Gianni Della Cioppa
(Linho - Ottobre 2005)
Ho intervistato Gianni Della Cioppa a qualche mese di distanza
dall'uscita del suo libro "Italian Metal Legion - The Days Of Dream"
(vedi recensione nella rubrica Articoli Vari, dove potrete trovare
anche qualche notizia biografica sullo stesso autore). Ne è venuta
fuori una lunga chiacchierata, frutto di varie e-mail, che abbraccia
vari argomenti, non solo il libro in questione. Non aggiungo altro,
visto che "il seguito" è molto consistente.
Andiamo subito al dunque, al libro "Italian Metal Legion". Nell'introduzione a pagina 7 si legge: "Un
libro così, l'avevo sognato, immaginato e pianificato mille volte.
Dietro queste pagine ci sono 10 anni di lavoro discontinuo e 25 di
attività in prima linea". Mi permetto di dire che un libro così l'avevamo sognato tutti noi...
Sì, in effetti ne hanno parlato in tanti, ma alla fine la follia per
provare a farlo l'ho avuta solo io. Diciamo che adesso, verificati
errori, cose belle, imperfezioni e aggiunte, mi verrebbe voglia di
farne un'edizione riveduta e corretta, magari più snella. Però è anche
vero che i costi sono stati altissimi e quindi per ora è una cosa
improponibile. Tra qualche anno chissà. Permettimi però di dire
pubblicamente grazie a Massimo Bettinazzi. Infatti senza il suo
intervento economico totale, il libro non sarebbe nelle nostre mani.
Max è un vero amico con cui divido venticinque anni di passione per il
rock e da sempre nell'ombra è il finanziatore di tutti i progetti
dell'Andromeda Relix, CD e libro compresi.
Quali sono state le reazioni dei protagonisti
del Metal Italiano degli anni '80 quando li hai ricontattati ad anni di
distanza? Hai trovato collaborazione, entusiasmo o c'è stato anche chi
, delle emozioni di un tempo, non voleva più sentir parlare?
Ho trovato un po' tutte le sensazioni che hai detto. Qualcuno ha
completamente rimosso quel periodo e quasi se ne vergogna, e questa è
una cosa che mi ha messo molta tristezza. Altri, per fortuna, anche se
magari adesso ascoltano pop, jazz e addirittura nulla, ricordano con
affetto quell'entusiasmo ingenuo e sono stati felici di ritrovarsi
addirittura in un libro. Altri, come ben sai, non hanno mai perso la
fede e sono ancora in prima linea.
Hai riascoltato la maggior parte dei vinili trattati o sei andato in base ai ricordi e alle vecchie recensioni?
Le schede sono state compilate nel corso di vari anni, con qualche
aggiunta, quando reperivo materiale nuovo. Quindi ho avuto sempre il
tempo di riascoltare i dischi che, in tutta sincerità, spesso mi sono
sembrati davvero amatoriali. Ed è forse proprio per questo che ho
deciso di consegnargli un po' di immortalità.
E' incredibile che tu abbia deciso di rendere gloria ai cari e vecchi demotapes con trenta pagine tutte da leggere...
Sì, la sezione demotapes è stata davvero una follia, ma anche
quella più criticata. Alcuni gruppi si sono sentiti offesi a non
trovarsi tra le pagine del capitolo. Ma è anche vero che era la sezione
più a rischio e quindi avevo messo in preventivo diverse lacune. In
un'ipotetica seconda versione è un capitolo che verrà certamente
eliminato. Non per timore di nuove critiche, ma perchè è un argomento
troppo vasto, davvero incontrollabile. Pensa che dall'uscita del libro
ad oggi, sono già emersi addirittura tre-quatro gruppi gruppi che hanno
inciso dischi all'epoca, pensa allora ai demotapes...
Mah, non sono d'accordo... Io ti posso dire
che la sezione demotapes è una di quelle che ho letto con più
entusiasmo. Mi sembra accessivo offendersi per non essere stati citati
in un libro come "Italian Metal Legion". Alcune lacune ci sono
sicuramente, ma non è che ti sei dimenticato di citare "Made in Japan"
o " The Number Of The Beast"... Insomma, non sarebbe umano avere sotto
controllo tutta la scena italiana di vent'anni fa!
Sì, è quello che penso anch'io, ma pare che gli unici comemnti
negativi siano relativi a questa rubrica. Rimane comunque il fatto che
un'ipotetica seconda versione, dovrà per forza di cose essere più
snella. I costi di questo volume sono stati veramente altissimi. Ma per
ora è tutto ancora nel campo delle idee.
Oddio se ascoltassi il cuore mi metterei a scriverlo anche adesso
il secondo volume, ma siccome le giornate durano solo ventiquattro ore,
temo di dover rimandare l'appuntamento di molto. Spero che quando
sentirò la spinta per rimettere la testa su questo argomento, avrò
ancora il cuore che batte forte come quando ho lavorato sulla prima
stesura. Già il cuore... per me è davvero tutto.
Le interviste ai protagonisti italiani di
vent'anni fa sono molto belle. Finalmente qualcuno ha potuto esprimersi
in maniera più completa rispetto alle consuete venti righe concesse dai
giornali...
Ho pensato che essendo un'occasione forse unica di dare voce a
molti dei protagonisti dell'epoca, le interviste dovevano essere lunghe
ed esaurienti. Ho lasciato che i musicisti andassero a ruota libera,
con domande quasi uguali per tutti, ma che poi hanno sviluppato
risposte del tutto personali. Mi ha particolarmente impressionato
l'umiltà e la disponibilità di Alex Masi (ex chitarrista dei veneti Dark Lord emigrato negli anni '80 a Los Angeles, dove oggi vive da musicista - nd Linho). Ma in generale sono molto orgoglioso di tutte le interviste, dove tutti hanno aperto i loro sentimenti veri.
Il metal italiano non vendeva. Ma questa era una causa o un effetto?
Benissimo, c'erano dischi poco professionali e, diciamolo, anche
bruttini. Ma molte cose non avevano niente da invidiare alle scene
straniere. Per fare un esempio neanche troppo eclatante: i Nuclear
Symphony non erano geniali, ma non avrebbero saputo regalare emozioni
ai thrasher in cerca perenne della new sensation della Bay Area? E cosa
mancava ai Dark Quarterer per soddisfare i maniaci dell'epic metal
totalmente devoti a Omen, Manilla Road e via dicendo? E se "Due" degli
Elektradrive fosse stato prodotto e pubblicizzato in America...
Permettimi di dilungarmi, perchè per me è questa è una questione
molto importante. Credo che la mancanza di amore per l'Italia, da parte
degli italiani, sia una questione sempre attuale. Purtroppo l'Italia è
una nazione giovane (come unione vera), ancora molto spaccata. Non
abbiamo ancora (e forse non l'avremo mai...), il senso di patria unita,
siamo sempre stati divisi in comuni. D'altronde ci sono spaccature note
come nord e sud, ma anche tra regioni, città vicine, persino un
campanilismo assurdo tra paesi confinanti, che quasi mai si ferma solo
alla gogliardia, ma sfocia in puro odio. Questa non è psicologia
spicciola, ma un dato di fatto. Siamo gli unici al mondo che fischiano
il nostro inno nazionale, che anche quando gioca la nazionale di calcio
fischiamo i giocatori, ricoleggandoci ai loro club di appartenenza.
Questa situazione si riflette in tutte le cose della nostra nazione,
arte compresa. Di fondo c'è tanta ignoranza, ma anche un'invidia, che
da noi italiani abbonda sempre. Abbiamo medici, scienziati che lavorano
all'estero perchè in Italia non c'è spazio per chi ha idee, idem nella
moda, nella tecnologia. Ovviamente questo si riflette anche nell'arte.
Basti pensare a registi, attori, stimati in tutto il mondo e qui da noi
sconosciuti o consdierati di serie B. Pensa a Dario Argento, Mario
Bava, Lucio Fulci, ma anche ai "nuovi" Salvatores, Tornatore. Nella
musica il caso recente più eclatante è "Notre Dame" di Riccardo
Cocciante, deriso in patria per questa idea e subito accolto in Francia
a braccia aperte. Adesso "Notre Dame" è uno dei più grandi successi
mondiali di tutti i tempi, destinato a diventare un'opera replicata per
sempre. In Italia non avremo mai una band come gli Europe o gli Angra,
per esempio, che parte dal grande successo nazionale per poi
proiettarsi nel mondo. Qui siamo ancora a discutere se Elisa debba
cantare in inglese o in italiano (e
magari non ci si accorge che scrive e canta belle canzoni, andando
anche a vincere il Festival di Sanremo con un pezzo stupendo! - ndLinho).
D'altronde musicalmente siamo la patria del bel canto e di noi si
continua solo a parlare di Domenico Modugno, Pavarotti, Luciano
Tajoli... Per carità nomi grandissimi, di cui ho il massimo rispetto (e
di Modugno ho anche vari album...), ma abbiamo avuto anche altro da
offrire. Ma se vogliamo che qualcuno se ne accorga, dobbiamo essere
prima noi italiani a credere in loro e poi di riflesso ci sarà
un'attenzione internazionale. D'altronde Eros Ramazzotti, Zucchero,
Spagna, prima di diventare stelle internazionali, hanno conosciuto la
fama italiana. E' un passaggio obbligatorio, dal quale non si può
fuggire. Chiaramente questo dovrebbe accadere anche nel metal, ma se
gruppi come i Rhapsody (oggi come oggi una band di caratura
ultramondiale), le uniche critiche che conoscono sono in Italia, come
pensiamo di andare avanti? Ma noi siamo ancora qui a "bottigliare" i
Lacuna Coil al "Gods Of Metal". Proprio i Lacuna Coil, una delle poche
band che ha dato dignità nel mondo al metal italiano. Ma questo accade
in ogni genere, basti pensare a quegli idioti che hanno "bottigliato"
Le Vibrazioni prima dell'esibizione di Vasco Rossi. Ecco questo
atteggiamento immaturo e tutto sommato ignorante, non permetterà mai
una crescita. Dico Rhapsody, ma penso anche a Skylark, Domine, Dark
Quarterer e tanti altri, amati più all'estero che in Italia. Per
tornare agli anni '80, tutto questo era amplificato da litigi di
quartiere e invidie ridicole. Atteggiamenti che non porteranno mai da
nessuna parte. La Germania in questo senso ha molto da insegnarci. Ma
questo succede anche nel teatro, nella scultura, nella pittura,
territori che non posso dire di conoscere, ma che vivono la stessa
situazione.
Uscendo un pò dal libro, cosa ti spinge ad essere così devoto alla musica?
Guarda, è difficile da spiegare, ma ho sempre avuto questo fuoco
dentro. Mi ricordo che da bambino, ogni giorno e dico ogni giorno, con
mio fratello facevamo la nostra classifica delle venti canzoni
preferite. La chiamavamo "Hit Parade", segnavamo tutto in un quaderno.
Erano momenti bellissimi, litigavamo che per chi doveva dire per ultimo
la sua canzone al primo posto. Questo amore si è moltiplicato negli
anni, con tentativi persino di suonare (nei Burn, negli Steel Thunder e
poi negli Exile che tu conosci), fino a trovare la mia dimensione come
critico musicale, anche se poi non va trascurata l'etichetta Andromeda
Relix, che rimane comunque un contorno. Diciamo un modo per espandere
questa passione, che spesso è di pancia, anche se alcune volte andrebbe
gestita meno con il cuore e più con la testa. Ma non è facile per un
passionale come me. Alcune volte scherzando (ma non troppo), dico che
non posso mollare, che ho questa missione, di trasmettere la musica
vera a più gente possibile e quindi debbo vincere stanchezza e paranoie
varie. Perchè, credimi, i momenti di sconforto non mancano.
Perchè tra i venti e i trent'anni si smette di
vivere la musica in maniera attiva (leggere riviste, frequentare
negozi, concerti ecc.). Magari adducendo la classica scusa "non ci sono
più i gruppi di una volta"? Prima dei vent'anni un disco può cambiarti
la vita, così come un libro o un film, ma sarebbe assurdo pretendere le
stesse emozioni fisiche, epidermiche, anche negli anni successivi. Dopo
subentra la passione, il culto...
Bella domanda, bella domanda davvero. Ma questa evoluzione, meglio
dire questa involuzione, verso l'apatia e verso l'abbandono delle
passioni è una cosa più o meno uguale in tutto il mondo occidentale,
solo che qui da noi è amplificata, perchè siamo per tradizione il paese
dell'estetica. Ti passo solo tre dati: siamo la nazione al mondo dove
si vendono in percentuale più telefoni cellulari, quella dove si
vendono come numero (e quindi non in percentuale, ma come quantità
assoluta), più perizoma femminili al mondo, inoltre nessun paese al
mondo ha tutte le riviste di gossip che abbiamo in Italia. Ecco credo
che in questi tre cose ci trovi in sintesi l'Italia, una nazione fatta
di cose inutili, di chiacchiere al vento e di estetica ostentata.
Chiaramente in questo scenario, la musica non può che essere un
contorno adolescenziale, dopo per molti i "veri" valori diventano i
soldi, le macchine, ostentare una bella fidanzata o moglie (con amante
annessa). I fatto di vivere di nostalgia "...e i gruppi di una
volta...", è la classica sindrome di chi ha vissuto la musica solo con
un passaggio della propria vita e che oggi si giustifica dicendo che
"...una volta...". Tutte balle perchè la buona (e la cattiva) musica
c'era ieri, c'è oggi e ci sarà domani e per sempre (parole sante!!!!!! - nd Linho).
Mentre le donne sono più costanti, continuano ad amare il cinema, la
lettura, come anche la musica. Magari con gusti più di massa, ma ho
un'esperienza diretta e posso dirti che le donne comprano molti libri,
CD e film in DVD e se ci fai caso, se ne vedono molte anche al cinema.
Le cose forse stanno leggermente cambiando, ma dobbiamo comunque
rassegnarci che l'80% degli appasionati di musica li perdi per strada
una volta arrivati alla soglia dei trenta anni. E' un percorso
naturale. D'altronde c'è gente che dice di non aver tempo nemmeno per
rivedersi una volta all'anno a mangiare una pizza in compagnia... Cose
per me allucinanti.
Questo è un dato di fatto e non riesco a
spiegarmelo. C'è gente che non passava un sabato senza comprare una
cassetta (magari una ristampa a metà prezzo, ma sempre un disco nuovo
era), c'era chi accendeva l'autoradio anche per spostare la macchina di
venti metri...Ovviamente i diversi percorsi di vita ci portano a
riporre nella musica più o meno interesse, a dedicarle più o meno
tempo... spesso meno, ma può andar bene lo stesso. E' il "si stava
meglio quando si stava peggio" che mi fa cadere le braccia, oppure "i
gruppi di una volta erano migliori" e stronzate del genere. L'heavy
metal ha vissuto il suo periodo d'oro negli anni '80 ed è logico che i
capisaldi del genere siano usciti in quegli anni. Si potrebbe dire la
stessa cosa del rock (anni '60) e dell'hard rock (fine anni '60 e anni
'70). Ma a forza di rimpiangere i tempi andati l'amante di hard rock,
per fare un esempio, non si accorge che i Thunder hanno rilasciato
ottimi dischi negli anni '90, o che l'esordio dei Pearl Jam era un
capolavoro. E magari non conosce l'esordio dei Temple Of The Dog perchè
"non mi piace il grunge"...
Hai detto sacrosante verità, ma davvero grandi verità. Quello che
dici mi fa sorridere, perchè penso ad alcuni amici che, con la scusa di
"...una volta...", continuano a trascurare la musica contemporanea e
così sono sempre in ritardo di dieci anni. Certo almeno loro non hanno
mai mollato, ma è tristissimo trovarli e sentirli decantare le loro
nuove scoperte, che in realtà sono uscite di dieci-dodici anni fa.
L'ultima volta (circa sei mesi fa), uno di questi amici mi ha detto "Ho
scoperto una band immensa, sono i Pearl Jam... Lo so che tu me li
consigliavi quindici anni fa, ma sai io...". Gli ho dato una pacca
sulle spalle e gli ho detto "Ma va a quel paese va...". Il discorso del
"non mi piace il..." è terribile, perchè è un autolimitarsi assurdo.
Certo si possono avere gusti ben delineati, ma troppe certezze fanno
male. In ogni caso credo, come ho detto sopra, che tutto si ricongiunga
al fatto che crescendo molti perdano interesse per la vita in generale,
un po' come se con l'eta si debba per forza essere seri e pensare solo
al mutuo, ai soldi, ai problemi e cercare il negativo ovunque.
I CD costano troppo ed è un dato di fatto. Ma
150 euro per un paio di scarpe o qualche euro per una manciata di
suonerie per cellulare non mi sembrano pochi.....
Penso di aver detto tutto nelle risposte precedenti. Ribadisco che
non ho fiducia nell'Italia come popolo maturo. Chiaramente non ho perso
la speranza, ma i fatti sono davanti ai nostri occhi a darmi ragione
ogni giorno.
"Il Veneto offre un ottimo fermento in fatto
HM, e non solo per il numero di bands, ma per le iniziative (concerti,
dischi etc), purtroppo Verona ne è quasi fuori, e siamo quasi isolati.
Per quanto riguarda i rapporti con i colleghi, c'è stima ed amicizia, e
da parte nostra la parola invidia non esiste! Se altrove i gruppi si
odiano è solo un problema di umiltà, chi si crede arrivato teme il
possibile nemico, ma in pochi hanno capito che dobbiamo solo imparare,
ed anche bands che hanno inciso sono solo a livello dilettantistico,
prendete i Legs Diamond, cinque dischi e lavorano regolarmente!!"
Queste parole le diceva il cantante degli Exile ai "microfoni" della
fanzine Italian Metal Legions... nel 1986...
Credo di non aver mai modificato il mio modo di essere (il cantante degli Exile era proprio Gianni Della Cioppa - ndLinho),
ho solo aggiunto nuove esperienze e spero una maggiore maturità. Ripeto
per me la parola invida non esiste, sono sempre felice per i successi
degli altri, specie se meritati. Purtroppo dal quel 1986 sono passati
quasi venti anni, ma poche cose sono cambiate. Per assurdo Verona oggi
è più vitale di allora (in campo rock in generale), ma manca da sempre
un locale dove far suonare i gruppi da 300-2000 persone. Per quanto
riguarda l'atteggiamento di molti gruppi italiani che sognano di
farcela, non si è persa l'abitudine di fare le rockstar del weekend. Se
un gruppo suona per divertimento e si accontenta, questo va bene, ma se
si ha vera ambizione, occorre dimenticarsi tutto e gettarsi nella
mischia due/tre anni e poi vedere cosa succede. Ricordo che nei primi
anni '90, suonarono dalle mie parti i Landberk, gli Ivanhoe, in quel
momento erano dei gruppi prog e metal stimati dagli appassionati. Mi
ritrovai davanti dei ragazzi stanchissimi, studenti universitari in
"stand by" che dicevano più o meno così "...giriamo l'Europa con il
nostro pulmino, abbiamo ingaggi ridicoli... ci stiamo provando... poi
si vedrà... al limite tra qualche anno torneremo a studiare...certo
facendo così ti dimentichi famiglia, fidanzate.. o sei in studio a
registrare o sei in concerto...". Molti di quei ragazzi di allora, oggi
sono uomini, nessuno vive di musica, nessuno è una rockstar, ma almeno
ci hanno provato e non c'è nessun rimpianto. Molti gruppi italiani, che
vorrebbero il successo, invece li senti dire "...no, sabato non
possiamo suonare.. sai, la fidanzata... ho un esame...". Cose
patetiche.
Ho visto di recente i grandi Demon vicino a
Verona e non c'era pochissima gente. Allo Scaligero Metal Party però,
almeno nella giornata di domenica, c'erano quattro gatti, nonostante
gruppi come Hypnos e Graveworm e altri.
Purtroppo mancavo anch'io, che in quei giorni lavoravo fuori
Verona. So che allo "Scaligero Metal Party" c'era poca gente... Non so
spiegarmi i motivi di questo singolo episodio. Sicuramente in generale
c'è meno voglia, rispetto a qualche anno fa, di spostarsi, di vivere il
concerto con passione. Inoltre oggi c'è molta più offerta e non è
facile, anche economicamente, stare dietro a tutto.
Riguardo ai gruppi italiani, beh, forse hai
ragione, ma ci sono anche esempi di altro tipo. Non voglio sminuire il
tuo lavoro, ma trovo oltraggioso che l'unica casa discografica disposta
ad offrire un contratto ai Dark Quarterer sia stata la Andromeda Relix.
Si lo penso anch'io... Soprattutto qualche etichetta tedesca
avrebbe potuto fare di più e dare la meritata visibilità ai Dark
Quarterer che sono una band straordinaria. Dei puri assoluti!! Però
oggi il mercato è saturo, ci sono troppi gruppi e si vende pochissimo.
Siamo tutti qui a scrivere, suonare, parlare, ma la realtà è che si
vende pochissima musica. Attenzione non sto parlando che gira poca
musica, al contrario tra masterizzazioni, scaricare illegalmente e
legalmente musica da internet, le radio e le radio web, oggi si fruisce
di molta più musica di venti anni fa. Ma a fronte di tutto questo
movimento si vende molto meno. E i prezzi alti sono solo una scusa per
giustificare la propria pigrizia o il fatto che si preferisce spendere
il denaro in compuer, giochi, cellulari, vestiti e mille altri
divertimenti. Cose che obiettivamente durante la mia giovinezza non
c'erano e quindi la mia generazione era concentrata solo sulla musica.
Come vedi la situazione riguardo ai giornali
specializzati in heavy metal! Sono troppi, pochi... che ne pensi? Li
leggi? E che ne pensi di Fuzz Fuzz, personaggio più volte discusso, ma
che, a mio modesto parere, portò una bella ventata d'entusiasmo negli
anni '90 quando dirigeva prima Metal Shock e poi PSYCHO!
Certamente ci sono troppi giornali in proporzione al numero limitato di
fruitori di musica metal abbiamo in Italia. Un po' li leggo un po' li
sfoglio, spesso mi sembrano troppo uguali. Sono diretti e scritti da
persone che negli anni sono diventate quasi amici e che stimo per la
passione e la competenza che mettono nel loro lavoro, ma è un dato di
fatto che ci sia poco spazio per le iniziative personali. Spesso si
deve solo correre dietro alle novità e questo è un limite evidente.
Cosa che peraltro succede anche all'estero che sia chiaro.
Comunque permettimi di dire che io ascolto molto meno heavy metal di
quello che si può pensare. Sono sempre stato un ascoltatore ad ampio
raggio e negli ultimi anni mi sono trovato ad amare anche il pop se
fatto con gusto, anche se da tempo ho preso un flippa per il post rock
e i Sigur Ros sono la mia band del nuovo millennio. Sono onnivero vado
dalle cose più assurde alle melodie più semplici.
Il Fuzz Fuzz? E che dire del grande ed unico Fuzz Fuzz? Per me è un
amico, uno con cui discuto spesso, ma che rimane uno dei pochi
passionali in questo ambiente e lo dimostrano sempre le sue scelte
editoriali assurde e folli. Pensa alla direzione che diede a Metal
Shock o alla pazzia di Psycho!, l'unico giornale italiano capace di
mettere in copertina nomi sconosciuti con anni di anticipo, rispetto
alla consacrazione (Type O Negative, Lacuna Coil, The Darkness... per
esempio). Anche se la follia più grossa è quella attuale con CLASSIX!,
un bimestrale di rock ruvido, antico e moderno allo stesso. Una
scommessa che i lettori stanno dimostrando di apprezzare e che speriamo
di vincere.
L'ultimo numero è bellissimo, e mi sono
stupito di non trovare l'ennesima stroncatra al nuovo (e valido) album
degli Audioslave. E i Presto Ballet hanno fatto veramente un gran
disco, anche se credo che finirà principalmente nelle mani dei fan dei
Metal Church.
Ma sai, la moda di stroncare i gruppi famosi non è solo italiana.
Leggo alcuni giornali stranieri che fanno a gara per insultare le band
importanti. Sembra quasi che faccia figo solo parlare delle band minori
e sconosciute. Invece la storia la fanno i grandi. Sono solo le grandi
band che scrivono le linee che poi tutti seguiranno. Tu puoi avere
mille gemme hard rock sconosciute degli anni '70, ma la storia di
questo genere, quella vera intendo, quella scritta a caratteri
cubitali, l'hanno fatta Deep Purple, Led Zeppelin, Uriah heep, Grand
Funk Railroad, Black Sabbath e gli altri giganti. Il resto è contorno,
da amare e lodare, ma che ha lasciato poche tracce verso le nuove
generazioni successivi, sia di musicisti che di ascoltatori. Non
fraintendermi... io amo i dischi da "shock relics", ma non sono quelli
che hanno scritto la storia. Questo accade nell'hard rock, nell'heavy
metal, nel pop, nel rock...
Ricollegandomi al fatto che ascolti di
tutto... Cosa ne pensi dell'ultimo Coldplay? Per me è bellissmo, come
gli altri del resto. E per il nuovo millennio un posto lo riserverei
anche ai Tool.
Vabbè... Sembra che ci siamo messi d'accordo. I Tool fanno paura,
con Mars Volta, Dredg e stanno scrivendo il futuro del rock. E poi
anch'io adoro l'ultimo dei Coldplay, il loro album più maturo, anche se
l'esordio aveva canzoni bellissime. Seguo con attenzione la nuova scena
pop, mi sembra che ci sia posto anche per cose intelligenti. A chi dice
che oggi gira solo musica stupida, dico che Björk (che è tutto, tranne
che banale), ha fatto "sold out" per due sere all'Arena di Verona...
E Björk non è la stessa cosa del Festivalbar. Insomma, è evidente che
la musica colta e di successo di oggi non può essere la stessa di
venti-trent'anni fa.
Quando iniziavo a leggere i giornali specializzati, diversi anni fa, mi
perdevo nelle pagine di HM e negli stupendi racconti di Mario Giugni e
Giorgio Onetti, poi anche nelle relics di Metal Shock, con Beppe Riva e
successivamente te. Terminata la lettura il più delle volte ero
assalito da una grandissima curiosità e anche trovare una registrazione
su cassetta di ciò che avevo letto mi rendeva felicissimo. Penso che
una delle funzioni del giornalista rock sia quella di trasmettere la
passione, in fondo.
Su questo non c'è dubbio, penso che tutti quelli dell'ambiente
metal siano mossi da profonda passione. Il problema è capire quanto sia
una passione passeggera o reale, da una vita intera insomma. Mi ricordo
di decine di "giornalisti" che dovevano essere il futuro delle penne
metal italiane e poi invece sono affondati, stritolati dalle prime
difficoltà lavorative e/o familiari.
Andromeda era una fanzine che si ricollegava
alla mia domanda precedente. Spesso leggo ancora i numeri che uscirono
a suo tempo e trovo sempre spunti per gli acquisti. Tanti dei dischi da
voi recensiti all'epoca oggi si trovano a prezzi bassi, sia in vari
mailorder che alle mostre del disco...
Ma tu Massimo non fai testo, tu sei uno di quei rari esempi di
illuminato, che vivono in questo mondo metal. Non a caso suoni, scrivi
articoli. E' da altri, in termini numerici, che dovremmo aspettarci
curiosità, interesse, voglia di scoprire gruppi e dischi nuovi. In
realtà siamo sempre meno. Un piccolo esercito dove ci si conosce quasi
tutti... Non mancano gli over 35 nel nostro ambiente, mancano gli under
25, la nuova generazione, quella che dovrebbe dare nuova linfa vitale.
Sono loro che dovremmo vedere ai concerti, nei negozi di dischi...
Un pò di botta e risposta: è vero che per ogni disco venduto in Italia da Glenn Hughes tu incassi una lauta provvigione?
Assolutamente si!
Cosa ne pensi delle cover band e delle tribute band? E dei dischi tributo?
Cover band: non mi interessano. Tribute band: gradevoli per una
serata in compagnia. Dischi tributo: quasi sempre mi incuriosiscono, ma
poi mi accorgo che li ascolto una volta sola, spesso solo per sentire
come il cantante di turno, interpreta quel pezzo.
Perchè tantissimi gruppi usano la batteria "finta" sui dischi?
Perchè abbiamo abituato la massa ad ascoltare suoni finti e questo
parte dalla televisione, ai computer ai videogiochi e finisce nella
musica.
Personalmente trovo questo tipo di batteria insopportabile
Perchè spesso prima nasce il nome, poi il
logo, poi il sito, poi iniziano i proclami e le dichiarazioni
d'intenti... e solo "poi" la prima canzone?
E' un po' una costante della vita occidentale. Pianificare tutto
quello che verrà, senza avere prima piantato dalle radici. occorre fare
palestra in tutto.
Oggi i gruppi esordiscono con due concerti sulle spalle e poi sul
palco i risultati si vedono (accade con nomi stranieri...). Ma
d'altronde cosa vogliamoa spettarci, se ci sono aziende che mettono nei
ruoli dirigenziali schiapette" neolaureati, con nessuna esperienza
professionale alle spalle. Serve sostanza non aria fritta e la sostanza
arriva solo nel tempo, con il lavoro, il sudore, la dedizione assoluta
in un credo...
Il 5 maggio è...
Prima o poi scriverò un romanzo per esorcizzare quel dolore... Ma
ti giuro la cosa che mi farà male per sempre, è sapere che quello
scudetto avrebbe reso eterno un uomo onesto e pulito come Hector Cuper.
Un personaggio d'altri tempi, assolutamente fuori posto nel calcio
marcio e becero del campionato italiano. Il destino ha preferito dare
l'ennesima gioia ad un arrogante come Lippi e alla massa di dopati - in
quel momento intendo - della giuventus. Peccato, era una buona
occasione per equilibrare un po' la bilancia tra cose giuste e ingiuste
del destino. Ma è andata così... (per
i non appassionati di calcio... il 5 maggio 2002 l'Inter perse uno
scudetto praticamente già vinto andando a perdere una partita, che
pareva una formalità, a Roma contro la Lazio di Poborsky e dell'ex
Simeone. L'inter non vince uno scudetto dal 1989 e per i suoi tifosi
quel giorno è diventato una vero e proprio incubo... Gianni Della
Cioppa è interista... - nd Linho)
Consigli per gli acquisti: tre dischi recenti metal e tre non metal...
Recenti metal/hard: "Give Me The fear" TOKYO DRAGONS, "Black Bonzo" BLACK BONZO, "Ogre Tones" KING'S X.
Recenti non-metal "Takk" dei SIGUR ROS, "Amore E Guerra" ENRICO RUGGERI, "Preaparatevi Per La Fine" COD.
E aggiungo, ristampe/relics: "Vulcanic Rock" BUFFALO (1971), "1980 BRATS" 1980 BRATS (1980), "Super400" SUPER400 (1998).
Hai sempre condito i tuoi scritti con
l'ostentazione sfrenata di un ottimismo che spesso è in aperto
contrasto con "il mondo che c'è fuori". Sei così o cerchi di
autoconvincerti?
Ho anch'io le mie botte di malinconia, ma di fatto sono un
ottimista per natura. Ho una facilità a cancellare le cose negative
(dalle grandi alle piccole), che delle volte mi sorprende. Penso sempre
a domani, mai a ieri... L'unica cosa che davvero mi spaventa è
immaginare mia figlia che soffre...
Perchè, anche se sei negli anta, stai davanti al computer a rispondere a queste domande? Alla Tv c'è "L'Isola Dei Famosi"...
Alla TV c'è anche molto di peggio...
Ti ringrazio infinitamente per il tempo concesso. Chiudi pure a tuo piacere...
No Max, sono io che ti ringrazio, per la tua passione e l'assoluto
entusiasmo che ancora ti domina. Questa intervista è sicuramente la più
lunga a cui ho risposto nella mai vita, ma anche - te lo giuro - la più
bella e varia. Mi hai offerto un'occasione per far conoscere cose nuove
di me e questo è molto bello. Penso che alla fine tutti cerchiamo solo
di essere apprezzati dal prossimo, possibilmente rimanendo se stessi.
Approfitto anche per dire un GRAZIE gigantesco a tutti quelli che in
questi anni, mi hanno mostrato la loro stima e il loro affetto, senza
per questo farmi mancare le critiche. SEE YOU IN THE SKIES OF
ROCK!!!!!!!!!!
Sito internet: http://www.andromedarelix.com/