Falling Silence
(Orion - Luglio 2002)
Ed eccoci ad intervistare Maurizio, bassista dei Falling Silence, gruppo
ticinese autore di un buon demo, vario, moderno, capace di non dimenticare
la tradizione, e li troviamo nei mesi forse cruciali del loro percorso
musicale, con un solido lavoro alle spalle e pronti a cercare il balzo
definitivo nell'imminente nuova avventura!
Salve ragazzi, allora, innanzitutto un po' di storia per chi non vi conosce:
che ne dite di raccontarci incontri, scontri, fortune, sfortune, jam session
ed altro ancora, che vi hanno portato fino a noi?
Ciao, la storia dei Falling Silence è costellata da molti cambi di line-up e
questo perché prima di diventare una band vera e propria era più un progetto
che via via ha coinvolto gente diversa. La cosa é nata da una jam session in
una cascina in mezzo ai boschi il 5 agosto 1995 per mio volere; il progetto
era molto chiaro: suonare seriamente per arrivare il più lontano possibile.
Chiaro sulla carta ma difficile in tutto; il grande problema era trovare la
gente giusta. Nel 1996 un primo demo tape seguito nel 1997 da un miniCD
omonimo, sono le prime tappe discografiche. Sempre nel 1997 la band si
sfascia e dalle sue ceneri ne esce una band rinnovata nello stile e trova il
primo tassello importante in Lore (voce), conosciuta grazie alla mia ragazza
nonché nostro quinto elemento. Più tardi anche Seba (chitarra) si unisce
formando un quartetto potente e di impatto completato da me (basso) e da
Disma (batterista dei Falling Silence dal 1996 al 2000). Con questa
formazione dopo un anno di lavoro escono i demo "Darkness is Falling in
Silence", 1999, e "The Only Guilty", 2000. Ormai però, i rapporti tra noi e
Disma si deteriorano sempre più e durante l'estate del 2000 si decide di
comune accordo di separarci. Da quel momento comincia un periodo di buio in
cui fatichiamo non poco a trovare il sostituto ideale alle pelli; sostituto
che viene trovato nel gennaio del 2001 in Erick tramite un annuncio appeso
in un rock pub della nostra zona.
Prima di parlare del disco, una curiosità che vi avranno già pregato di
spiegare in molti. La vostra particolare ed azzeccata intro, quella vocetta
di bimba prima allegra e poi rotta dal pianto, questo dualismo subito in
apertura, vuole essere un messaggio particolare? Che significato
rappresenta?
Non in molti... in moltissimi, ehehehehehe
L'idea è di Lore e consisteva nel rappresentare con una canzoncina
spensierata, una risata ed un pianto straziante, l'essenza stessa della vita
ed anche della vita di questo gruppo che ne ha passate veramente di tutti i
colori.
Shadows presenta anche dei pezzi dai vecchi demo riarrangiati per
l'occasione, ed è per questo motivo che non penso di sbagliare nell'affermare
che questo lavoro si possa considerare un "punto a capo" della vostra
carriera. Che bilancio fate del percorso compiuto fin qui?
Il bilancio è buono anche se siamo stati veramente sfortunati in questi
anni. I continui cambi di formazione, da una parte ci hanno arricchito di
nuove idee e stimoli ma dall'altra ci hanno rallentato parecchio. Siamo
cresciuti piano piano ed ora ci conosciamo veramente bene e sappiamo anche
gestirci meglio. Dopo ben 6 anni siamo riusciti a presentarci sul mercato
con un lavoro che ci piace ma che soprattutto ci sta regalando qualche bella
soddisfazione, a volte anche inaspettata.
Grazie a questa mescolanza di stili ed influenze che vi hanno accompagnato
durante gli anni, ne nasce un lavoro eterogeneo, il quale dà l'idea di
potersi muovere in varie direzioni. Ritenete ora di aver trovato la vostra
strada?
Con l'arrivo di Erick siamo cambiati molto, la sua è energia pura che ci ha
contagiato da subito spingendoci in territori poco esplorati e quindi
praticamente nuovi. I pezzi però già esistevano e si sono trascinati con sè
alcuni elementi di natura diversa. "Shadows" apre molte strade ma per noi è
solo un punto a capo necessario alla band per fissare un paletto importante
da cui ripartire. I nostri dischi comunque saranno sempre un po' variegati
e questo perché ci piace dare emozioni diverse.
Crossover è un termine decisamente inflazionato, e così voi suggerite come
efficace etichetta della vostra musica l'espressione "post metal". Con un
parallelismo si potrebbe dire che la scena alternativa è anch'essa non poco
inflazionata, per cui quale potrebbe essere l'asso nella manica capace di
spingervi verso una proposta pienamente vincente?
Conoscere questa risposta sarebbe bello ma come in tutte le cose non c'è
una sola via o una sola risposta. Non credo che si tratti di un problema di
proposta musicale, credo piuttosto che si tratti di pura alchimia, ovvero la
combinazione che lega a sè gli elementi della band ed il proprio modo di
proporsi, il tutto condito con una polverina magica chiamata culo. Tutto
quello che possiamo, dobbiamo e vogliamo fare è cercare di fare buona
musica, le mode del momento vanno seguite solo se ci si crede fino in fondo,
altrimenti non sei credibile ed il pubblico alla fine se ne accorge sempre.
I Falling Silence non sono sicuramente una band trendy ma noi crediamo in
quel che facciamo ed alla fine esprimiamo noi stessi, per il resto proviamo
a proporci e poi stiamo a vedere.
Con mia grande sorpresa ho scoperto proprio con voi la presenza di una scena
svizzero/ticinese già ben formata, ce ne potreste parlare? Se non erro vi è
un progetto che vi accomuna con le altre band della zona.
La scena ticinese è molto varia e ci sono molte band che si stanno
proponendo ad ottimi livelli. Credo che questo sia un periodo di transizione
in cui molti musicisti ci stanno credendo e vedrete che molto presto
sentirete parlare di band come Maja, Naïve, Daddy e altri ancora.
Il progetto: immagino tu ti riferisca alla Mulambo Records, stiamo cercando
di coinvolgere altre band ma credo che la cosa si svilupperà tra 1 o 2 anni,
non so vedremo.
Come detto, per ragioni geografiche vi ritrovate ad essere un ponte tra
l'Italia e le regioni germaniche. Quale delle due zone ritenete musicalmente
più florida e capace di fornire maggior possibilità di promozione ad una
band come la vostra?
Direi che sia in Italia che in Germania ci sono buone possibilità
promozionali. Direi che il problema italiano sono la mancanza di soldi ed il
costo elevato della musica, mentre in Germania la cosa si sente di meno. Per
ora comunque abbiamo più contatti in Italia ma contiamo di promuoverci in
modo adeguato anche in altre nazioni europee.
A questo proposito in Italia le possibilità stanno aumentando. Oltre al
solito sistema di riviste, negli ultimi anni sono arrivate moltissime
webzine, inoltre certi canali satellitari si stanno impegnando non poco a
favore dell'underground più moderno; pensate che questi supporti riusciranno
a far cambiare qualcosa nella mentalità italiana, tradizionalmente troppo
esterofila?
Non siamo molto fiduciosi su questo e comunque dal momento che anche noi
veniamo dall'estero, potrebbe pure andarci bene così, eheheheheh.
Scherzi a parte, le possibilità ci sono un po' per tutti, ma i network
seguono le mode e fanno gli interessi di chi tiene le redini del gioco e
quindi poi, un'intervista, una recensione, un brano in radio o un video in
televisione lo mettono a tutti ma per esserci veramente ed avere spazi
sempre più di rilievo devi trovare qualcuno che ti spinga e per la maggior
parte delle band sarà davvero difficile. La musica che arriva dall'estero è
quella spinta a dovere, ma purtroppo in Italia di gente coi soldi in grado
di fare una promozione ottimale ce n'è poca ed è per questo che gira più
musica straniera in Italia.
Arriviamo ora alla pagina delle influenze: quali sono i dischi che sono
rimasti intrappolati per settimane nel vostro lettore e che vi hanno spinto
ad imbracciare gli strumenti?
"Seventh son of a seventh son" degli Iron Maiden, "The real thing" dei Faith
No More, "Crossover" dei D.R.I., "Appetite for distruction" dei Gun's n'
Roses, "Master of puppets" dei Metallica e "Van Halen 1" dei Van Halen.
E delle uscite recenti, cosa vi stimola?
Snot, Disturbed, Soulfly, Godsmack, Deftones, Korn e One Minute Silence.
Quali sono le tematiche che decidete di affrontare con i testi? Quali i
messaggi che sentite di voler trasmettere? Il fatto di aver utilizzato
l'italiano e lo spagnolo, accanto all'inglese, si lega in qualche maniera al
vostro desiderio di comunicare?
Noi parliamo di quello che ci sta attorno. Spesso parlano di noi come di una
band di contestazione, ma sbagliano, perché a noi il sistema non interessa
combatterlo, l'unica cosa importante per noi è dire la nostra partendo dal
quotidiano. Ci rendiamo conto però che la gente vede nelle nostre parole più
cose e questo vuol dire che alla fine anche nelle cose più piccole possiamo
trovare verità molto grandi. Abbiamo scelto l'inglese perché è la lingua più
conosciuta ma l'italiano è la nostra lingua e ci sembra giusto utilizzarla
quando è possibile, mentre per lo spagnolo si tratta di una decisione,
condivisa da tutti, di Lore, in quanto di origini per metà Iberiche.
Crediamo che contribuisca a dare alla nostra musica una nota di colore
diversa ed interessante.
Come procede la vostra attività live? Per caso arricchite il vostro
spettacolo con qualche particolare cover?
Per la parte live stiamo cercando appoggi e stiamo quindi vagliando diverse
possibilità per il futuro. Le difficoltà per suonare in giro sono quelle di
tutti, il genere di musica proposto non è di sicuro di tendenza ma alla fine
possiamo dire che dal vivo sappiamo coinvolgere bene il pubblico. In passato
facevamo diverse cover ma al momento ci siamo dedicati più alle nostre
composizioni ed abbiamo accantonato le cover.
D'accordo ragazzi, il presente è ben delineato, solido ed incoraggiante, per
cui è arrivato il momento di soffermarci sul futuro. I vostri progetti a
breve e lungo termine?
Stiamo lavorando ad un nuovo disco che prevediamo di far uscire entro fine
anno per una nuova etichetta. Quello che accadrà dopo lo vedremo sul
momento, tutto quello che possiamo dire è che sarà un disco molto carico di
energia e molto diverso da "Shadows".
Verso fine settembre uscirà la compilation "Italian experience #3" della
Path Of Experiences Records che ci vedrà partecipare con il pezzo "Libera
nella mente".
La conclusione democratica è d'obbligo, per cui ecco il "microfono" per il
vostro messaggio alla nazione...
Vorremmo solo ricordare che il nostro disco lo potete comprare ed anche
scaricare qualche brano su
http://www.sottosistemi.com/.
Un ultimo pensiero va al
nostro Ticino che vorrei fosse maggiormente valorizzato, andate a cercare
raga ce n'è per tutti, by M@o.