Fiori Di Piombo
(MoonFish - Settembre 2002)
Quando ho ascoltato e recensito il demo omonimo dei ferraresi Fiori Di
Piombo non m'era piaciuto, anche se ero certo che era solo colpa mia, che
non mi sento molto in grado di apprezzare certe sonorità, a metà strada tra
metal, gothic e prog. Voi piccoli lettori che avete gusti meno truci dei
miei sareste certamente in grado di apprezzarli come si deve. Nell'attesa
che anche voi abbiate l'occasione di ascoltarli, abbiamo realizzato
quest'intervista!
Come siete arrivati a chiamare il vostro gruppo Fiori Di Piombo, e cosa
significa questo nome per voi?
Il nome è uscito per caso durante una discussione tra giovani artisti. Ci è
piaciuto, perché unisce in sè la delicatezza, l'armonia del fiore e la
pesantezza, il colore cupo del metallo.
L'artwork del vostro demo è sia plumbeo che floreale, ma tra i due
elementi trovo dominante quello triste e pessimista. Davvero non vedete
speranze per il nostro futuro? [quesito cosmico!]
Non necessariamente ciò che è oscuro è anche negativo... Come per il nome,
l'artwork simboleggia il contrasto tra le nostre luci ed ombre. Non si tratta
di "pessimismo cosmico" ma dell'osservazione della realtà in alcuni suoi
aspetti significativi, affascinanti anche se a volte malinconici. Ma nella
foto sul retro del CD, in lontananza si può scorgere una porta...
Il demo si presenta praticamente come un vero e proprio CD autoprodotto.
Vi è costato molto realizzare un prodotto di questi livelli?
Abbastanza; ma data la passione che ci ha spinti, avevamo deciso di
realizzare un prodotto che riflettesse il più possibile quello che noi
mettiamo nella nostra musica. Ed era possibile solo con una cura particolare
dei suoni e dell'artwork. Inoltre tutta la parte grafica è stata progettata
interamente da noi.
Continuerete per la via dell'autoproduzione anche in futuro o siete già in
contatto (o vi piacerebbe essere) con qualche etichetta?
Ci piacerebbe venire a contatto con qualche etichetta per poter produrre un
album vero e proprio, ma sappiamo che sarà abbastanza improbabile
soprattutto qui in Italia, visto il genere che proponiamo. Avevamo qualche
contatto, ma preferiamo prima stabilizzare la formazione data la mancanza di
un bassista.
Che tipo di risposta ha avuto la vostra proposta dal panorama italico?
L'utilizzo della lingua italiana ha reso più semplice o più difficoltoso il
ritagliarvi un vostro spazio?
Le recensioni sono state praticamente tutte positive, e questo ci ha fatto
ovviamente molto piacere. L'utilizzo della lingua italiana è un elemento di
distinzione e in molti hanno apprezzato questa scelta, ma c'è anche chi ci
esorta a cambiare per per poter puntare con maggiore facilità all'estero. Ma
il non poter suonare dal vivo (visto il genere proposto e alcuni problemi di
natura logistica) rende il ritagliarci un nostro spazio molto difficile.
A parte gli ovvi riferimenti ai generi prog, metal e gothic, nella vostra
musica ho trovato dei punti di contatto anche con la musica leggera
italiana. Per esempio la voce di Francesca mi ha ricordato un po' lo stile
di Carmen Consoli. E' solo una mia impressione?
Non è la prima volta che sentiamo citare Carmen Consoli ed effettivamente in
qualche caso il legame può sussistere, anche se non è espressamente voluto
ma frutto dell'istintività. Pensiamo però che sia l'unico con la musica
leggera italiana...
Visto che il vostro genere affronta diversi stili, immagino che avrete
anche un pubblico piuttosto eterogeneo. Quale finora vi ha dato
soddisfazioni? Quello metal, quello prog o quello gothic?
Avendo suonato dal vivo solo poche volte, non ci è possibile dare una
risposta fondata a questa domanda. Per quello che rigurda chi ha ascoltato
il demo, abbiamo avuto commenti positivi anche da molte persone che il metal
nemmeno sanno cosa sia! In generale, comunque, i fan del metal più classico
non sono stati tra i più entusiasti, mentre abbiamo avuto maggiori consensi
tra chi ascolta gothic, dark e prog...
In una frase che ho letto nel vostro sito, Marco dice che trova
altrettanto bello, nella sua musica, usare "sia il pugno di ferro che il
guanto di velluto". Come gruppo, quand'è che vi trovate più a vostro agio?
Usando il pugno di ferro o il guanto di velluto?
In entrambi i casi, abbiamo una linea comune che si basa su di un'alternanza
naturale tra le due parti. Ognuno di noi, poi, ha una differente concezione
di questi due estremi.
A cosa dedicate più tempo? Composizione, arrangiamenti o stesura testi? E,
in generale, come lavorate alla costruzione di un pezzo?
Generalmente il lato musicale è quello che richiede il lavoro più complesso,
dato che proviene dalle idee di tutti, mentre di solito un testo è originato
da una singola idea. Tendenzialmente nasce prima la musica, poi gli si
adatta un testo che nasce da quello che la musica ispira, o si sceglie tra
quelli che sono nati autonomamente e che si possono adattare. Fortunatamente
non c'è nulla di determinato in questo campo, quindi non è detto che sia
sempre così.
Oltre a voi che aria si respira a Ferrara? Esiste una scena underground?
Praticamente solo cover band e rock band, i locali vogliono quello. Per la
scena più heavy ci sono diverse band di crossover e poco altro.
Mi sono dimenticato di farvi qualche domanda importante?
No, non pensiamo.
Mail: fiori_di_piombo@yahoo.it
Sito internet: http://www.geocities.com/fiori_di_piombo/