazione, più introspezione. Parlerò proprio di tutto ciò che sorregge la bellezza, il piacere, la vita stessa. Suonerà più oscuro, più atmosferico, perché non ho bisogno di urlare nulla... sussurrerò, come una lenta pioggia battente, tutte le mie consapevoli angosce. Ci sarà più spazio per il piano e le tastiere, per i ritmi cadenzati, e quando l'ascolterete avrete, insieme a "Piccatu", una visione più omogenea di quello che è oggi Agghiastru, attraverso il progetto Inchiuvatu, che come ricordo sempre, non è solo riferito al crocifisso, bensì ad uno stato d'animo interiore, che ci vede legati alla non risposta della vita.

Ogni album targato Inchiuvatu è sempre stato accolto calorosamente dalla critica. Lo stesso "Piccatu" ha ottenuto parecchi elogi. Ma tu, cosa ne pensi delle tue qualità d'artista? Andando più nello specifico, sei sempre soddisfatto dei lavori che pubblichi? O, col passare del tempo, ti capita di pensare che alcune parti avrebbero potuto essere fatte meglio?
Ogni mia azione è come una fotografia che inquadra la mia esistenza in quel dato momento. C'è sempre qualcosa che vorresti cambiare di te stesso rispetto a come sei oggi, proprio perché oggi credi di essere migliore d'allora. Io non credo di essere migliorato. Sto imparando ad accettarmi per quello che sono, o credo di essere, a non fuggire dalle mie paure, dai miei errori, ma abbracciare anche loro. Forse la critica ha sempre premiato questa mia onestà, d'altronde a che servirebbe mentire a te stesso e a gli altri? Sono soddisfatto dei miei lavori perché so che in quel momento potevo solo fare quello che senti, non mi sono mai forzato, mi sono accettato. Certo alcune cose potevano essere fatte meglio, ma io ho preferito vivere in maniera spontanea, fisiologica. Nello specifico sarete voi a giudicarmi.

Una delle composizioni più affascinanti del tuo ultimo album è senza dubbio "Animacula". La musica è suadente, come ho scritto nella recensione, carica di un forte impatto emotivo. Puoi commentare questo brano?
"Animacula" (anima - maculata) parla di una donna tormentata dall'incesto, ma in realtà è una nostalgica riflessione sulla potenza dell'amore che va al di là della propria carne. M'inquieta e affascina il rapporto che c'è tra una Madre e un Figlio. Ho delle teorie a riguardo che cercherò di analizzare nel prossimo album, ma che sento già possano sconvolgere non poco. Ad esempio, io ho sempre desiderato fare l'amore con mia madre. Fin da piccolo ho avuto un rapporto molto particolare con la sua vagina... e credimi, non ti sto parlando di una cosa 'sporca', c'è del purissimo sentimento in quello che sento, ma che al momento forse è meglio che non vi spieghi. Musicalmente "Animacula" è una song 'nervosa', a tratti folk, prog, black, death. Racchiude in sé parecchi umori, un po' come lo era "Addisiu" o "Agghionna E Scura". Ha questo svolgimento mutante che non può non coinvolgervi.

Come "Animacula", anche "Cunsumu" è una traccia molto coinvolgente. In esse l'amore tocca i suoi estremi, assumendo una sorta di ambiguità sentimentale. All'opposto, in "Curù" l'amore è visto in tutta la sua disperata semplicità. Cos'è quindi l'amore per Agghiastru?
"Se conoscessi la risposta, me la terrei per me" o almeno questo è quello che Picasso rispondeva a chi gli domandava cosa fosse l'arte.

Passiamo alla Inch Productions. Questa etichetta ha ottenuto un genuino successo di nicchia. E' grazie ad essa che ora parliamo di una "scena mediterranea". Ti va di presentarla ai lettori di Shapeless, indicando i gruppi più importanti che ad essa fanno riferimento? Inoltre, non hai mai pensato di mettere sotto contratto band straniere ma facenti sempre parte del bacino mediterraneo?
Il non mettere altre band sotto contratto è un problema puramente economico, e poi se dovessimo spendere dei soldi per altri musicisti, questi dovrebbero essere veramente affascinanti ed innovativi... e non mi pare che in giro ci sia qualcosa di simile. Per quanto riguarda la scena mediterranea, altro non è che un gruppo di persone dell'area di Xacca in provincia di Agrigento, che bene hanno pensato di mischiare il metal estremo con l'aria mediterranea. Io la considero più come una 'famiglia' che una scena vera e propria. Comunque ad oggi questi sono i gruppi e i lavori più significativi.
Gli Astimi, che con 'TrinaCapronuM' nel 2001 hanno rilasciato una potente miscela di extreme death metal alla Deicide / Morbid Angel, ma con una propria personalità. La loro musica attinge anche dalla terra mesopotamica...
Lamentu, di cui è fuori "Liack", un concept tribal/africano con un potente mix di death/black crudo, selvaggio, anche qui l'Africa come scenario ideale per quello che ti dicevo.
Poi c'è un altro progetto che prende spunto dal periodo greco-romano, ossia La Caruta Di Li Dei, che potrebbero essere descritti come una sorta di Therion che incontrano i Bal-Sagoth, ma sempre dal punto di vista siculo.
3 di Rosario Badalamenti, con le sue sfuriate di black apocalittico, oppure i raw black metaller Maleficu Santificatu, straodinario il loro demo di debutto "Il Male".
Insomma come vedi affrontiamo tutti i generi di musica estrema, ma sempre aggiungendo la nostra percezione mediterranea, che rende i nostri progetti unici. La Inch Productions è la nostra etichetta indipendente, con cui rilasciamo i nostri CD, attiva dal 1998. Per altre informazioni visitate il nostro sito.

Raccontaci qualcosa di 3. Da quanto ho letto, pare che tu abbia dovuto insistere prima di poter pubblicare i demo del signor Badalamenti...
Rosario è un ragazzo particolarmente spigoloso. Io cerco di essere diplomatico, mi relaziono con tutti i nostri fan, cerco il sostegno emozionale per continuare a portare avanti questa nostra avventura musicale. Lui invece è totalmente scisso dal mondo reale. Vive in questa realtà misantropica e nessuno riesce a portarlo in sintonia col mondo. Credo che in parte abbia ragione, ma è troppo estremo fino al punto da odiare gli elogi che riceve per il suo lavoro musicale. E' stata dura riuscire a mettere in circolazione i suoi demo, e c'è sempre qualche problema quando affrontiamo l'argomento. La cosa più assurda è che le poche interviste rilasciate, i pochissimi demo venduti, hanno reso la sua persona una specie di eminenza oscura di tutta la scena. L'altra notte ho trovato in rete recensiti e scaricabili, solo, e dico solo, i suoi demo su tre siti cinesi. Comunque non credo si arriverà mai alla pubblicazione di un suo lavoro ufficiale, e pensa che non vuole neanche più suonare con i miei Astimi.
In realtà un po' tutti i componenti della mia 'famiglia' hanno questo atteggiamento di totale distacco dal mondo metal. Forse perché stando geograficamente così lontano, non comprendiamo a pieno gli influssi della nostra musica, comunque sia è molto difficile relazionarsi con persone così estreme. Tuttavia so che ha in mente un titolo per un suo nuovo demo, sarà "Onnipotenza III", ma su quando lo vomiterà fuori non ne ho idea. Stessa cosa per i Maleficu Santificatu e il loro secondo demo "L'Odio". Pensa che non vuole rilasciare nessuna intervista, e solo oggi molte webzine si stanno occupando di Rosario Badalamenti e della sua musica. Il 2004 sta per finire e i suoi lavori, 3 e Maleficu Santificatu risalgono all'estate 2003...

Bene, questa breve intervista è giunta al termine. A te le ultime parole.
Fate vostro "Piccatu" un disco che non deluderà tutti i fans di Inchiuvatu, mi scuso con loro per la lunga assenza, ma ora si fa sul serio. Inoltre "Addisiu" ritorna alla luce. Il CD è stato ristampato dalla Inch Prod. e remixato, rendendo il suono potentissimo ed efficace. Contiene un vecchio demo risuonato nel 2004, durante le session di "Piccatu", e alcune bonus track per la gioia dei fedelissimi estimatori della scena mediterranea.

Mail: info@inchproductions.com
Sito internet: http://www.inchproductions.com/