G@ttitude
(Piotre - Marzo 2005)


Sono rimasto colpito in maniera molto positiva da questo demo, come si è potuto capire nella recensione che poco tempo fa ho redatto per Shapeless. Purtroppo non ho molta carne al fuoco in termine di domande, ringraziamo quindi i G@ttitude che sono quelli che hanno speso più parole in questa simpatica intervista.



Per cominciare, riepilogate in maniera neanche tanto breve la vostra lunga e turbolenta esistenza di gruppo (nella biografia ho potuto evincere che un aggettivo come "turbolento" è abbastanza calzante): da quanto suonate assieme, come si è materializzata l'idea "G@ttitude", qual è stato il vostro tortuoso percorso musicale, quanta è stata la gente con cui avete fatto a cazzotti in sala prove - scherzo! - e così via...
Hellcat: Come nascono i G@ttitude? Bella domanda: il gruppo nasce come nascono tutti i gruppi, ovvero quando ne muore un altro. Il quartetto prima era un quintetto dedito al power thrash: si chiamava Soul Decay e, dopo un demo registrato in studio, si è diviso appena prima di registrare il secondo lavoro. Il batterista ha cambiato città ed il chitarrista ritmico è entrato a far parte dei Cadaveric Crematarium (grande gruppo brutal bresciano). I tre rimasti (io, il chitarrista Dr. Rock ed il cantante K - quello che farà i cori nel CD G@ttitude: finalmente sai chi è, vero Piotre?) hanno formato con Seven (chitarra e seconda voce) e Sim1 (batteria) una band dedita al rock americano: in primis i Mr. Big, da cui poi il nome della band, Voodoo Kiss. Dopo circa due anni di serate e concorsi all'insegna del rock a stelle strisce, per poter suonare in locali sempre più grossi con cachet maggiori, la band introduce qualcosa di rock italiano estromettendo i tanto cari Mr. Big per U2, Vasco per Bon Jovi ed altre cover di pop band da hit radiofonica. Insomma il rock diventa pop e il cantante K molla (non apprezzando il "tiro" che la band stava prendendo). Viene subito rimpiazzato ed il nucleo che diverrà G@ttitude, sommato ad un altro cantante, ora è Frequenza Zero. Il risultato è: non troppe serate, session di prove lunghissime per arrangiare successi italiani degli anni ottanta e tante altre canzonette da classifica. Forse il meno motivato di tutti sono io e quindi, dopo avere svestito i panni del bassista e vestiti quelli del chitarrista (solo di sabato e domenica), mi metto a scrivere musica rock semplice e diretta, tra AC/DC e Motörhead, potrei definirla. Il lavoro dura circa sei mesi, da settembre 2002 a marzo 2003, fino a quando il cantante del gruppo, ora pop, molla. I quattro rimasti tra un provino e l'altro di altri cantanti accettano di lavorare all'arrangiamento dei miei pezzi: da lì nascono i G@ttitude, nome nato per scherzo e rimasto tale poiché il lavoro dell'artwork era già pronto. Le canzoni erano state scritte per una sola chitarra (e Dr.Rock era ed è più che sufficiente), il basso (che è il mio strumento), la batteria (dove siede l'instancabile Sim1). Al tutto mancava una sola cosa: la voce. Dal nulla e quasi per caso nasce l'idea: Mauro alias Seven, che ha sempre fatto ottime seconde voci nelle precedenti esperienze musicali. Poteva essere una buona scelta poiché ha un grande orecchio ed è capace di lavorare bene con la sua voce, cercando di personalizzare la canzone piuttosto che scimmiottare il cantante di turno. E quindi se è vero che non c'è cattivo più cattivo di un buono quando diventa cattivo, allora non c'è miglior cantante di un cantante che non è mai stato un cantante... in fondo cosa avevamo da perdere? Nulla!! L'ardua sentenza la lasciamo ai posteri!!

Altra domandina scema: come ci si sente a proporre in un 2005 sempre pieno di gente che sforna innovazioni, miscugli di generi e fritture miste sonore, un rock and roll duro e puro di genuina fattura e senza contaminazione?
Hellcat: Io credo che se fai la musica per qualcun altro o per piacere a qualcun altro, non la farai mai con il cuore e come piace a te. Se fai una cosa che ti piace allora è tutta un'altra cosa! Ascolto nu-metal, prog, power, death, brutal, rock italiano e tanti altri generi e sottogeneri, ma ad esempio non mi troverei affatto a mio agio a scrivere un pezzo in stile nu-metal, poiché non l'ho metabolizzato come posso aver fatto con il rock e l'hard rock. La musica nasce dal dentro, riflette i nostri stati d'animo, e nel periodo che scrissi i pezzi avevo voglia solo di fare qualcosa di divertente, allegro e soprattutto "sentito".
Dr. Rock: Se l'innovazione e' il nu metal allora ben venga essere dei retrogradi!
Seven: Beh... diciamo che così su due piedi viene da dire che c'entra come una puttana in un convento, eppure sono convinto che sia un riportare alle sane origini della musica vera, schietta e reale. Non per niente tanti che hanno avuto l'occasione di sentirci si complimentano dicendoci "finalmente, cazzo, del buon rock vecchio stampo: bravi!". E' un rock che cerca di dire niente di più di quello che senti, di riportarci con i piedi per terra in un panorama musicale dove si sentono canzoni sature di una ricerca sfrenata di novità ma che, a parte il senso di originalità, talvolta sanno solamente di una nuova cagata bella e buona.
Sim1: Come mi sento? Mi sento bene, grazie... ah ah ah!! Scherzi a parte, una persona (musicista) deve fare ciò che sente. Troppe volte ci si scorda che la musica è un'arte. Dev'essere prima di tutto istintiva, naturale, creativa, ecc... Se noi abbiamo dentro il rock'n'roll allora dobbiamo farlo venir fuori: sicuramente uscirà qualcosa che fa parte di noi, qualunque genere sia e in qualsiasi "momento musicale" venga concepito!

Come risponde il territorio bresciano, e in generale la vostra regione, ad una proposta che oramai non si sente moltissimo in giro? Ovvero, siete un gruppo richiesto e avete un buon seguito di rockettari ubriachi e rockettare scosciate?
Seven: Avendo iniziato a promuoverci da poco dobbiamo comunque ringraziare il nostro piccolo seguito di fan. I locali reagiscono in maniera oserei dire entusiasta alla nostra proposta. Quasi fosse qualcosa di nuovo che non sentono da troppo tempo (e questo è tutto dire). Per quanto riguarda i rockettari ubriachi quando mancano li sostituisco io tranquillamente.
Dr. Rock: I locali ci sono e si trova da suonare... Certo non sempre c'è il pubblico adatto... Insomma suonare i Mötley Crüe davanti a gente che chiede Vasco non è il massimo!
Hellcat: Il territorio bresciano si divide in due fazioni: quella delle cover band da classifica una uguale all'altra che si copiano arrangiamenti e canzoni proposte, e quella dedita solo alla musica un po' più heavy, a condizione che però sul palco a suonare ci sia una tribute band degli Iron Maiden, se possibile. Tanti la musica non la ascoltano, i più vogliono solo sentire quello che hanno sempre adorato senza cercare di andare un po' più in là. Puoi anche suonare come Steve Vai, ma tanto se non fai "The Trooper" degli Iron Maiden o "Urlando Contro Il Cielo" di Ligabue non ti filerà nessuno. Per il discorso del "gruppo richiesto", diciamo che siamo riusciti ad organizzare due/tre (quando gli impegni musicali dei singoli, impegnati anche su altri fronti musicali, ce lo permettono) serate ogni mese, in vari locali di Brescia e provincia. Lo scopo è, oltre il divertimento, riuscire a suonare il più possibile la nostra musica ed altre cover rock. Sul nostro sito ci sono tutte le serate e la scaletta live che attualmente suoniamo: chiunque volesse farsi una birra ascoltandoci, è sempre il benvenuto!
Sim1: Stiamo cominciando a girare per i locali, speriamo di crearci uno "zoccolo/e" duro di fan al seguito dei nostri concerti. A Brescia (ma credo un po' in tutta Italia) c'è difficoltà a far apprezzare questo genere, ma soprattutto far apprezzare musica originale. Purtroppo è un fatto culturale; l'unica speranza è cercare di far più presa possibile verso quelle persone che non si identificano nella massa. Al di là di questo a Brescia fortunatamente ci sono parecchi locali (più o meno belli) che fanno suonare!

Questa è stata l'unica vera critica che ho sollevato pure in sede di recensione: i testi e la pronuncia che sono in un inglese non proprio perfettissimo. Spero intanto di non essere stato pesante ed offensivo, ma comunque ribadisco che un inglese imperfetto agli occhi (e soprattutto alle orecchie) di una persona di madrelingua non crea una buona impressione. La lingua italiana vi fa proprio così tanto schifo? Va bene che Skid Row, Guns'n'Roses, Mr. Big, Van Halen e compagnia rockettara bella utilizzano l'idioma anglosassone, ma loro sono autoctoni ed utilizzano la loro lingua. Non sputatemi addosso, ma il quesito è questo: è proprio tutta colpa di un tipografo distratto ed ignorante? A quando un pezzo in lingua italiana? Sono pesante?
Hellcat: Allora, pane al pane e vino al vino. Il tipografo ha colpa di aver fatto copia e incolla dei testi, magari in modo sbagliato in alcune parti, e forse avere "modificato" qualche parola che si è persa nei passaggi di copia/incolla. Nei testi che possiedo (gli originali per capirci) ci sono alcune parole diverse e non ho ancora capito il perché. I testi li ho scritti io ed il mio inglese è puramente di sopravvivenza (chi è senza peccato scagli la prima pietra...). Purtroppo, nessun altro si è seduto con me a tavolino per "riscrivere" i pezzi o correggerli (anzi no, quello è stato fatto da Dr. Rock!). Nessuno di noi è professore o conosce l'inglese perfettamente (comunque Biscardi sono anni che è in televisione e non conosce l'italiano, ad esempio). Spero solo che si sia capito quello che volevo esprimere. La musica è importante, ma anche le parole, soprattutto se la musica la fai in funzione del testo. Nel prossimo CD cureremo meglio questo aspetto. Già da ora che si è iniziato a scrivere qualcosa di nuovo, il discorso "testo" è già stato dibattuto. L'inglese comunque resterà sempre la lingua con cui ci esprimeremo, in fondo i miei/nostri idoli cantano in inglese e gridare "Hey man... Fuck you" fa più fico che dire "ma vaffanculo". Per il pezzo in lingua italiana mi piacerebbe far ricantare nel prossimo CD, come bonus, una canzone di questo CD ovviamente in italiano: vedremo se riuscirò a convincere gli altri!!!
Seven: Grazie veramente per questa critica. Mi fa piacere che qualcuno se ne sia accorto e che abbia voluto dirlo. Effettivamente la tipografia ha cannato qualche cosetta, ma la "colpa" per tutto il resto è nostra, ammettiamolo. I testi sono stati presi un po' con leggerezza (per quanto riguarda la lingua ovviamente, il significato è voluto) tralasciando qualche frase troppo "all'italiana", plurali "segati" e via dicendo. Il tutto in nome forse di una intrinseca spontaneità, quasi a riflettere inconsciamente la schiettezza nei testi? La pronuncia, e qui non ci sono scuse, l'ho pesantemente sacrificata in favore di un'esecuzione più aperta.
Sim1: Pezzi in lingua italiana? Li escluderei. Sicuramente saremo figli del rock americano e anglo-sassone, ma non riuscirei proprio a digerire dei pezzi rock'n'roll con un testo in italiano. Lo dico con dispiacere però, perché mi piacerebbe scrivere dei pezzi dove esprimere i miei pensieri, stati d'animo, emozioni... Potrei farlo anche adesso e poi tradurli, ma non mi sembra il caso; preferirei "aggiustarli" e supervisionarli sempre sotto il pieno controllo della lingua italiana.
Dr. Rock: Sei pesante ed offensivo... però hai ragione!! Non credo ci sarà un pezzo in italiano in futuro, insomma il rock è in inglese... forse è solo perché ci siamo abituati, ma l'inglese suona meglio in questo genere... però in futuro faremo sicuramente più attenzione alla grammatica!

Come mai le vostre liriche parlano praticamente e quasi unicamente del rock and roll? Lo amate tantissimo, eh?
Seven: A parte amare il rock, è un po' il senso del CD ostentato fino al tormentone: it's only rock!
Dr. Rock: Eravamo indecisi tra il rock'n'roll e un concept album basato sulla Bibbia: abbiamo tirato la monetina ed e' uscita la prima opzione.
Hellcat: Il rock è un modo di essere che ti rende diverso da tutti gli altri: è fatto di gesti, frasi e modi di dire che non tutti capiscono. Questo linguaggio è mondiale. In tutto il mondo del rock le corna al cielo e la testa che oscilla al suono di un pezzo sono simbolo di massimo gradimento: in Italia, Grecia, America e Giappone, dappertutto. Il rock unisce; i concerti avvicinano le persone di razza, sesso, e religione diversa, non come ad esempio gli sport (il calcio è un esempio più che lampante!). Il rock deve essere l'obiettivo, il rock è un ipotetico bersaglio dove sparare le nostre "cartucce" migliori: ecco perché "Rock Target". I testi del CD descrivono quello che nella vita di un ragazzo che ama il rock gli può accadere. In "Powerhead" si parla di come la maggior parte della vita del rocker sia nella propria testa, perché non c'è mai nulla che va come dovrebbe: amici, donne e motori di cui si fantastica ci abbandonano come se niente fosse, ed anche il nostro fido strumento musicale ci lascia "a piedi" sempre e solo sul più bello. "Give You Two" è il classico due di picche; non quello che ci rifilano, ma è quello che noi rocker rifiliamo alla "fichetta" so tutto io, carina, provocante e senza cervello. "Rock'n'Roll Machine" è riassunta in velocità, libertà e musica a volume devastante; l'ideale per lasciarsi indietro i problemi di tutti i giorni. "Never Be Second To None" è un patto con il diavolo. Vendi la tua anima e "non sarai mai secondo a nessuno": quanti non lo farebbero? "Mr. Rocker" è la fine che la maggior parte di noi farà!! A casa a suonare a tutto volume con moglie e figlia che ti spaccano le palle e il vicino che urla di smettere. In "Rock'em All" si parla del rifugio dove si può suonare, fare casino fino a notte fonda: insomma la sala prove, unico posto che non ti tradirà mai. Mentre in "Rock'n'Roll Never Die... Sometimes" ho associato la frase "il rock non muore mai" ai nostri sogni. Purtroppo i sogni molte volte finiscono e ci si sveglia per tornare alla realtà. E' questo il significato della parola "sometimes" collocata in fondo... Reinterpretando il tutto: "i sogni non muoiono mai... ma a volte...".

Perché avete scelto una copertina del genere (che francamente non apprezzo... ho la lingua depilata) che, per chi non l'avesse vista, è un bersaglio stilizzato?
Hellcat: Non c'è un motivo particolare, come dicevo prima. Il rock è un bersaglio dove sparare le nostre "cartucce" migliori... vedila come obiettivo, stile di vita o scopo per divertirsi.
Dr. Rock: Secondo me la cover è adatta al CD, è essenziale e diretta come la musica... Comunque il prossimo CD avrà una cover molto più intrigante... Ti piacerà!

Qual è l'ideale (sempre se ce n'è uno) che vi permette di continuare ad andare avanti in questo presente abbastanza ostile al rock and roll?
Seven: Far ricordare da dove veniamo, basta stronzate (non parlo di musica)! Anche la birra fa la sua parte.
Hellcat: Tutta la mia vita ha sempre ruotato intorno alla musica. Nei momenti più belli e in quelli più dolorosi la musica era con me. Non smetterò mai di credere, sognare e suonare rock'n'roll; sembra una frase stereotipata da defender oltranzista ma non sono capace di pensare come sarebbe la mia vita senza la musica. Forse un giorno questo accadrà... dopo un po' di smarrimento iniziale mi metterò a fare qualcosa d'altro, magari sempre "creativo"... magari scriverò un libro o mi ridarò al disegno di fumetti (!!!). Lavoro, amore e rock'n'roll sono tre cose per le quali conviene continuare a vivere, non trovi?
Sim1: Più che ideale parlerei di stimoli: amicizia tra i componenti della band e pura e semplice passione per il rock!
Dr. Rock: Facciamo quello che ci piace: personalmente smetterò quando non mi divertirò più!!

Posso avere delucidazioni sulle vostre capacità tecniche che, da come si può evincere dall'ascolto del vostro demo, sono più che buone?
Hellcat: Nel lontano 1994 già strimpellavo la chitarra classica. Poi, la folgorazione... tra amici, parlando, salta fuori la frase: "Formiamo una Heavy Metal band". Tutti avevano già una chitarra elettrica, mancava solo il basso. Mi sono detto: "Perché no?". Ho comprato un Asahi da duecentomila lire. In poco tempo avevo un sacco di band, ho fatto molta esperienza suonando in tanti gruppi: i bassisti sono sempre stati "bestie" rare. Ho preso lezioni per 3 anni tutte le settimane, poi per lavoro, impegni ed altro ho smesso. Ora non ricordo quasi più niente: l'istinto è l'unica cosa che mi è rimasta. Ovviamente quando dico "non mi ricordo quasi più niente" intendo che i nomi di modi, scale ed arpeggi li ho dimenticati e non saprei insegnarli a nessuno, sebbene li utilizzi sempre suonando. Il consiglio: suonare, suonare e suonare. A casa e soprattutto in sala prove con la propria band, perché si cresce musicalmente anche ascoltando quelli che suonano con te. Il discorso dell'esibizione live è una gratifica di un lavoro fatto precedentemente bene in stanza.
Dr. Rock: Io, personalmente, ho fatto i soliti studi che credo facciano tutti i chitarristi... Ho passato e passo parecchie ore con la chitarra in mano e ascolto quanta più musica possibile, di tutti i generi...
Sim1: Ho cominciato a suonare a 14/15 anni circa. Ho appreso i primi rudimenti alla banda cittadina del mio paese per un anno e mezzo circa (praticamente non studiavo); poi ho lasciato e ho cominciato a suonare solo con i gruppi. Da quasi due anni e mezzo (ora ne ho quasi 25) sto studiando con Alfredo Golino (top drummer italiano - e non solo - a mio avviso). Finalmente qualcuno che mi sta mettendo in riga!
Seven: Ho studiato e suonato uno strumento a fiato (clarinetto ma anche sax) dai 12 anni fino ai 25 circa presso l'orchestra a fiati della banda cittadina di Salò, fino a quando gli impegni me lo hanno consentito. Questo mi ha dato l'opportunità di avere una discreta cultura musicale, buone conoscenze teoriche ed un approccio immediato al canto. All'alba dei 18 inizio a suonare la chitarra acustica da autodidatta, frequentando poi un interessante ma breve corso con Riccardo Zappa. Nel frattempo ho proseguito lo studio sulla chitarra elettrica prima come autodidatta, poi a lezioni per 2 anni con il maestro Luca Gallina. Occasionali prove con band in formazione e in sfascio della zona per poi approdare in una band grunge-crossover per circa 9 mesi. Sciolta per troppi impegni del bassista, dopo un incontro occasionale nascono i Voodoo Kiss, che dopo varie vicissitudini vedono la nascita dei G@ttitude, con me in una (semi)nuova veste di cantante.

Complimenti vivissimi al vostro cantante Seven, che possiede un timbro personale che caratterizza un sacco la vostra proposta. Dove l'avete scovato?
Seven: Non posso che ringraziarti e vedere cosa rispondono gli altri.
Hellcat: Come avevo già risposto Seven alias Mauro è sempre stato con noi, ma come chitarrista e seconda voce. Il CD avrebbe dovuto cantarlo il vecchio cantante K (divenuto corista nella registrazione). Vuoi per impegni suoi, vuoi perché con Seven eravamo sempre in contatto visto che proviamo insieme, gli ho proposto: "Ehi, perché non provi tu a cantare?"... "Vai bello, fammi sentire quel che sai fare". Grande entusiasmo, ottima verve e massima partecipazione (subito dimostrata dalla volontà di riscrivere tutte le linee di voce che avevo in mente) mi hanno fatto scegliere lui. E poi, in fondo, se io avevo suonato la chitarra per scrivere i pezzi allora perché lui non poteva cantarli?
Sim1: Seven ormai lo conosco da un sacco di anni. Abitiamo nello stesso paese e ci siamo conosciuti creando una band insieme (allora era un chitarrista!) per un gruppo di tedesche - si, si, è proprio così. Il gruppo ovviamente non è andato avanti molto ma l'amicizia è continuata; assieme poi ci siamo incontrati con Doc Rock e Hellcat ed il resto dovrebbe essere scritto sulla biografia! Come già detto Seven era un chitarrista, è nato cantante da una felice intuizione (per una volta...) di Hellcat; onestamente non pensavo potesse entrare con questa facilità in qualità di frontman nel progetto G@ttitude. Non lo nascondo, è stata una piacevole sorpresa anche per me!
Dr. Rock: Ce l'avevamo proprio in casa!

Qual è il vostro rapporto con la birra (sia nella biografia che nella mitica foto nel libricino del CD si nota la presenza della "splendida creatura bionda")?
Seven: Mah... in concerto giro sui 2 all'ora (litri), l'importante è che sia buona, durante le prove mi si secca la gola...
Sim1: Purtroppo (per il mio stomaco) ho un rapporto stabile e duraturo non solo con la birra ma anche con le sorelle maggiori: sambuche, vodke, grappe, ecc...
Hellcat: Precisiamo una cosa. Io sono il più salutista del gruppo: non fumo e bevo molto poco, qualche birretta prima e dopo avere suonato. Gli altri tre sono un disastro (nel senso buono ovviamente!!!). Credo che in cinque anni di vita assieme Sim1 e Seven si siano bevuti almeno 90 litri di sambuca a testa, per non parlare delle birre. Seven si beve dal litro e mezzo ai due, ogni serata dal vivo. Sim1 lo segue a ruota, con quantità inferiore di bere ma maggiore di fumo (sigarette please!). Dr Rock (un vero dottore, anestesista per la precisione) è sulla loro falsa riga ma molto più moderato sia nel fumo che nel bere.
Dr. Rock: Molto buono... soprattutto Seven e' un vero amico della birra...

Ultima domanda: che ne pensate dell'attitudine tiraiola del 95% dei vostri paladini (domandina cattivella ma ci sta perché almeno a me stanno un pochetto antipatiche le persone che si accarezzano molto di più il pacco che i capelli)?
Dr. Rock: Fa tutto rock'n'roll... Preferisco vedere i Kiss che se la tirano piuttosto che Bono degli U2 che fa il predicatore!!
Sim1: Francamente non m'interessa per nulla! Quando fanno album interessanti e concerti rock'n'roll per conto mio hanno fatto il loro sporco lavoro!
Hellcat: Per il pacco quello è sotto controllo; a parte un paio di "mossette" tecniche che caratterizzano lo spettacolo dal vivo di Seven, non c'è molto da segnalare. Per i capelli, quelli li abbiamo tutti corti; dove c'è scritto che chi ha i capelli lunghi suona meglio o fa canzoni migliori? L'attitudine "tiraiola", beh, lasciamola ad altri. Noi ci teniamo la nostra "G@ttitudine" che è esente da preconcetti e seghe mentali di capelloni con manie di onnipotenza musicale!!!
Seven: A qualcuno i milioni fanno invertire il senso dell'intestino.

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