Hateful
(Cala - Febbraio 2002)


Ecco l'intervista con Daniele degli Hateful.



Dai qualche breve notizia sulla vita della band e sulle vostre "produzioni"...
Ci siamo formati alla fine del 1998 con l'intenzione di suonare roba pesante, senza voler essere moderni o innovativi a tutti i costi. Dopo svariati cambi di formazione ed una discontinua attività live abbiamo registrato il nostro primo (e per il momento unico) demoCD intitolato "AFTER THE LAST BREATH" nel maggio del 2000 e siamo comparsi con la title track sulla compilation della Together As One Records insieme ad ottime bands come CORAM LETHE, NIGHTSIDE, SUFFERHEAD e LEGION. Al momento stiamo lavorando su alcuni nuovi brani che si preannunciano molto più aggressivi di quelli presenti sul demo.

Mi piacerebbe conoscere qualche e' stata la scintilla che vi ha portato a formare il vostro gruppo...
Volevo creare musica che io stesso avrei cercato quando mi fossi trovato con qualche soldo da spendere in tasca! Qualcosa di diretto potente ed aggressivo, senza troppi fronzoli ma curato in ogni aspetto.

Perche' siete attratti da sonorita' metal, cosa ha secondo voi di speciale questo tipo di musica?
La caratteristica principale del Metal è la forza con cui ogni concetto viene espresso, non vi è nient'altro di paragonabile. Personalmente mi sono avvicinato al metal con molta naturalezza, dato che da subito ho provato sensazioni che altri generi non mi hanno saputo dare.  

In sede di recensione mi sono venuti in mente gruppi come Morgoth e Asphyx... e' stato un mio abbaglio o vi piacciono queste sonorita'?
Guarda, a dirti la verità non conosco molto bene le bands che hai appena citato, non possiedo nessun album di Morgoth ed Asphyx!!! Credo che tu sia il primo che ci paragona a questi gruppi, alcuni ci avevano accostato a Carcass, altri a Grave ed ancora a Hypocrisy e Pestilence e questo non può che essere positivo: peggio sarebbe stato se a tutti avessimo fatto venire in mente la stessa band! La musica, come l'arte in generale, è da sempre soggetta a differenti interpretazioni ed ascoltando un disco ognuno prova emozioni e sensazioni diverse, a seconda delle sue esperienze personali e delle sue conoscenze. 

Siete dei musicisti di mentalita' aperta? Credete che sia giusto osare e andare oltre il metal?
Mi ritengo abbastanza aperto a varie sonorità (così come gli altri componenti della band) ma più come ascoltatore che come musicista. Non mi piace suonare roba troppo contaminata, non mi viene naturale. Oltretutto credo che lasciarsi guidare dal proprio gusto personale senza essere ossessionati dal voler creare qualcosa di nuovo porti ad essere molto più originali. Riguardo alla tua seconda domanda  non mi sono mai posto il problema. Oggigiorno ci sono moltissimi gruppi che lo fanno, e ti posso dire che generalmente preferisco quelli che si distaccano del tutto da sonorità pesanti piuttosto che coloro che tentano di inserire troppe atmosfere diverse nel loro sound.

E' importante per voi la dimensione live?
Sicuramente, anche se fino ad ora non ci ha poi dato grandi soddisfazioni: pubblico quasi sempre moscio e disinteressato, impianti scarsi o inesistenti e così via. Non siamo certo persone pretenziose, non ci interessano compensi o cose del genere ed i nostri unici obbettivi suonando dal vivo sono quelli di divertirci e di farci conoscere, ma d'ora in poi selezioneremo accuratamente i concerti a cui partecipare.

Scegli tra: vendere 100000 copie ma fare 10 cd tutti uguali , essere sconosciuto ma suonare quello che vuoi realmente.
La seconda che hai detto!

Quanto contano per voi i testi e in generale di cosa parlano?
Per noi valgono quanto le musiche e posso dire che talvolta risultano perfino più impegnativi da scrivere. Credo che spesso l'importanza delle liriche venga sottovalutata: la canzone "parla" attraverso di esse ed è molto importante che si crei una perfetta simbiosi fra musica e parole. I nostri testi sono improntati su tematiche prettamente sociali, ma hanno spesso un'impostazione metaforica: dolore, morte, apatia e disperazione sono solo spunti per riflessioni più ampie ed inquietanti.

Cosa ti piace e cosa cambieresti in "After the last breath"?
Mi piace il suo feeling oscuro e decadente, unito all'energia di un riffing ossessivo e roccioso e di vocals taglienti ed aggressive. Forse avremmo dovuto registrare qualche traccia ritmica in più per dare maggiormente corpo alle chitarre e spendere un pò più di tempo (e denaro) nel mixaggio, ma in ultima analisi mi ritengo molto soddisfatto.

Fai un commento sincero sulla scena italiana. Secondo esiste un  pregiudizio nei confronti dei gruppi italiani o siamo noi che ci piangiamo addosso senza motivo?
La scena sta crescendo molto, non ci sono dubbi. Forse dovremmo cercare di esprimere più personalità, ho sentito fin troppe bands suonare come gli At The Gates o come i Death, ovviamente senza la stessa freschezza ed originalità. Comunque ciò non toglie che molti altri stiano creando qualcosa di veramente competitivo, che può proporsi senza timore all'estero. Non so se esiste qualche sorta di pregiudizio, penso che se uno crede veramente in ciò che fa e si sforza per ottenere dei risultati abbia più possibilità di togliersi grandi soddisfazioni.

Avete partecipato alla compilation della Together As One Records: come valuti queste compilation?
Credo siano un buon mezzo per diffondere e valorizzare la propria musica.

Progetti per il futuro?
Scrivere brani sempre più efficaci e migliorarci come band e come musicisti. Per adesso abbiamo accantonato l'idea di suonare dal vivo, proprio per concentrarci unicamente sulla composizione. Posso già anticipare che le nuove canzoni saranno più aggressive e potenti e le liriche saranno ancora più velenose e ciniche: in generale si può pensare al nuovo materiale come ad una estremizzazione di quello presente sul demo.

Come da prassi: a voi le ultime parole!!
Grazie a tutti voi di SHAPELESS per averci supportato e per la professionalità dimostrata... e grazie a te per l'ottima intervista!!