Ensoph
(Hellvis - Maggio 2004)


Ogni nuovo lavoro dei veneti Ensoph ha sempre rappresentato un passo in avanti nella ricerca di un suono personale. Il recente "Opus Dementiae - Per Speculum Et In Ænigmate" altro non ha fatto che confermare la validità della loro proposta musicale. Di anno in anno la band ha visto rafforzarsi la propria reputazione, sia in Italia che all'estero. Noi di Shapeless siamo lieti di pubblicare questa intervista condotta via e-mail con Zenone, membro fondatore nonché batterista degli Ensoph.



Salve a tutti. Cosa ci potete dire del vostro "Opus Dementiae"? Sta raccogliendo buone recensioni? Come lo hanno accolto i vostri ascoltatori?
Il nuovo disco sta ricevendo ottime risposte di critica e un interesse decisamente insperato, soprattutto all'estero. Vengono sottolineate per lo più l'originalità della proposta e l'ottima produzione, mentre le critiche si dividono in genere tra quelle di chi sottolinea l'eccessiva dose di sperimentazione e quelle, al contrario, di chi afferma il fatto che potevamo spingerci ulteriormente oltre.

In "Opus Dementiae" il vostro simbolismo ha assunto dei connotati inediti, derivati dai testi sacri cristiani. Quale necessità espressiva vi ha spinto ad includere questi elementi, prima assenti nei vostri lavori?
Sono fermamente convinto che la chiave del presente sia il passato, e che gli esiti paradossali della nostra attuale società vadano ricercati alla radice della nostra cultura, il cristianesimo dei primi cinque secoli, che altro non è che una rielaborazione alla luce del preteso primo avvento messianico dei contenuti dell'Antico Testamento. "Opus Dementiae" parla dell'Occidente contemporaneo, delle nostre nevrosi, frustrazioni, contraddizioni, lette e analizzate in chiave simbolica e post-metafisica, come esito di duemila anni di storia cristiana nell'attesa di una redenzione che tarda.

I vostri concept sono sempre di argomento esoterico. In genere, l'esoterismo ha una valenza prevalentemente personale. Che senso ha, per voi, divulgare queste vostre idee al pubblico tramite la musica? Cosa volete suggerire all'ascoltatore? Un punto di vista alternativo?
Che l'esoterismo abbia un carattere personale non è preciso; la privatezza e la personalità è propria dell'esperienza mistica, che comunque come insegna la storia ha sempre avuto un risvolto sociale, politico e rivoluzionario non trascurabile. L'esoterismo ha carattere iniziatico, ma esso è patrimonio sociale (basti pensare alle società esoteriche di inizio secolo), anche se è condiviso da una società ristretta, e quindi appartiene a un orizzonte collettivo in cui simboli e linguaggio sono immediatamente comprensibili e fruibili. Il nostro intento non è divulgativo: non credo che ci sia nulla da imparare dai nostri testi, che sono agli antipodi di qualsiasi pretesa ortodossia dottrinale; al contrario essi corrispondono a un nuovo livello di espressione ermetica, quello in cui i linguaggi e gli orizzonti simbolici si decompongono per dare alla luce l'ombra che essi accompagnano, il non detto, l'intravisto che balena nell'accostamento di ciò che non è mai stato fatto risuonare assieme. Nessuna idea, nessun punto di vista; l'ascoltatore trova nel nostro linguaggio solo quello che ha dentro.

Sempre più band, in diversa misura, si stanno rivolgendo all'elettronica. Perché questa tendenza sta diventando così diffusa, secondo voi?
Perché la tecnologia è divenuta più accessibile, visto il sempre maggior utilizzo di computer ed elettronica nella nostra società. E' inevitabile e deleterio ad un tempo, visto che comunque la creatività non si surroga con nessun additivo sintetico, e l'insignificante rimane tale anche se di qualità digitale.

Il vostro stile si è modificato in maniera sensibile dagli esordi. Che evoluzioni pensi che porterà il futuro? Prevedi che vi allontanerete sensibilmente dal metal?
Non credo proprio, visto che siamo molto più extreme-metal oggi che ieri. Credo che il nostro suono continuerà a evolvere, anche se attualmente abbiamo trovato una formula che ci convince appieno, e che soprattutto ci appartiene nel vero senso della parola. Ogni tentazione più marcante sperimentale sarà contenuta in progetti specifici, questo per supplire alla duplice frustrazione di non potersi esprimere completamente nel progetto principale o, nel caso contrario, di tradire quello che è il suono e l'identità che si vuole mantenere negli Ensoph.

Che genere di musica ascoltate attualmente? I vostri gusti sono cambiati rispetto al periodo di "Les Confessions Du Mat"?
Sono passati diversi anni e siamo cresciuti come persone; è normale che siano cambiati anche i nostri gusti musicali, come del resto anche quelli letterari, politici, artistici in genere. Oggi non siamo più assidui ascoltatori di metal, che un tempo praticamente esauriva il nostro spettro d'ascolti. Siamo particolarmente sensibili all'elettronica sperimentale, alla scena esoterica, al gothic classico, all'industrial più ortodosso ed estremo, senza disdegnare tuttavia incursioni in quella peculiare esperienza del nulla che è la musica pop contemporanea. Per quanto riguarda il metal, seguiamo le tendenze più affini alla nostra proposta, e saltuariamente facciamo qualche incursione nell'extreme-metal degli anni '90, che è e resta il nostro background più consistente.

So che durante alcuni spettacoli avete goduto della collaborazione di una compagnia teatrale. Qual è la reazione del pubblico a queste esibizioni? Come organizzate questo genere di concerti?
Quel tipo di sperimentazione è stata abbandonata; l'abbiamo messa in pratica nei primissimi concerti della band che erano esperienze che coinvolgevano anche un aspetto propriamente teatrale, con appunto l'apporto di attori e dialoghi tra parti recitate e suonate: una sorta di musical onirico e surreale, estremamente oscuro. Il pubblico rimaneva piuttosto spiazzato, anche perché gli attori non si avvalevano di un palcoscenico, ma interagivano direttamente con il pubblico, con effetti veramente destabilizzanti...
Oggi la formula è diversa, i nostri pezzi non sono più così lunghi e articolati come agli inizi, ma sono canzoni nel vero senso della parola, il che comporterebbe, in una situazione teatrale, un totale stravolgimento dei ritmi dello spettacolo che credo diverrebbero ingestibili. Un approccio come quello non avrebbe più senso, anche perché i nuovi pezzi non possiedono forma narrativa, quindi non si presterebbero ad essere inscenati.

Mi complimento per il vostro sito ufficiale: la grafica è ottima. Avete sempre dimostrato una grande cura della vostra immagine, sia in fatto di artwork sia, ad esempio, nelle ultime foto promozionali. Tutto questo è da ricollegarsi alla vostra attitudine artisticamente multimediale ovvero l'utilizzo contemporaneo di diverse possibilità espressive? Oppure è un modo per rendersi immediatamente riconoscibili e, di conseguenza, commercialmente appetibili?
Direi che prima di tutto è frutto di una notevole pignoleria e cura che riversiamo in qualsiasi cosa facciamo. L'immagine e l'immaginario che gira intorno al gruppo è parte integrante della proposta, e come tale non possono essere lasciati al caso. Essi costituiscono parte della nostra identità, e aiutano a costruire la giusta sintonia tra l'ascoltatore e la musica, calandolo all'interno della dimensione che vogliamo evocare. Comunque un'immagine e un immaginario non stereotipato non costituiscono precisamente un vantaggio sotto il profilo commerciale, anzi...

Gli Ensoph sono una delle band più promettenti del panorama metal italiano. Ci sono altre giovani band del nostro paese che apprezzate o comunque rispettate?
Ci sono diversi gruppi emergenti che consideriamo amici, che supportiamo e con cui, quando possiamo, dividiamo il palco: Delirium X Tremens, i Lifend, gli Insane Assholes (l'autentica rivelazione low-fi grind-core italiana), i Pornoscum, gli Aisling, nonché le promettenti band della Militia Templi Records: i Dolcinian e i Fourth Monarchy... Un nome su cui puntare per il futuro, infine, sono senza ombra di dubbio i Klimt 1918. Questo, ovviamente, per non nominare le band di amici che invece sono già pienamente affermate in Italia, come per esempio Novembre, Handful Of Hate e Theatres Des Vampires.

L'intervista è terminata. A voi le ultime parole.
"Gli arconti pensavano che fosse per la loro potenza e per la loro volontà che gli uomini facevano quel che facevano, mo lo Spirito Santo preparava per essi ogni cosa in segreto, come egli voleva. Fu seminata dappertutto la Verità, quella che esiste fin dal principio, e molti la videro mentre era seminata, ma pochi sono quelli che la vedono quando viene raccolta." Dal "Vangelo di Filippo", apocrifo gnostico del II secolo.

Mail: info@ensoph.it
Sito internet: http://www.ensoph.it/