Headless
(BRN - Febbraio 2008)


Dopo due demo sicuramente sopra la media, abbiamo deciso di conoscere meglio gli Headless. Da Francesco, bassista e cantante del gruppo, abbiamo ricevuto risposte schiette ed esaurienti.



Ciao ragazzi, innanzitutto vi va di presentare il gruppo ai lettori? Qual è la formazione attuale? Quando avete iniziato a suonare assieme e come sono nate le prime canzoni?
Gli Headless nascono nel 2005 a Brindisi dalla nostra esigenza di cimentarci con un genere che ci accomunava: il death metal. Salvo una breve parentesi, la formazione ha sempre visto Daniele alla batteria, Francesco al basso e voce, Alessandro e Gianni alle chitarre. L'intesa si è creata da subito, dando forma ai primi pezzi, confluiti poi su "Blood Desire" nel 2006.

Il primo demo, "Blood Desire", è stato pubblicato a poco più di un anno dalla formazione degli Headless. Un periodo piuttosto breve, eppure quelle canzoni lasciavano ben sperare per il futuro. Quali erano i vostri obiettivi e le vostre aspettative? Secondo me, vi interessava soprattutto far vedere quanto riuscivate ad essere brutali, senza soffermarvi sul fatto che il vostro stile fosse originale o meno. Cosa ne pensate?
Non è proprio così...
All'epoca non ci eravamo posti nessun tipo di obiettivo o stile da seguire, tantomeno il voler essere originali. L'influenza brutal nei pezzi è notevole, ma non ci siamo mai considerati un gruppo brutal.

Con "Son Of Failure", invece, avete fatto un passo in avanti dal punto di vista compositivo, integrando il vostro sound con elementi nuovi. Come va interpretata questa evoluzione? Non credo si possa parlare di punto d'arrivo. Avete in mente di arricchire ulteriormente il vostro stile? In che modo?
Certo, "Son of Failure è indubbiamente un lavoro più omogeneo. La scrittura dei pezzi è avvenuta in tempi molto brevi, ma di fondo c'era la nostra volontà di discostarci dalla scena brutal death alla quale venivamo accostati dopo "Blood Desire", focalizzandoci su un death metal più lineare e veloce. Pochi pezzi, diretti e ben registrati. Questo tipo di sound sicuramente ci soddifa di più e, nel futuro, non è detto che gli Headless non diventino una band death-black.

In particolare, ho apprezzato molto la title-track, che reputo il brano più maturo. Come è nata l'idea di utilizzare la chitarra acustica? Lo possiamo considerare un esperimento, o avete intenzione di riutilizzarla in futuro?
La title track è opera esclusiva di Gianni, come sua è stata anche l'idea di inserirvi un assolo acustico nel finale. Generalmente non siamo troppo avvezzi a queste trovate, ma indiscutibilmente la canzone viene valorizzata, in sintonia con il testo e la visione che se ne vuole dare.

Anche la registrazione del secondo demo è sicuramente migliore. Quanto tempo avete impiegato e come avete registrato i quattro brani? Che suono volevate ottenere? Siete soddisfatti?
Molto soddisatti. Per "Son of Failure" ci siamo avvalsi della collaborazione di Antonio Tafaro al Sound Cubed Studio di Bari, sia per la registrazione che per il missaggio. Abbiamo impiegato pressappoco una decina di giorni. Il sound che senti è che quello che volevamo. Velocità, potenza e pulizia. Un sound impattante, ma genuino.

Secondo voi, quali sono le differenze più significative tra i vostri due demo dal punto di vista musicale e lirico?
Musicalmente "Blood Desire" è un lavoro più vario, con molti cambi di tempo e ottime parti soliste. Sinceramente con un'altra registrazione e più attenzione nell'esecuzione sarebbe stato un ottimo demo d'esordio. Ci sono delle gran belle canzoni, ma nel complesso è disomogeneo. Anche le tematiche affrontate sono varie, dall'omicidio alla rabbia. Non mancano inoltre pezzi in cui si trattano aspetti relativi a divinità mesoamericane, come Tezcatlipoca e Xipe Totec.
Il passo successivo è stato emblematico: via il brutal e le altre influenze. Volevamo fare solo death metal, puntando sulla velocità d'esecuzione.
In "Son of Failure" ai testi è affidata la funzione di demolire le icone della cristianità. Si potrebbe quasi definire un concept (ci sono dei versi che ricorrono). Si rinnega l'immagine vittoriosa di Cristo ("Son of Failure"), si affronta la superficialità della fede cristiana ("Blinded by Faith"). In "Bring me the head - of your Messiah" affrontiamo il tema della pedofilia nella Chiesa. La song conclusiva rinnegano le icone della Cristianità e la loro intrinseca natura ("Filthy Icons").

In che modo avete intenzione di promuovere la vostra musica? Da gruppo giovane, guardate soprattutto alle webzine e ai magazine, oppure avete inviato delle copie anche alle fanzine, in modo da raggiungere il pubblico interessato principalmente all'underground? La vostra proposta è stata recepita più favorevolmente in Italia oppure all'estero?
Abbiamo inviato dei lavori a webzine italiane e straniere, ottendendo anche dei passaggi in radio in Germania, Olanda e Italia. Le recensioni che stiamo ottenendo sono tutte positive, il che ci fa molto piacere e ci soddisfa. In questo momento vorremmo cercare un contratto, o un'etichetta che produca magari un cd prossimamente.

Riuscite ad organizzare spesso concerti? Come sono andati finora? Li reputate un buon modo per farvi conoscere?
Siamo una band che per svariate ragioni, logistiche e personali, non suona molto dal vivo. Abbiamo fatto buoni concerti in passato, con band valide sia in Puglia (aprendo anche per gli Avulsed), sia a Roma. Nel futuro dovremmo suonare anche al Nord. Purtroppo la situazione live in Italia è abbastanza rischiosa.
Spostarci implica un costo, i locali non pagano a sufficienza, la strumentazione è carente.
Una marea di complicazioni a fronte di una incerta risoluzione.
Ormai bisogna avere un'agenzia, conoscenze, accattivarsi la simpatia degli organizzatori e stare alle loro condizioni. Per noi non è proprio così semplice.

Quali sono i vostri piani al momento? State cercando un contratto discografico, oppure è ancora presto per parlarne? Avete delle canzoni nuove?
Qualche nuovo pezzo è in fase di stesura, e se avessimo una mano da qualche etichetta, produrremmo volentieri un cd, anche fra un anno. Se questo non avviene, siamo anche pronti a scioglierci.

Siete impegnati -oppure lo siete stati in passato- con altri gruppi al di fuori degli Headless?
Si tantissimi, dei più svariati generi. Ognuno di noi ha le proprie passioni e influenze, che vanno dal rock al black metal. Band vere e proprie, che hanno anche inciso dei demo.Ma non faremo pubblicità.

Ok, questa breve intervista è finita. Vi lascio lo spazio per concludere come preferite.
Ringraziamo Shapelesszine per l'intervista e l'interesse. Su http://www.myspace.com/headlessband potete ascoltare tutti i brani del nuovo lavoro e contattarci per qualsiasi cosa.
Grazie a tutti.



Sito internet: http://www.myspace.com/headlessband