Eresia
(teonzo - Luglio 2002)


Ecco l'intervista via mail con Max, cantante e bassista dei veronesi Eresia, un gruppo che ci propone un sano thrash/death grezzo e diretto, come piace ai nostalgici degli anni '80 come me, hahahaha! Vediamo cosa ci ha detto!



Per prima cosa ti chiedo di presentare il gruppo raccontandoci la vostra storia e descrivendo la line-up attuale.
Ok teonzo, allora: gli Eresia si formano nella primavera del 1995 ed iniziano a suonare senza neanche avere i mezzi necessari (figurati che il Bonfy per un primo periodo ha usato i bidoni dell'olio..!). da subito scriviamo canzoni nostre, senza cercare di passare per le cover, adottando la lingua madre per il cantato. Gli esordi erano molto punk/HC, quindi una cosa abbastanza diversa da quella di oggi e c'era anche una diversa formazione, con la quale registrammo il debut "Parole al buio", lavoro che rimarrà impubblicato. La formazione poi cambia nel '99. Nel 2001 torniamo in studio per registrare "Moto Imperpetuo". Io sono passato anche al microfono, il Barry viene da un'esperienza con una Metallica cover band mentre Andy, l'altro chitarrista, ha trascorsi sia punk che metal.

"Moto Imperpetuo" è uscito circa un anno fa. Ti va di farci un resoconto su come è andato, sia come recensioni che come vendite? E siete riusciti a farlo circolare all'estero?
Direi che la promozione è andata e sta continuando molto bene; per quel che riguarda le vendite abbiamo superato le aspettative e pure per le recensioni abbiamo avuto molte soddisfazioni, sia in Italia che all'estero, su magazines, fanzines e webzines, oltre che a numerosi passaggi radiofonici. La cosa più strana è stata che in Italia, per il fatto che il cantato è in lingua madre siamo stati un po' penalizzati, mentre all'estero l'hanno considerato come qualcosa di molto interessante.

La particolarità del vostro gruppo è il cantato in italiano. So che è una scelta ben precisa e di cui andate fieri, quindi ti chiedo di raccontarci il perché di questa scelta.
Hai ragione, andiamo molto fieri per questa nostra scelta. ci sono più fattori che ci hanno portato a questa scelta, ma tutti insiti nel nostro modo di vedere la musica: quando iniziammo non ci dovemmo neanche chiedere che lingua usare, per non so quale motivo eravamo tutti convinti di usare l'italiano. Forse il motivo più forte è da cercarsi nel fatto che per noi i testi sono molto importanti, solo in italiano riusciamo ad esprimere appieno i nostri pensieri, dando al testo le sfumature di cui abbisogna, e poi un eventuale traduzione in inglese farebbe perdere inevitabilmente tutto questo.

I vostri testi sono curatissimi, e sono importanti tanto quanto la musica, se non anche di più. Ce ne puoi parlare?
Come ti ho detto prima ci teniamo molto e il fatto che a te sembrino molto curati non può che farmi un infinito piacere! Quando scrivo un testo ho in genere un tema già definito che voglio trattare e cerco di dare, tramite figure retoriche o come nel caso di "Moto Imperpetuo" tramite stralci di opere letterarie, il giusto senso "fisico", in modo che chi ascolta o legge riesca ad immaginare la situazione descritta. 

Dove avete registrato "Moto Imperpetuo"? Ci racconti come sono andate le registrazioni e se ne siete soddisfatti?
"Moto Imperpetuo" è stato registrato ai No Brain nel veneziano. Le registrazioni sono andate bene, ci siamo molto divertiti, ma anche stressati: starsene anche 14 ore di fila in uno studio rischi veramente di impazzire, comunque direi che ha vinto alla grande il senso comico che davamo a certe situazioni per sdrammatizzare. Invece siamo rimasti molto delusi dai "signori" dello studio. Figurati che il primo giorno, microfonando la batteria del Bonfy, hanno rotto la pelle della cassa e tanti saluti! Negli accordi poi era prevista la registrazione di un video che sarebbe finito sul cd come traccia rom. Dunque: una volta mancava la videocamera, una volta era rotta e un'altra ci stava giocando la loro nonna!!! Sorvoliamo sul fatto che sono riusciti a cancellare un pezzo di registrazione, che abbiamo dovuto rifare ex novo, o che mentre ci registravano facevano lezione di mixer ad un aspirante fonico! Per quel che riguarda la registrazione, come hai potuto sentire, non fa schifo, ma ci sono dei punti che secondo me non ci sarebbe voluto molto per far venire meglio. Comunque ormai è andata così.

Autoprodursi un album è una scelta difficile e faticosa, sia dal punto di vista economico, sia perché i cd in pratica si vendono uno ad uno... Come giudichi questa esperienza? Che consigli vuoi dare ai gruppi che vorrebbero fare la stessa scelta?
La considero un'esperienza positiva e necessaria. Direi che se dei musicisti hanno la fortuna di veder pubblicato già il loro debut da un'etichetta poi, quando capiterà loro di doversi muovere da soli, avranno parecchie difficoltà e faranno fatica persino a fissarsi una data - ti assicuro che ne ho visti parecchi annaspare nel vuoto di idee ed iniziative. è anche vero che è un'esperienza faticosa ed impegnativa, soprattutto dal punto di vista economico, devi arrivare a fare dei compromessi, scegliere lo studio che ti puoi permettere per il numero di ore che puoi permetterti, ideare un booklet con poche pagine e pochi colori senza neanche sognarti di confezionare il disco in digipack... ma come tu ben sai si possono fare degli ottimi dischi anche con poche possibilità economiche, basta lavorare bene, avere creatività e soprattutto credere in quel che si fa. Una cosa positivissima dell'autoprodursi è che non devi rendere conto a nessuno, il prodotto che esce è al 100% frutto della band. Il discorso delle vendite poi non è così impossibile come sembra, anzi secondo me piuttosto di avere un'etichetta e una distribuzione che non ti pubblicizzano è indiscutibilmente meglio muoversi nell'underground, tramite le zines e le distros. Se ci si dedica con passione credendo nelle sue potenzialità, ci si accorge che l'underground ha intessuto, negli anni, una rete che copre tutto il mondo, basta saperla percorrere.

Gli Eresia suonano un thrash-death fortemente influenzato dagli anni '80, e proposto da pochi gruppi attualmente (purtroppo dico io). Ci dici quali sono i tuoi gruppi preferiti di quell'epoca, anche e soprattutto quelli meno conosciuti, in modo da indottrinare per bene i lettori più giovani ed inesperti?
Mi lusinghi, teonzo, ma preferirei evitare di indottrinare chiunque, magari rischio pure una figuraccia :))! Ti posso dire che ci ha fortemente influenzato, agli inizi, la scena thrash italiana anni '90 (Tossic, IN.SI.DIA., Extrema, Kaoslord, Nospheratu, Braindamage, Alligator, S.N.P., Hira e qualche altra band che ora non ricordo più...). Potrei elencarti anche bands straniere che abbiamo sempre ascoltato e volenti o nolenti ci hanno influenzato, ma preferisco focalizzare l'interesse su bands purtroppo dimenticate del nostro Paese.

Promuovere un album senza aver dietro la spinta di una etichetta o di un distributore non deve essere facile... com'è andata nel vostro caso? E' vero che senza paraculi non si va da nessuna parte?
In Italia, paraculi o no, non vai comunque da nessuna parte! Arrangiandosi devi avere pazienza e ti devi sbattere per cercare le date e più ti sbatti più concerti fai, quindi questa può essere una spia di quanto una band crede in ciò che fa. Nel nostro caso abbiamo creduto abbastanza nella nostra musica, anche se si può sempre fare di più. Da soli è difficile avere grandi occasioni, come per esempio suonare in date "importanti", ma, come ti dicevo prima, c'è l'underground, per cui a settembre, grazie ai ragazzi di Nihil zine, suoneremo con gli Hatework di spalla ai Tankard... lunga vita all'underground!!!!

Come sono i vostri rapporti con i Distruzione? Vi dà fastidio venir sempre paragonati a loro nelle recensioni?
Consideriamo i Distruzione, oltre che dei grandi musicisti anche dei grandi amici, quando abbiamo la possibilità cerchiamo di suonare assieme o comunque di incontrarci, magari ai rispettivi concerti. è ovvio poi che ci leghi il fatto di essere tra le poche realtà thrash/death a cantare nella nostra lingua, ce ne saranno forse altre tre sì e no, tra cui ricordo i Lupus in Fabula di Roma, probabilmente è per questo fattore che spesso ci paragonano a loro e ovviamente la cosa non ci disturba, anche se, secondo me, musicalmente non è che ci assomogliamo proprio, forse un po' relativamente ad "Endogena", ma non molto con "Pianeta Dissolvenza".

Oltre a suonare con gli Eresia collabori con la fanzine Metal In Fabula. Ce ne parli?
Metal In Fabula è nata da un'idea di Alessandra Corradi (tra l'altro impegnata anche come nostra manager da qualche anno) nel febbraio '99. Ricordo quando mi mostrò il numero zero, ero incredulo! Mi chiese di darle una mano e non potei che accettare, così iniziammo a recensire autoproduzioni, concerti, altre fanze, a scoprire quali concerti mettere nel calendario. Io creai una rubrica, di cui vado molto fiero, dove parlo di di band storiche della scena veronese, intervistandone alcuni componenti. da allora si sono aggiunti altri 6 collaboratori, abbiamo iniziato a recensire anche i dischi sottoetichetta e anche stranieri, perché, col tempo, la fanza evidentemente ha circolato fuori dai confini italiani, grazie a quella rete di cui ti parlavo prima. In poche parole viviamo di e nell'underground e tu sai benissimo cosa vuol dire, scoprire dischi o fanzines di rara bellezza ma che per ragioni di mercato non raggiungeranno mai il grande pubblico metal, e noi siamo qui per dar loro spazio.

Com'è la scena underground a Verona? Ci sono gruppi che ci vuoi segnalare?
La scena della mia città ha sempre avuto grandi gruppi per esempio Black Hole e Spitfire (di cui l'Andromeda relics ha da poco ripubblicato i dischi), poi Sacriledge, Epitaph, Motuary Cells, Lesion, Carillon e tantissimi altri. Dei gruppi di oggi posso segnalare Aneurysm, Riul Doamnei, Hyling (dove suona anche il Bonfy), Arthemis, Bullfrog, Mothercare... tutta gente che ha già registrato chi la demo, magari la terza, chi l'album sotto etichetta, però la lista è lunga, anzi se volete farvi un'idea di cos'è la scena di Verona dovreste venire dal 20 al 22 settembre a Corte Samuele, c'è un festival metal dove suonano 12 bands della città, basta guardare nella sezione concerti di Shapeless per le info...

E della scena underground italiana cosa ne pensi? Quali sono i gruppi italiani da cui ci possiamo aspettare le cose migliori?
Non credo che mi basterebbe tutto il sito per un elenco esauriente! Vediamo: Distruzione (ovviamente!!!!), Undertakers, Coram Lethe, Natron, Dysmorfic, Hatework, tutta la scena "mediterranea" che gira intorno alla Inch Prod, tutte le bands che ruotano attorno alla Sothis rec... tanto per dirti i primi che mi vengono in mente... ma l'unico e triste problema di tutte le bands valide è che sono italiane, è pressochè impossibile mettere a punto, per esempio, tournee a livello mondiale, come invece succede a qualunque band straniera...

Ok, ho finito le domande... a te il microfono e sfogati growlando contro chi vuoi!
Mi piacerebbe farlo contro i responsabili della legge relativa all'agibilità Enpals per la musica dal vivo, un grosso problema che rischia di lesionare la scena live underground del Paese... comunque staremo a vedere. Invito chiunque a visitare il nostro sito http://www.eresia.cjb.net/ e a leggere le zines, sia su carta che sul web, per scoprire dischi che altrimenti ignorereste! In poche parole alimentate il più possibile l'underground, il vero futuro della vera musica!!!! 
Ciao da Max, Ale e tutti gli eretici!