Disarmonia Mundi
(Muad'Dib - Agosto 2002)


Ecco l'agognata intervista ai Disarmonia Mundi, alle prese con qualche bicchiere (ettolitro) di troppo! Leggere per credere...



Salve ragazzi, sono veramente curioso di conoscere la storia del vostro gruppo... come siete nati?
Dunque... Mirco parto cesareo, Ettore l'hanno trovato in un bidone dell'immondizia, Simone è stato adottato in un'orfanotrofio paraguaiano e Benny è nato in piscina: ora è idrofobo. Ci conosciamo da un sacco di anni e dopo fallimenti su fallimenti nel mercato del contrabbando di figurine, ci siamo buttati nel mondo della musica.

La vostra band esiste relativamente da poco tempo... eppure avete esordito addirittura con un vero e proprio album, prodotto e confezionato in maniera professionale...
Reduci da varie esperienze in band locali come Flames ed Arch Enemy (avete letto la recensione di "Nebularium" sul n.45 di Tribe?), con uno studio a disposizione nel quale riflettere, comporre, registrare e produrre, abbiamo deciso di tentare di realizzare un prodotto che risultasse il più professionale possibile... E la distribuzione Self ci ripaga in parte dello sforzo. Per quanto riguarda artwork e confezione, dobbiamo ringraziare Marco, caro amico ed ex membro della band, che ci è però sempre rimasto vicino. Guardate il nuovo sito http://www.disarmoniamundi.com/... Bellissimo!!!

E'stata una bella esperienza la registrazione di questo CD? Che problemi ci sono stati?
E' stata un'esperienza stupenda ma veramente pesante. Il lavoro è stato lungo, duro e sfiancante ma alla fine è venuto... bene! Il grande vantaggio di aver potuto registrare nello studio di Ettore ci ha permesso di dedicare più tempo agli arrangiamenti ed alla produzione dei brani; tutto questo senza particolari spinte o pressioni.

Pensate sia molto difficile ottenere un prodotto di questo livello per un gruppo italiano? Avete speso molto sia in termini di sacrificio che di denaro?
Se non si ha uno studio, molto tempo a disposizione e soldi da investire, è dura realizzare un lavoro di buon livello. Fortunatamente Ettore ha studiato da fonico e, ipotecando la casa e la madre, ha potuto subito mettere in pratica quello appreso nel lungo, duro e sfiancante anno in SAE. Simone poi si è mantenuto offrendo prestazioni di vario genere a domicilio (tel. 3491018636) e Mirco fa l'allibratore ai combattimenti clandestini di acari della polvere (dello studio di Ettore).

Ho notato nella vostra musica una miriade di influenze, ci sono passaggi progressive sullo stile degli Opeth ed altri più violenti e melodici. Come nascono i vostri brani?
Dipende tutto dal tasso alcolico presente, nel momento della composizione, nel nostro organismo. Mirco ha anche brevettato un particolare alcolometro che segue, più o meno, questi parametri: dal 15% al 50% atmosfere soft, talvolta ossessive ed allucinate, dal 50% al 75% ritmi accelerati e violenti andanti sul roccioso, oltre il 75% velocità smodata. A parte gli scherzi, ascoltiamo un sacco di generi e gruppi, anche non metal, quindi il nostro modo di comporre e suonare rimane influenzato da tutti questi elementi.

Il vostro batterista, oltre ad aver prodotto il CD ha suonato sia le chitarre che le tastiere. Come mai?
Perché Ettore è nato nella band come chitarrista ma, per cause di forza maggiore ed in un precario stato di salute mentale, si è dovuto sedere anche dietro le pelli. Essendo egli studiato anche, prodotto l'album ha.

Quello che mi ha stupito di più è la voce in pulito del cantante Benny, la trovo veramente azzeccata ed in alcuni canzoni sembra di sentire una sorta di 'Heavy Metal Classico' estremizzato. E' una strada che seguirete anche in futuro?
Il risultato ottenuto in "Nebularium" ci soddisfa, ma non vogliamo fermarci qui. Stiamo tuttora sperimentando soluzioni originali e cerchiamo ragazze con esperienze vocali, non fumatrici, per serate divertenti ed eventuali registrazioni.

Le vostre melodie annientano quelle di tutti i cosiddetti gruppi 'Power Metal' italiani... ma voi non suonate questa musica ed avete più personalità. E' una cosa che vi fa piacere?
Un complimento di questo genere non può che farci piacere. Siamo molto orgoglioni del fatto che le nostre melodie siano uscite con assoluta spontaneità (proprio come la sciolta per un colpo di freddo, al mattino, appena svegli o dopo il caffè) e non studiate troppo a tavolino per accattivarsi il favore del pubblico... poi se apprezza meglio ancora.

Siete in contatto con qualche altra band italiana? Come vedete la scena Metal in Italia?
Massimo rispetto per Node, Novembre, Lacuna Coil, Greyswan, No More Fear, Undertakers, Fuzz Fuzz Machine, Sickhead, Browbeat e Adamo.

Dalle vostre parti c'è interesse nei vostri confronti? Suonate spesso dal vivo?
Dobbiamo ancora uscire allo scoperto. Ettore, quando è particolarmente ubriaco, suona blues marcio con un noto settantenne (tale Barbagino) in un locale montano della zona. Mirco suona in un gruppo cover Cristina D'Avena in festini vari e Simone canta e suona le tastiere in una rock band psichedelica anni '70 (gli Alfa Sud), gruppo noto per le risse provocate in diversi locali della Val Susa. Progetti solisti a parte, ci stiamo preparando per suonare dal vivo dopo l'uscita del nuovo album, lavoro per il quale stiamo utilizzando il 100% delle nostre risorse e del nostro tempo.

A livello internazionale come vedete il Death melodico ed i generi affini?
Anche se con qualche piacevole eccezione, il moderno death melodico ha la cittadinanza svedese. Di questa scena ci gasiamo di brutto con: Opeth (la death metal band progressiva del millennio), In Flames (l'ultimo album è una bomba), Soilwork (sempre più immensi), The Haunted (i dominatori dell'universo), Carnal Forge (dei ravanatori di professione), Dan Swano (un genio, un mito), Arch Enemy (devastanti e pirotecnici, grandi amici... vedi sempre la nostra rece su Tribe), Gardenian (freschi ed innovativi).

Nella foto interna del CD siete seduti di fronte ad un tavolo stracolmo di alcolici vari... avete veramente bevuto tutta quella roba o era un modo per far venire l'immagine più 'cool'?
E' immondizia di tre anni fa, accumulata con cura, perizia e buon gusto. Peccato che nella foto non si vedano le ossicine del criceto scomparso 10 anni fa e ritrovato, per puro caso, sotto il divano. E' buona abitudine di Ettore conservare con cura la spazzatura (specialmente rifiuti organici) e disporla a mo' di soprammobile in tutta la casa... Altro che pop art. Ci sarebbe piaciuto mostrarvi le costine della mitica grigliata del '91... Mitica! RAGAZZI, MI RACCOMANDO, FATE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA, QUI NON SCHERZIAMO.

Con un CD così ambizioso sicuramente avrete dei progetti ambiziosi...
Simone vuole diventare uno Jedi, Ettore vuole un deltaplano ed un cubo grande grande dal quale librarsi nel cielo blu infinito, mentre Mirco vuole fare un lungometraggio (in tutti i sensi) con le conigliette di Play-Boy (si scrive così?). Benny, esoso, non vuole un cazzo, due.

Cosa rappresenta il nome Disarmonia Mundi? E del bellissimo Artwork cosa potete dirmi?
Disarmonia Mundi è un concetto aperto a molteplici interpretazioni. Ci piace pensare che ogni persona, di fronte al nome, provi a dargli un significato tutto suo. Per i sottoscritti Disarmonia Mundi è il manifesto della propria musica e dei propri testi. Conflitto e contraddizione sono per noi gli elementi latenti ma fondamentali al corso della vita. Strade differenti possono portare ad uno stesso obiettivo: melodia e cattiveria sono caratteristiche della nostra musica, che può essere perfettamente associata agli stati d'animo che ci perseguitano senza sosta, e che influenzano profondamente il nostro modo di suonare e comporre. Psicopatia allo stato brado? Forse. Riguardo all'artwork, volete sapere che fine ha fatto la ragazza in copertina? Si è buttata dalla rupe. Dopo essersi immersa in un sonno tormentato, Francesca inizia a fare una serie di sogni (la sera prima aveva mangiato molto pesante) disconnessi l'uno dall'altro, ma molto reali. Sogna di essere un ingranaggio impazzito che gira al contrario per chissà quale motivo (MechanicHell), rivive le devastanti sensazioni di un tipico impasticcato da sabato sera (Burning Cells), dialoga con un sadico creatore (Demiurgo), e via dicendo. L'artwork interno si fonde con i testi e melodie e ne rappresenta il "lato cosciente", visto dal di fuori. Il viaggio onirico è rappresentato da musiche e liriche, la vita reale è rappresentata dalle pagine del libretto.

Ok ragazzi è tutto! Vi apprezzo un sacco e vi auguro tanta fortuna! Salutate i lettori di Shapeless come meglio credete!
Scusateci per le stronzate (sull'album siamo molto più seri) ma, come al solito, siamo ubriachi. Grazie a Shapeless Zine per lo spazio concessoci, a Muad'Dib per la bellissima recensione ed a tutti voi ragaz, supportateci!!!