Eligor
(Hellvis - Marzo 2004)


Gli Eligor sono un'interessante realtà del panorama black capitolino, "In Nomine", l'album di debutto, è un lavoro di discreta fattura che si fa notare soprattutto per il suono personale della band. Jacopo, vocalist e chitarrista, risponde a questa intervista condotta via e-mail.



Cosa stanno facendo gli Eligor attualmente? So che parteciperete al Post Mortem Festival! Proporrete delle canzoni nuove dal vivo?
Attualmente stiamo delineando le basi dei nuovi pezzi che comporranno il prossimo disco, le cui caratteristiche non saranno ricollegabili ad alcun disco di musica estrema esistente fino ad ora. Faremo parlare solo le nostre emozioni e ce ne fregheremo dei canoni del genere. Per quanto riguarda il Post Mortem posso dirti che è andato benissimo nonostante ci siano stati i soliti slittamenti di orario. Abbiamo suonato due pezzi nuovi che sul disco verranno completamente riarrangiati se non rifatti da zero!

Ho letto sul vostro sito che sta nascendo l'etichetta personale degli Eligor. Ce ne vuoi parlare? Qual è il motivo alla base della sua esistenza?
La nostra etichetta (Obscura Rec.) nasce per produrre unicamente i gruppi paralleli dei membri Eligor. Per quanto riguarda gli Eligor come gruppo, stiamo aspettando di valutare eventuali offerte. Se non ne riceveremo anche gli Eligor saranno parte del roster.

Avete mai pensato di sciogliere la band dopo quanto è successo nel maledetto maggio del 2003? Cosa vi ha dato la forza di continuare?
Guarda, è difficile spiegare in poche parole quello che è successo quei giorni. Il fatto è che Alessandro era anzitutto il mio migliore amico fin dall'asilo nido. Devo dire che il più bel regalo che mi ha fatto in 18 anni è stata una e-mail, l'ultima in ordine cronologico che mi ha mandato: prima di andarsene infatti ha eliminato molto di quello che aveva fatto in vita (spartiti musicali, racconti, ricerche, programmi informatici ecc.) e tra le poche cose che ha consapevolmente lasciato ci sono quelle parti di tastiera, che ci hanno dimostrato quanto tenesse a questo impegno. Fortunatamente il gruppo è rimasto compattissimo dopo quell'episodio e né io, né Fossimer, né Francesco (due persone che stimo veramente) ci siamo mai dati per vinti e abbiamo continuato.

Generalmente il black comunica freddezza e distacco. Su "In Nomine" invece il vostro suono è coinvolgente, caldo e malinconico. Tutto questo è voluto o nasce spontaneamente quando suonate?
Il black metal è un termine che oggi ha molti significati e credo che gli Eligor ne facciano parte solo fino a un certo punto. Non ci interessa far parte di un movimento, sarebbe profondamente limitativo. Tutto è nato spontaneamente nel corso degli anni. In realtà non ci siamo mai seduti a tavolino per decidere che suono dovesse avere il nostro disco, l'unica cosa chiara era che doveva essere una musica vera che rispecchiasse il più possibile il nostro mondo interiore.

I temi predominanti dei vostri testi riguardano la natura e il paganesimo mediterraneo. Quanto c'è di personale nei vostri testi? Certi temi vi hanno sempre interessato o è una passione recente?
I testi sono parte fondamentale della musica degli Eligor, infatti sono stati scritti tutti in momenti molto particolari. Parlano di visioni oscure e paesaggi invernali gelidi, deserti e silenziosi che sostanzialmente rappresentano la visione della vita di chi li ha scritti, quindi sinceri al 100%.

Pensi che "In Nomine" rappresenti ancora il vostro sound o avete cambiato direzione musicale negli ultimi tempi?
"In Nomine" ha rappresentato la prima parte del nostro percorso musicale, ormai terminata. Ora abbiamo maturato alcune esperienze che ci hanno fatto cambiare completamente la visione delle cose e la nostra musica racconterà questo cambiamento fino in fondo. Non intendiamo "estremizzarci" o "affievolirci", intendiamo solamente cambiare.

Come ha accolto la critica il vostro debut-album? E i fan, ne sono rimasti soddisfatti?
I voti delle recensioni sono stati sempre piuttosto alti, ma questo ci interessa poco. Siamo 1000 volte più soddisfatti nel vedere che qualcuno davvero si interessa al nostro disco piuttosto che leggere voti stratosferici in recensioni di merda. Secondo me la verità è che la stampa metal si divide in due: da un lato ci sono i giornalisti seri (che sono la maggior parte, fortunatamente), dall'altra ci sono i musicisti falliti che vogliono assolutamente prendere attivamente parte al mondo della musica.

Siete soddisfatti della promozione che vi sta facendo la MKM? Avete ricevuto delle proposte di contratto da parte di qualche etichetta?
Sono molto soddisfatto della promozione che la MKM ci sta facendo anche se fino ad ora non ho ricevuto alcuna proposta di contratto. Aspetterò.

Sei libero di concludere l'intervista con le parole che vuoi.
Vorrei ringraziare tutte le persone che ci hanno seguito, supportato e aiutato fino ad ora. Inoltre vorrei ringraziare te per quest'intervista! Hail!

Sito internet: http://www.eligorinnomine.supereva.it/