Hate Profile
(BRN - Gennaio 2006)
Hate Profile è un nome che qualunque amante del black metal deve
tenersi a mente. Il progetto è guidato da Amon 418, che in questa
intervista dimostra di avere le idee ben chiare sulla direzione da far
prendere alla sua band. Andiamo a conoscerlo meglio.
Ciao Amon 418, iniziano con una domanda di
rito: che ne dici di presentare gli Hate Profile ai lettori di
Shapeless? Che significato si cela dietro il tuo pseudonimo?
Ciao Baal! Il gruppo è nato dalla necessità di dar pieno sfogo al
mio desiderio di fare musica che io possa sentire mia, senza dover
scendere a compromessi con persone che ne influenzino la stesura.
Quando ho dato vita al progetto avevo acquisito una sensibilità diversa
rispetto alle esperienze passate, e volevo che ciò si materializzasse
in un suono nuovo per me: aggressivo, freddo, violento e atmosferico.
Una cosa che ho deciso fin da subito è il concetto che sta alla
base di Hate Profile, sapevo sarebbe stato un percorso. Volevo che
fosse palese l'inclinazione spirituale ed esoterica che sta alla base
della mia ricerca personale (anche se poi viene astratta e occultata
-come da Tradizione- nei testi), ma volevo che fosse anche chiaro il
disprezzo per ciò che ci circonda, che poi è la molla che spinge molti
di Noi ad iniziare una ricerca come quella che ho appena descritto. Non
ci sono precisi intenti di denuncia, tanto meno sociali o politici, ma
ribellione contro la pochezza del mondo nel quale viviamo, certo sì. La
preponderanza dei diversi aspetti cambia con il crescere del progetto.
Il nome è strettamente legato a quella che considero la mia
"natura sottile" e quindi alla mia dimensione interiore. Amon è la
Terza Manifestazione del Sole per l'antica religione egizia, il Sole
durante il suo viaggio notturno, agente nella notte per risvegliare il
Sé addormentato. Muore per rinascere in una nuova Forma. 418 ha diversi
significati che sarebbe troppo lungo enunciare, è comunque legato al
numero 13 (numero Iniziatico, oltre che mio giorno di nascita), al
Fuoco e ad Horus. La venuta, la meditazione, il Vuoto, la Visione e la
Voce. Il 4 è il piano materiale, 1 la forza spirituale che gli dà vita,
8 è la forza che redime, il Mercurio, Hermes.
"Opus I: The Khaos Hatefile" sta ricevendo
numerosi consensi. Te l'aspettavi una reazione simile da parte della
critica? E tu come giudichi l'album? Ne sei soddisfatto appieno?
Non mi aspettavo una reazione così unanime, questo no. Pensavo però
di aver fatto un buon lavoro e onestamente speravo raccogliesse
responsi positivi; anche se non è certo per questo che suono, fa
indubbiamente piacere, specie considerando da chi arrivano questi
commenti.
Nel corso degli anni ho acquisito un buon bagaglio di esperienze
musicali, tecniche e di produzione... ho quindi lavorato in una precisa
direzione per ottenere ciò che volevo. Il disco è come doveva essere,
sono soddisfatto del risultato, le sue peculiarità sono secondo me
molto evidenti. Certo non è perfetto, ma nemmeno doveva esserlo, ho
lasciato che alcuni particolari si creassero da soli, respirando l'aria
di quei giorni: sarebbe stato diverso se l'avessi registrato in un
qualsiasi altro momento; inoltre, pur amando le belle produzioni, odio
le super-produzioni plastificate. Musicalmente lo vedo come un nuovo
inizio, nel quale sono però evidenti le tracce del mio passato; "Opus
II..." sarà più propriamente Hate Profile.
"Opus I: The Khaos Hatefile" è il primo
capitolo di una trilogia. Come mai questa scelta? E qual è il filo
conduttore che legherà i tre album? Vi saranno dei cambiamenti
stilistici nei prossimi?
Questa scelta non è stata propriamente una scelta! Ad un certo
punto della stesura del concept mi sono ritrovato con diverse idee e
diversi punti di vista dai quali guardare le idee stesse. Dopo molte
riflessioni è nata la forma attuale delle liriche (completate
all'inizio del 2004), una trilogia (anche se preferisco chiamarlo
Trittico) che è un percorso simbolico attraverso gli album che la
compongono, così come una distinzione degli stessi a livello profondo,
esoterico appunto; è stata una analisi sotto molteplici aspetti. Ogni
passo sarà contrassegnato da un simbolo e dal nome di una Forza,
divinità e pianeta: ne distinguerà l'essenza e la contingenza temporale
ed evolutiva.
Il filo conduttore è il percorso stesso, la sua evoluzione, i suoi
cambiamenti di prospettiva. L'odio e la rabbia, che indubbiamente hanno
un grosso peso nei testi, cambiano direzione e approccio... in "The
Khaos Hatefile" è una rabbia senza direzione, che si ritorce contro chi
la prova e innesca il processo di individuazione, in "The Soule
Proceeds..." ci sarà una scelta di campo più evidente e direzionata e
questa rabbia verrà spinta all'esterno. Proprio per questo il secondo
capitolo sarà più aggressivo e marziale, più black metal nel riffing,
se vogliamo, ma sarà comunque abbastanza variegato a livello ritmico e
comparirà qualche nuovo aspetto nell'uso dei sintetizzatori.
Potremo definirlo come un album musicalmente più sperimentale rispetto al suo predecessore?
Non proprio. Ci sarà un uso piuttosto diffuso dei synth, ma resterà
comunque abbastanza discreto. Per quanto riguarda le chitarre, lavorerò
molto sugli arrangiamenti e sulla sovrapposizione di linee diverse, ma
sarà un approccio piuttosto violento e disarmonico. In un certo senso,
proseguendo una evoluzione si sperimenta sempre qualcosa, ma non
definirei assolutamente quello che sarà il sound di "Opus II"
sperimentale, per me i DHG sono sperimentali!
Tornando a quanto hai detto poco fa riguardo i
testi, mi sembra di capire che tu classifichi odio e rabbia come due
sentimenti innati nell'animo umano, fondamentali al punto tale che la
presa di coscienza dell'individuo di sé stesso nasca proprio da questi
(se ho ben inteso il significato di "individuazione"). Quale valore
attribuisci, dunque, all'amore? E' anch'esso un sentimento istintivo e
innato come gli altri?
Li considero assolutamente innati nell'animo umano, e, in un'Epoca
come questa, una Necessità. Come anche l'amore, i sentimenti e le
emozioni esistono dentro di noi, se non altro come possibilità latenti.
Nel caso di questi sentimenti, la Vita farà in modo che questa latenza
si manifesti: dubito che esista qualcuno che possa dire di non avere
mai amato oppure odiato. Per quanto mi riguarda, esistono in misura
uguale, si alimentano a vicenda; come tutti gli opposti coesistono e
sono manifestazioni estreme della stessa cosa, come il freddo e il
caldo sono gli estremi di una "forza" chiamata temperatura. Solo
l'ignoranza cerca di sopprimere ciò che è naturale, inducendo il
pensiero che una delle due cose sia male e l'altra bene. Se io
distruggo qualcosa che attenta alla sicurezza di coloro che amo, non è
male! Anche se il bigottismo cristiano, così come quello degli
estremisti della democrazia, cercano di far dimenticare tutto ciò.
Hai ben inteso il significato di individuazione, ma non intendevo
dire che essa nasce da rabbia ed odio. Però, quando ti rendi conto di
non essere come gli altri -la massa- inizi provare rabbia per ciò che
vedi così palesemente misero (e che pare nessun altro veda), questa
rabbia spinge all'introspezione e quest'ultima all'individuazione:
l'accettazione e la conoscenza della propria natura. Ovviamente,
esistono altre vie, non è un processo assoluto e forzato per tutti, a
me è successo -anche- questo.
Esiste anche un significato più "alto" di individuazione, ma non mi pare la sede.
Torniamo a parlare dell'aspetto più
strettamente musicale. Gli Hate Profile si propongono come uno dei
gruppi di punta nel panorama black tricolore, grazie ad un approccio
moderno ma che non tradisce i canoni del genere. Puoi dirci quali sono
le tue maggiori fonti di ispirazione? E cosa ne pensi dell'attuale
scena black in Italia e a livello internazionale?
Grazie per l'apprezzamento! Riuscire ad avere un approccio estremo
e legato alla tradizione che fosse anche moderno è il punto focale del
sound di Hate Profile. Fonti di ispirazione ne ho moltissime, anche non
musicali: libri, arte, fotografia... le mie influenze spaziano comunque
dal vecchio thrash americano ed europeo al death metal tecnico, fino al
black metal in tutte le sue forme, oltre a generi diversi come
elettronica, EBM, ambient. Ritengo che sia molto facile essere
influenzati anche da generi diversi da quello che si suona, è una
condizione mentale. Credo di aver più cose in comune con certa scena
electro che non con il power metal e affini, tanto per fare un esempio.
Negli ultimi anni ho ascoltato molto l'ultima ondata Black Metal
mi piacciono molto Satyricon, Aborym, Thorns, DHG, Disiplin, come anche
i gruppi che non fanno più metal come Ulver, Thee Maldoror Kollective
ed altri ancora. Continuo ad ascoltare anche Dissection, Darkthrone,
Emperor, Death, Pestilence, At The Gates, Immolation... la lista è
lunga davvero.
La scena italiana è secondo me molto vitale, oggi. Ci sono molte
band validissime, sia old school che moderne e particolari. Una cosa
che mi fa piacere è vedere che inizia ad esserci supporto e
collaborazione, cosa che in passato non ho visto spesso, ciò è positivo
per le singole band e per la "scena" tutta. Oltre ad Aborym, mi
piacciono molto Spite Extreme Wing, Ensoph, Impure Domain, Defixio,
Grimness, Hiems, Forgotten Tomb, Black Flame, Ephel Duath... purtroppo
nemmeno riesco a ricordarli tutti insieme! A livello internazionale,
vedo la situazione altrettanto positivamente, anche se negli ultimi
anni ho ascoltato veramente molte band senza personalità che
ripropongono la stessa minestra riscaldata; come qualcuno ha notato ho
una predilezione per i gruppi Norvegesi, Italiani e Svedesi.
Al momento Hate Profile è un tuo progetto
solista, visto che nessun altro musicista è coinvolto stabilmente. Come
ti trovi a gestire ogni cosa per conto tuo? Hai intenzione di arruolare
qualcuno in futuro, magari per alcune apparizioni live, o pensi che
questa sia la dimensione ottimale per il gruppo?
Hate Profile rimarrà un mio progetto, ma non escludo a priori
l'entrata di altri elementi: si dovrebbe instaurare un'alchimia tutta
particolare, però non so se ciò sia possibile. So invece che ho molta
voglia di collaborare con altre persone, vorrei chiamare diversi ospiti
per eseguire parti adatte al loro stile e lo farò certamente. Mi trovo
molto bene a gestire ogni cosa, magari è un carico un po' più pesante
rispetto a quando devi eseguire una parte e basta, ma ne vale la pena.
Il fatto di avere le idee chiare riguardo al risultato da conseguire
aiuta molto, comunque. Come anche avere la possibilità di usare uno
studio mio, specie per parti che richiedono momenti particolari per
essere registrati come voce e synth. Mi piacerebbe anche poter fare un
po' di live, ma devo valutare bene. Musicisti adatti ce ne sono, e con
alcuni già se ne è parlato: ci penseremo al momento giusto, se verrà;
come hai sottolineato, quella attuale potrebbe essere la dimensione più
adatta per il gruppo. Certo non se ne parlerà prima del prossimo
lavoro.
Visto che hai già annunciato l'uscita di "Opus
II: The Soule Proceeds..." e "Opus III: Spirit Breed Era Vulgaris", che
ne dici di descriverceli più in dettaglio? E, indicativamente, quando
potremo ascoltarli?
Per quanto riguarda "Opus II", ci sono quattro tracce completate e
diverso materiale sul quale lavorare, credo che sarà questione di
sei-sette mesi, intendo registrarlo entro un anno, forse meno. Sarà,
come detto, un lavoro più oscuro e violento del primo, conterrà più
disarmonie, avrà un approccio più malato e apocalittico. Per il terzo è
ancora presto per avere idee precise, i testi mi suggeriscono di
seguire un approccio più libero e atmosferico, ma comunque sulfureo e
senza tralasciare le caratteristiche di impatto.
A livello lirico con "The Soule Proceeds... Amongst the Dead" si
approfondisce il discorso spirituale, ma si estremizza quello di
rifiuto e disprezzo; tutto è piuttosto metaforico, ma chi ha orecchie
per intendere non farà fatica a scovare parole molto dirette a
proposito dei seguaci lobotomizzati delle grandi religioni dogmatiche e
alla situazione nella quale versa il nostro Popolo Europeo: una
situazione drammatica nella quale non c'è spazio per la Vita vera, ma
solo per nascere, produrre, consumare, ancora consumare -senza farsi
domande- e crepare nell'inutilità. Mi fa schifo, profondamente schifo.
A tal proposito, secondo te questa situazione
riguarda solo il nostro continente, o si tratta di un malessere
diffuso? Quali ritieni siano le cause scatenanti, oltre la religione?
C'è, infine, qualche cultura che ti affascina, oltre all'antico popolo
egizio?
E' assolutamente un malessere diffuso: il Kali Yuga non è solo in
Europa, è ovunque. In quanto Italiano che si sente fieramente Europeo,
non ho problemi ad ammettere che prima di tutto mi interessa il destino
del mio Popolo e dei nostri Popoli, prima di tutti gli altri.
Abbiamo una Eredità Spirituale enorme e, con essa, una
responsabilità altrettanto grande: non farla morire. Chi non vede e non
capisce questo attenta al proprio popolo e sputa sulla memoria dei suoi
Antenati.
Senza entrare nelle idee personali della dottrina dei cicli che vede il
processo di degenerazione attraverso le Epoche come qualcosa di
inevitabile e naturale, dirò che le cause scatenanti sono molteplici.
Il mondialismo, il mero materialismo, l'ignoranza, l'ottenebramento
dell'Anima, gli interessi economici, i voraci gruppi di potere che
tutto vogliono inglobare e ovviamente le religioni dogmatiche e
monoteiste: un virus che infetta tutto e si sparge corrompendo.
Sono affascinato da molte culture, la nostra cultura Romana,
Celtica, Nordica -insomma, Indoeuropea- in generale e soprattutto. Per
questo credo fermamente in una Unità dei popoli amici, simili.
Sento un richiamo atavico forte e chiaro che mi spinge verso il
Centro e il Nord Europa, dal quale le mie famiglie sono giunte e dove
ancora parzialmente abitano. Ma sono sempre stato affascinato dalle
cosmogonie -esoteriche e non- di moltissimi popoli: Mesopotamia,
Egitto, Cina, India, Centro America... ritengo che a tutte sottenda un
frammento di Verità, che si può fare proprio, adattandolo alla propria
cultura e contingenza spazio-temporale. Senza contare tutti i Misteri e
le Forze che dietro ad esse si celano. Dovendo scegliere una Forma,
scelgo comunque simboli che mi appartengono più direttamente.
Che concezione hai del progresso, inteso dal
punto di vista tecnologico? Migliorerà o peggiorerà la condizione
umana? O, meglio, sta rendendo l'umanità più forte o semplicemente
succube delle sue invenzioni? C'è qualcosa che ti affascina e/o ispira
in questo cammino evolutivo, oppure è una semplice casualità il fatto
che "Opus I: The Khaos Hatefile" suoni per certi versi così meccanico e
tecnologico?
Mah, il progresso in quanto tale non è né positivo, né negativo: è
l'uso che se ne fa che lo rende tale. Ovviamente, penso che peggiorerà
la situazione, regalando condizioni esteriori di vita che camuffino e
nascondano il vero andamento delle nostre vite. Considero responsabile
di questo l'uomo, che riesce sempre e comunque a fare le scelte
sbagliate e a pervertire ogni idea - portando presupposti e idee giuste
dalla parte sbagliata. Siamo già schiavi della tecnologia e delle nuove
invenzioni, solo chi si erge sopra la mediocrità se ne serve come
padrone.
Il fatto che l'album suoni così non è affatto casuale, sono
fermamente convinto che l'Arte -perlomeno la mia- debba assolutamente
risentire delle contingenze temporali e culturali del momento e del
luogo nel quale vengono create, credo che ciò si veda anche nell'uso
generale dell'Estetica, che vuole essere un chiaro richiamo di
Appartenenza.
Credo che l'impressione di modernità sia dovuta soprattutto ai
suoni di synth, in fondo gli altri strumenti sono stati registrati in
maniera molto naturale e tradizionale, usando apparecchiature
analogiche e valvolari, seppur registrate su Hard Disk. Anche la
masterizzazione è stata fatta su nastro analogico da 1/4.
Cambiamo decisamente argomento: nonostante
quella in mio possesso sia una semplice copia promozionale, intuisco
che la veste grafica dell'album è molto professionale e ricercata. Come
ti sei trovato a lavorare con Fabban degli Aborym e perchè ti sei
rivolto proprio a lui?
Mi piace molto l'artwork, lo trovo veramente glaciale e adatto al
sound dell'album. Mi sono rivolto a Fabban perché sapevo che avrebbe
capito al volo quello che cercavo di esprimere, abbiamo diversi punti
di vista in comune. Eravamo in contatto da un po' di tempo ed ero
convinto che sarebbe bastato dargli il materiale fotografico e poche
idee di base per centrare l'obbiettivo, così è stato. Si sta
instaurando un bel rapporto tra di noi; è una persona con la quale mi
trovo bene e che rispetto molto a livello artistico, sia per
l'attitudine musicale che artistica/grafica: credo e spero che la
nostra collaborazione si intensificherà in futuro.
Sei soddisfatto di come la Cruz Del Sur sta promuovendo "Opus I: The Khaos Hatefile"?
Si stanno muovendo bene, sanno perfettamente quello che devono
fare. Purtroppo abbiamo avuto qualche contrattempo, ma certo la colpa
non è né della Cruz, né mia. La cosa che più mi fa piacere è avere a
che fare con gente onesta, sono stanco dei sotterfugi e delle menzogne.
Con Enrico sta andando tutto benissimo, c'è collaborazione e dialogo,
questo è molto importante. Producendo anche il gruppo non riuscirei a
sopportare imposizioni o restrizioni della mia libertà, tanto meno lo
sfruttamento della mole enorme di lavoro che mi sono sobbarcato.
Quali saranno le tue prossime mosse, oltre alle pubblicazioni dei due album già menzionati?
Ho quasi finito di registrare lo split-cd con Defixio, come verrà
pubblicato è ancora un'incognita. Contiene "HE" e "Prophets ov D.K."
(2001), entrambe inedite, la prima versione ri-registrata di "Bleeding
Black Heart" e una versione lenta ed estesa di "The Soule Proceeds..."
con molti synth. Ci sarà anche una cover di "Forhekset" dei Satyricon,
con qualche sorpresa; inoltre, ci sarà una cover di "Transilvanian
Hunger" ad opera di entrambe le band. Defixio sarà presente con quattro
brani tutti inediti. Il batterista è nuovamente GroM che ha suonato
tutte le tracce.
Occupandoci entrambi anche di grafica (e fotografia), abbiamo
deciso di creare l'artwork sotto il marchio della mia produzione
personale. Sono veramente soddisfatto del risultato: apocalittico e
guerresco!
Al momento in quali progetti sei coinvolto, Hate Profile a parte?
Sono coinvolto in Opposite Sides, una band di death metal tecnico
dalla fine del 2000; ho suonato la chitarra ritmica e solista su "The
Eclipse of Existence"(EP, 2002/2004). Rimarrà uno studio project e
registreremo un full-length a partire da marzo. Su questo suonerò il
basso e i sintetizzatori, oltre a co-produrre l'album e registrane
alcune parti.
Suono anche con Hortus Animae, con i quali ho collaborato live
fino ad ora: non ho infatti partecipato alla stesura degli album e alla
registrazione degli stessi, eccetto per la cover dei Dead Can Dance
uscita sul tributo "The Lotus Eaters" (2004).
Ho anche registrato e co-prodotto Defixio e Morgan The Bard, per
quest'ultimo ho suonato le chitarre acustiche su una cover di
Falkenbach che verrà pubblicata a breve.
Mi piace molto collaborare con altre persone, magari solo
registrando o eseguendo una parte già scritta, ma ora Hate Profile è la
mia priorità assoluta, ha atteso fin troppo.
Ok, questa intervista è terminata, grazie della disponibilità. Ti lascio carta bianca per concluderla come preferisci.
Grazie a te per l'interesse. Non ho proclami da fare, ma vorrei
vedere rinascere lo Spirito, soprattutto dell'Uomo Europeo. Temo che
ciò non sia possibile prima della Catastrofe Ultima.
Mi auguro che coloro che hanno intuito qualcosa restino in piedi e
conservino quel poco che dell'Uomo è rimasto per chi verrà dopo.
Orgogliosamente, non arrendersi: semmai, morire a testa alta.
Sito internet: http://www.hateprofile.net/