Marty Friedman
(carma1977 - Settembre 2003)


Mi dispiace, però Marty Friedman mi ha deluso. Un personaggio che ammiro e continuerò ad ammirare, sia dal lato umano che artistico. Però questa non doveva farmela. Le risposte che leggerete qua sotto sono quanto di più telegrafico uno si possa immaginare. Non che da un'intervista via e-mail si possa pretendere più di tanto, ma la sua disponibilità iniziale mi fece ben sperare. Invece resta la delusione per un'intervista che poteva rivelarsi piacevole, ma non lo è stata.
Mi consolo riascoltandomi "Music For Speeding", ultimo e ottimo lavoro del chitarrista americano.



Ciao Marty, prima di tutto bentornato tra noi, la voglia di risentirti al lavoro era molta. Come mai hai aspettato tutti questi anni per dare un seguito a "True Obsessions"?
Ero occupato con i Megadeth, ed ero occupato anche con l'altro gruppo che avevo all'epoca, ossia i Red Dye #2.

Dall'ascolto di "Music For Speeding" , sembra che la sua creazione per te non sia stata una True Obsession come dichiarasti per i lavori precedenti. Tanto che l'atmosfera generale del disco potrei definirla di sereno divertimento...
Sono sempre ossessionato da qualsiasi cosa registro e produco, ed allo stesso tempo è anche un divertimento, quindi hai ragione a metà!

Ho notato una certa affinità tra gli arrangiamenti e la produzione di "Music For Speeding" e le criticate produzioni firmate Dan Huff nei Megadeth ("Cryptic Writings" & "Risk"). In un certo senso, l'esperienza con Dan ha lasciato il segno...
Sì. Mi piace imparare dalle persone in gamba come lui, se sono riuscito a prendere qualcosa da Dan, allora sono soddisfatto. Lui è un genio.

Sei d'accordo con me nel definire "Music For Speeding" come il riassunto della tua carriera solista? In fondo al suo interno possiamo trovare punti in comune con tutta la tua discografia, dagli esordi ad oggi.
Può darsi. Prima di cominciare a lavorare su "Music For Speeding" mi sono fatto un discorso a me stesso, ed ho provato a capire "cos'è che mi riesce meglio di tutto", ed ho provato a farlo.

Sono rimasto positivamente colpito anche dal notevole miglioramento che hai raggiunto nella composizione ritmica, che in passato ritenevo fosse uno dei tuoi pochi punti deboli...
E' stata una cosa molto naturale. Suoni in un gruppo ritmico come i Megadeth per 10 anni, quindi per forza migliori come ritmico.

Ma la musica che componi, rappresenta pienamente la personalità di Marty Friedman, oppure, come per molti artisti, non è altro ciò che vorresti essere, ma la vita quotidiana non ti permette di esprimere? (Questa domanda è leggermente marzulliana)
Ottima domanda! Ma la mia musica rappresenta la musica che gira nella mia mente, non necessariamente il tipo di musica che ascolto. Attualmente ascolto un sacco di pop e musica ambient, ma quello che suono è heavy metal piuttosto intenso. Nemmeno io riesco a capirlo.

Quante copie sono riusciti a vendere i tuoi dischi solisti? Quale è stato il più venduto?
Finora quello che ha venduto di più è stato "Scenes". Non sono a conoscenza del numero esatto di copie vendute, ma era andato molto bene per essere uscito per una indie.

Come hai vissuto i primi periodi dopo l'abbandono dei Megadeth? Che effetto ti fece sapere di non far più parte di una band, dopo averci passato circa dieci anni della tua vita?
Mi sono mancati sia gli altri ragazzi del gruppo che il resto della nostra squadra, ma ero contento di scappare dalla musica vecchia maniera che stavamo suonando.

Ma quali furono i veri motivi che ti diedero la conferma che non ci sarebbe stato un futuro nei Megadeth?
Mustaine mi chiese se volevo fare un nuovo album come "un incrocio tra Rust In Peace ed i Cacophony", e quella era una idea che proprio non mi passava per la mente all'epoca.

Mi sembra di capire che Dave Mustaine non riuscì ad accettare l'emorragia di fan che colpì il gruppo all'indomani dell'uscita di "Risk", optando per un repentino dietro front. Scommetto che tu avresti preferito continuare sulla linea di "Risk" che non con quella forzatamente heavy di "The World Needs A Hero"?
Hai ragione, amico mio.

In alcune interviste ho letto che nel tuo prossimo tour suoneranno con te Dave Ellefson e Jimmy DeGrasso. Quindi i legami con loro due sono rimasti buoni? E con Dave Mustaine, che rapporti hai?
Siamo tutti ottimi amici.

Tra tutti gli artisti con cui hai collaborato, quali ti hanno lasciato il segno più profondo, sia a livello musicale che umano?
Sono tutti veramente troppo bravi per sceglierne qualcuno. Sono stato molto fortunato.

Torniamo indietro nel tempo... Cosa ci dici del tuo periodo con gli Hawaii?
Lavoro duro, niente soldi, musica difficile, parti di chitarra intense.

Quando e dove hai conosciuto Jason Becker? Cosa ricordi del periodo coi Cacophony?
Anche lì lavoro duro, niente soldi, musica difficile, parti di chitarra intense, ma ci siamo divertiti veramente un sacco a fare dei tour negli USA e in Giappone. Stavamo facendo una vita come i Poison ed i Motley Crue, ma suonando come maniaci.

Come sta ora Jason, riesci a vederlo di frequente?
Per piacere visitate il suo sito internet e dategli il vostro supporto. Lo vado a trovare varie volte, ma non abbastanza spesso.

Cosa ne pensa dei tuoi lavori? E tu dei suoi?
Siamo una società ad ammirazione reciproca.

Di recente, navigando su internet mi sono imbattuto in alcune foto, scattate in Olanda dopo un tuo seminario, che ti ritraevano insieme ad Henk Van Der Laars (ex Elegy), grande chitarrista. Hai avuto modo di sentire alcuni suoi brani? Cosa ne pensi del suo stile?
Ho ascoltato il suo CD. Grande lavoro.

Sito internet: http://www.martyfriedman.com/