Dysthymia
(teonzo - Novembre 2003)


In giro ci sono vari gruppi da demo che se la tirano un casino e credono di aver registrato un capolavoro perfetto, e appena ti azzardi a muovere una critica ti dicono che spari cazzate e troiate varie. Questi gruppi automaticamente mi vanno sui coglioni, è una cosa che proprio non sopporto. Perché dico questo? I Dysthymia sono dei minchioni di questo tipo? Macché, sennò col cazzo che mi mettevo ad intervistarli! Per fortuna i loro componenti non sono montati, anzi, sono onesti e coi piedi per terra, ma questo non significa che siano piagnoni e mosci, anzi, sono determinati. Quando un gruppo si comporta in questa maniera allora mi va automaticamente simpatico, anche se le canzoni facessero schifo. Ma il demo dei Dysthymia non fa schifo, anzi, quindi mi stanno ancora più simpatici. Possono bastare questi motivi per intervistare un gruppo? Sì? Grazie dell'approvazione!
Ok, tronco qui le mie cazzate, e leggiamo cos'hanno da dire Giacomo (voce) e Stefano (chitarra).



Tanto per cominciare, volete farci conoscere il gruppo, raccontando la storia e presentandoci i componenti attuali?
Giacomo: Il gruppo nacque agli inizi del 2000 sotto il nome di Tears Of Evil, ed essendo composto da ragazzi giovanissimi, proponevano, nei primi tempi, alcune cover dei più famosi gruppi metal. Poi dopo diversi cambi di line-up (tra cui il mio ingresso alla voce), abbiamo deciso di creare nostri pezzi e di cambiare il nome al gruppo, secondo quanto trattato dai testi delle nuove canzoni.
I Dysthymia sono attualmente formati da Stefano Bargigli e Filippo Occhipinti alle chitarre, Edoardo Mugnaini alla batteria, Giacomo Bortone alla voce ed il nuovo entrato Marco Bruni al basso. Nel nostro primo demo-CD "Mind...Will...Action", le tracce di basso sono state registrate da Giacomo Occhipinti, bassista dei Coram Lethe.

Una domandina stronza: conoscevate l'esistenza degli americani Dysrhythmia quando avete scelto il vostro nome? heehhe
Giacomo: A dire il vero ancora non conoscevamo i Dysrhythmia, ed infatti, appena sono usciti su Relapse, ci è preso un mezzo colpo... (per i meno informati ricordo che i Dysrhythmia sono un gruppo techno-metal americano che si era fatto notare nell'underground per due album autoprodotti di gran livello, "Contradiction" e "No Interference", che prima o poi mi deciderò a recensire, e che poi ha firmato per Relapse, sfornando quest'anno il terzo album dal titolo "Pretest" - nd teonzo) Poi però ci siamo accorti che il nome è simile soltanto a livello iconografico, ma il significato è completamente diverso. Mentre Dysrhythmia indica un ritmo non costante, la Dysthymia (o distimia in italiano) è una malattia mentale, una condizione di cupa tristezza che può durare per tutta la vita; indica una depressione sfumata, lieve, ma persistente. In un distimico la tonalità opaca dell'umore tinge di sé ogni pensiero, ogni azione, ogni evento anche lontano. Quindi nonostante che, a colpo d'occhio, i due monicker possano sembrare uguali, i significati sono profondamente diversi. (ah, io avevo controllato sul dizionario di inglese e non avevo trovato il termine dysthymia, credevo che avessero significati simili, ed invece ho scazzato di brutto, ops! beata ignoranza! - nd teonzo)

Sul libretto avete scritto che avete registrato il demo in sole 26 ore, suppongo che abbiate dovuto fare tutto in fretta... Come è andata in generale l'esperienza in studio? Siete soddisfatti del risultato, considerato il poco tempo a disposizione?
Giacomo: Sì, "Mind...Will...Action" è stato registrato e mixato in sole 26 ore, ed in effetti ci siamo fatti un bel culo!!! Non abbiamo mai preso pause, sempre di continuo per più di otto ore al giorno, quindi pensa un po' in che condizioni fossero le nostre orecchie ed il nostro cervello... Dopo il mixaggio avevo l'udito completamente sfasato, avevo una super-percezione dei bassi ed un fruscio costante in testa, ero preoccupante...
Comunque è stata un'esperienza molto utile per noi che eravamo alla nostra prima volta in studio e quindi ne sapevamo ben poco. Pensa che tutte le tracce di batteria sono state incise dall'inizio alla fine senza pause, perché nello studio dove abbiamo inciso non era possibile farle a pezzi. Abbiamo infatti registrato tutto in analogico, non c'è nulla di digitale nel disco, quindi è quasi come se fosse un live... Considerando tutte queste cose, possiamo dire di essere molto soddisfatti del suono del demo.
Ultimamente siamo stati a Milano ai Cool Life Studio a registrare un pezzo per la compilation di Radio Lupo Solitario, ed abbiamo lavorato in digitale, ottenendo ovviamente una migliore qualità con uno sforzo assai minore. Questo, come ho già detto, non significa che non siamo soddisfatti della qualità del nostro CD, anzi credo che spesso un suono più vero, più live possa far trapelare dei sentimenti che una produzione digitale perfetta sì, ma comunque sempre freddina, non riesce a trasmettere. Questa purtroppo è la pecca della maggior parte dei dischi che escono ora: suonati in maniera perfetta, ma alla fine non ti dicono proprio nulla e rimani per lo più indifferente... (perfettamente d'accordo su tutto - nd teonzo)
Ripeto che tutte queste esperienze hanno fatto si che ora abbiamo bene in mente quale dovrà essere il nostro suono sulle nostre prossime incisioni.

Da quello che ho capito suonate del death tecnico ed intricato perché siete grandi appassionati di questo stile. Quali sono i gruppi che vi hanno fatto venire la voglia di cominciare a suonare? E quali sono gli album di questo genere che ascoltate di più ultimamente?
Giacomo: Devo dire che c'è molta eterogeneità negli ascolti all'interno del gruppo: si parte dal metal più estremo, fino ad arrivare anche al jazz (nel caso dei due chitarristi). Personalmente prediligo il thrash ed il death americano ed il black norvegese! In generale i gruppi che ci accomunano sono i grandi Death, i Cynic, gli Atheist, i Carcass, i Deicide, gli Slayer, gli At The Gates ed i Dark Tranquillity.
Per quanto riguarda i dischi che ascoltiamo di più, senza dubbio "Human", "Individual Thought Patterns" e "Symbolic" dei Death, "Heartwork" dei Ccarcass, "Focus" dei Cynic, "Deicide" e "Once Upon The Cross" dei Deicide, "Piece Of Time" ed "Unquestionable Presence" degli Atheist, per non parlare dei mitici vecchi Sepultura, ma ora smetto altrimenti non finisco più...
Ci piace tutto il metal che lascia trasparire un sentimento, qualsiasi esso sia!!!

Una domanda per Stefano: i testi sono tutti cupi e sofferti, non a caso nell'ultima pagina del libretto c'è scritto un bel "For where we are is hell...". In quali situazioni trovi ispirazione per scrivere i testi? Ti nascono di getto, sono frutto di vari rimaneggiamenti?
Stefano: Non ci sono particolari situazioni che favoriscono la nascita di idee improntate sull'aspetto cupo e sofferente della vita... La vita stessa ed i fatti che accadono ogni giorno, sia nel mondo che anche nel posto più vicino a casa tua (se ci pensi bene) offrono moltissimi spunti per riflettere sull'ingiustizie, l'ipocrisia e la malignità: forme dell'animo umano che sembra dettino le regole dell'esistenza.
Spiegato ciò, viene da sé dirti che questi testi nascono quasi sempre di getto, basta che mi metta penna alla mano davanti ad un foglio bianco. Non so se si può parlare di "tecnica" in particolare, ma è come se usassi la cosiddetta "stream of consciousness" che ha caratterizzato il modo di comporre di grandissimi scrittori come James Joyce e Virginia Wolf: scelgo l'argomento, chiudo gli occhi e scrivo i concetti che mi vengono in mente (inerenti al tema) quasi a caso, poi li rielaboro strutturandoli in modo da creare un filo logico che ovviamente è sempre molto velato. Così nascono testi introspettivi che hanno più livelli di lettura: nel demo ad una prima osservazione ci troviamo davanti al trascorrere di un giorno particolare quale la fine del mondo (infatti è un concept)... Storiellina non troppo entusiasmante quanto molto sfruttata; ad una più attenta riflessione invece, riscontriamo concetti profondi sulla natura umana e accuse verso tutto ciò che è finto e montato, come la politica, la società, le religioni etc...
Insomma, fissati i concetti, attraverso questo metodo piuttosto enigmatico di scrittura, ci piace lasciare spazio all'immaginazione del lettore, in modo che abbia una sua chiave di lettura dei testi.

Come mai avete scelto di utilizzare l'ode di John Keats per un testo?
Stefano: Essendo un appassionato di letteratura, mi piace creare riferimenti ad opere più o meno famose che si possono ricondurre bene alle tematiche trattate nei testi dei Dysthymia. Non c'è una particolare ragione per la scelta di questa ode, se non per il concetto di fondo che è appunto la malinconia. Comunque non sono certamente il primo ad aver creato questo collegamento tra metal e letteratura: per fare un esempio un altro che crea quest'alchimia in modo assolutamente non banale è Chris Buchman dei Drastique, del quale ho molta stima... Anche la frase "For where we are is hell..." che prosegue con "...and where hell is, must we ever be" nell'inlay del CD, è stata ripresa dall'opera di Marlowe intitolata "Doctor Faustus".

Ora parliamo della copertina... nella rece ho scritto che non mi piace e, mi spiace per voi, continua a non piacermi. Comunque sia, vi lascio lo spazio per "difendere" le vostre scelte, spiegarci cosa rappresenta ed il perché avete scelto quei colori.
Giacomo: La copertina è nata da me, quasi per gioco... Infatti era già stata presa in considerazione l'idea di mettere sul fronte esterno del booklet una foto in bianco e nero di un viale alberato innevato con una sagoma di una persona sullo sfondo; a dire il vero il modello non mi soddisfaceva in pieno, quindi ho provato a vedere cosa sarei riuscito a creare, con l'intento di far affiorare da un'immagine il significato di Dysthymia... Alla fine il risultato ci è piaciuto molto ed abbiamo deciso di metterla in copertina.
Se vuoi la spiegazione, tento di dartela: negli occhi trovi la tristezza pacata, che si sfuma in uno sfondo oscuro ed omogeneamente opaco; lo stato della mente (rappresentato dagli arbusti secchi) è cupo, plumbeo, dipinge di nero tutti i pensieri. Anche un bambino (simbolo universale di gioia e di nuova vita), dagli occhi di un distimico, è visto già "morto" anche se appena nato. Ed il bimbo rappresenta anche la persistenza vitale della Dysthymia, che ti può accompagnare lungo tutta l'esistenza... L'uomo che urla, confinato nell'angolo in basso, raffigura le urla interiori disperate del depresso, urla che si perdono al suo interno, soffocate dallo sfondo cupo, urla che nessuno può sentire. Questa è la mia interpretazione della copertina, ma ti assicuro che è nata in maniera semplice e spontanea senza nessun passaggio preposto.
Spero comunque che possa piacere e che il tuo giudizio sia l'eccezione che conferma la regola... (leggendo vari commenti in giro è piaciuta a tutti tranne a me... sarò la pecora nera, boh - nd teonzo)

Visto che siete amici dei Coram Lethe, ci dite che fine hanno fatto e cosa stanno facendo attualmente?
Giacomo: Posso dire soltanto che stanno tornando molto determinati. Li ho sempre seguiti ed ho assistito con loro all'evoluzione dei nuovi pezzi... Vedrete che non mi sbaglio se vi dico che le nuove canzoni sono delle vere chicche per tutti gli amanti del metal estremo! A proposito, ad uno dei testi delle nuove song ci ho lavorato anch'io: ovvero io l'ho scritto, poi ci siamo incontrati con Mirco dei Coram e lo abbiamo arrangiato al pezzo...

Oltre ai Coram Lethe, ci sono altri gruppi della vostra zona con cui siete amici e che meritano di essere conosciuti?
Giacomo: Nel nostro pease, Colle di Val d'Elsa in provincia di Siena, la scena metal è molto viva. Oltre a Dysthymia e Coram Lethe, posso citarti gli Overfaith e gli Hinthruna. I primi suonano un bel power metal in stile teutonico, ma ancora non hanno inciso nessun pezzo; speriamo che in tutto il 2004 possano dare vita ad un proprio CD e venire a dar man forte alla scena metal underground Toscana.
Gli Hinthruna sono un gruppo nato da poco, dedito ad un black metal piuttosto cadenzato con influenze death e thrash. Hanno già un proprio demo e, considerando la giovanissima età di molti membri, credo che abbiano le carte in regola per poter fare belle cose.
Nonostante non siano della nostra zona, ti cito volentieri gli abruzzesi Deforge, anche se credo che li conoscono già in molti, visto che sono diversi anni che si stanno movendo egregiamente nella scena underground. Ho voluto citarli perché sono secondo me un gruppo molto valido, e soprattutto ottime persone; io sono in contatto con Gaetano (voce-chitarra) che è una persona veramente disponibile ed onesta (confermo, quel ragazzo è un pezzo di pane - nd teonzo), cose che nella scena underground non sono sempre facili da trovare.

Per finire, ecco la mia solita domanda deficiente. Vi trovate di fronte ad un gruppo di gnocche, e pensate (Mind) che sono proprio gnocche e vorreste (Will) scoparvele. Così passate all'azione (Action), vi fate avanti e riuscite a portarvele a letto. Solo che appena cominciate a scopare, tutte cominciano a dirvi che state facendo i movimenti sbagliati ed andando a ritmi che non vanno bene (Dysthymia). Che cazz fate in questa situazione???
Giacomo: Questa è la domanda più mitica che mi sia mai capitata sotto gli occhi!!! Boh... Visto che Dysthymia non vuol dire disritmia (dai, concedimi una licenza poetica... hahaha - nd teonzo) e visto che la voglia di trombare è sempre tanta, credo che continueremo a trombarle con in sottofondo "De Misteriis Dom. Sathanas" dei Mayhem (uno dei miei dischi preferiti in assoluto!) a tenerci il tempo!!! Poverette!!! (ma a quella velocità non riscontrate problemi di fusione contraccettivo? - nd teonzo)

Ok, a voi la sfiga di chiudere l'intervista come volete!
Giacomo: Innanzitutto ti ringraziamo, teonzo, per lo spazio che ci hai concesso e per le domande più furibonde della storia!!! Venite a visitarci sul nostro sito http://www.dysthymia.3000.it/ e tra poco sul nuovo http://www.dysthymia.it/, scaricate il nostro mp3 e se vi piace richiedeteci il demo. Gruppi, fanzine, portali, distribuzioni etc., contattateci per scambi di CD e collaborazioni varie; siamo sempre a disposizione! Vi informo inoltre che stiamo componendo alcuni nuovi pezzi, che speriamo di registrare verso autunno 2004 per dare vita al primo full-length dei Dysthymia. Speriamo di vederci presto dal vivo! Ciao a tutti!

Mail: dysthymia@musician.org
Sito internet: http://www.dysthymia.3000.it/