Decadence
(teonzo - Ottobre 2002)
Ecco l'intervista fatta via mail con Samiel, bassista dei torinesi Decadence. Questo gruppo si è dimostrato molto professionale e disponibile, sia nei contatti che hanno avuto con me (ad esempio le risposte per questa intervista mi sono arrivate dopo pochissimi giorni), sia nella cura che ci mettono per presentare il loro gruppo. Insomma, ci mettono un grande impegno su quello che fanno, senza lasciare nulla al caso.
Quindi invito tutti a prendere esempio da questo modo di comportarsi e a supportare questo gruppo!
Vi va di presentare il gruppo ai lettori, raccontando la sua storia e
descrivendo la
composizione attuale della line-up?
La nostra breve storia risale all’estate 2001 in cui la formazione (che già
vedeva Sinyus alla voce e chitarra, Tiorad alla chitarra e Vitriol alla
batteria) si è completata con l’arrivo di Samiel al basso e Kyrion alla
tastiera. Questo è il momento della nascita ufficiale dei Decadence, anche
se molto lavoro era già stato fatto durante la primavera. Il materiale che
poi sarebbe finito sul CD "Theatre Of Eclipse" era già a buon punto quando
sono stati inseriti elementi più progressivi e sinfonici, caratteri
fondamentali dello stile che andava delineandosi. Dalla fondazione del
gruppo alla presa di coscienza delle proprie potenzialità e ancora alla
decisione di realizzare il primo CD si è trattato di un lasso di tempo
minimo, un mese o poco più. Questo sta a dimostrare il livello di
coinvolgimento e di aggregazione che si era creato negli attimi successivi
alla nascita del gruppo. Questa è l'alchimia che tuttora ci tiene legati e
convinti dei nostri obiettivi.
Com'è andata la composizione di "Theatre Of Eclipse"? Vista la velocità
con cui
l'avete sfornato credo proprio che avevate le idee chiare sin dal primo
giorno in cui è
nato il gruppo!
Esatto, e inoltre ognuno di noi aveva già avuto esperienze musicali
precedenti tali da avere la competenza necessaria per incidere un disco.
Quando all’inizio del settembre 2001 abbiamo deciso per il CD si è trattato
di una naturale evoluzione del gruppo: il primo passo consisteva nel
concretizzare le idee, il secondo passo è stato decidere di realizzare il
CD per i fatti nostri e con i nostri mezzi. Niente studio di registrazione,
niente produttore né tecnico del suono. Solo noi e la nostra
strumentazione, il tutto condito con la nostra (fino ad allora scarsa)
esperienza di produzione.
Dal momento che non avevamo limiti di tempo né di spazio abbiamo fatto
tutto con molta calma, dal predisporre la camera-studio di registrazione
con la batteria e tutto il resto a procurarci i programmi e alcuni
strumenti necessari per l'audio-editing.
Ovviamente durante le varie fasi di lavorazione ci sono stati momenti di
sconforto legati ad una ovvia inesperienza in materia, ma ogni ostacolo è
stato superato (si tenga presente che si trattava di realizzare un concept
album diviso in movimenti: 30 minuti di musica pressoché ininterrotti).
L'altra cosa interessante è che il CD ha quasi completamente cambiato
faccia dal giorno in cui abbiamo deciso di registrare a quando abbiamo
completato il master; anche in questo caso c’è stata un’evoluzione che ha
arricchito la nostra esperienza di gruppo.
Chi è che ha scritto i testi?
Tutti e cinque i componenti della band, come per tutto il resto... qualsiasi
cosa porti il nome Decadence deriva dal diretto interessamento e dalla
partecipazione del gruppo al completo; anche se questo richiede molto più
tempo rispetto al lavoro individuale è per noi l'unico modo di sentirci
uniti fino in fondo. Inoltre siamo cinque personalità poliedriche perciò
ognuno ha una buona competenza in tutto, compreso il lavoro di stesura dei
testi.
Come mai vi autodefinite "obscure metal"?
Sicuramente non per gloriarci di aver inventato un genere (chi diceva che
non si inventano mai nuovi generi?) o per una qualche presunzione; in
realtà l'obscure metal è un fatto più concettuale che musicale. Per quanto
riguarda la musica infatti è ovvio che si tratti di metal; dall'impatto
fino alle situazioni melodiche non c'è dubbio poi che vogliamo rifarci al
filone estremo. La caratteristica che però è determinante riguarda il
connubio tra atmosfera e immagini: ogni secondo della nostra musica è
relazionato al concetto che si sta esprimendo, ogni frase melodica si rifà
al testo e così siamo giunti all'elaborazione di una dimensione oscura in
cui la musica si muove e guida l'ascoltatore verso riflessioni sui lati
meno chiari dell'esistenza e della nostra esperienza di esseri umani. Non
per niente abbiamo scelto un monicker che richiama la corrente letteraria
del Decadentismo europeo, genere dalle tinte fosche che per certi versi si
è rivelato precursore della cultura metallica dei nostri tempi.
"Theatre Of Eclipse" è un concept metaforico sull'eclisse in cui il tema
dominante
(almeno da quello che ho capito) è la dualità tra luce ed ombra, vista in
molti aspetti.
Avete scelto questo tema perché siete persone un po' lunatiche (nel senso
che passate da
periodi bui ad altri solari)? Ci potete parlare in dettaglio dei testi del
demo?
No non ci siamo mai considerati dei lunatici, per quanto riguarda la nostra
musica abbiamo un approccio molto tecnico, ci consideriamo musicisti e
soprattutto studiosi del nostro genere. Sicuramente non degli esaltati per
cui non ci caliamo così personalmente negli argomenti che trattiamo...
Analizzando i testi si può notare innanzitutto la scissione tra fabula e
intreccio. Mentre il fenomeno astronomico dell'eclisse ha una sua
evoluzione cronologica lineare il percorso della vita è ciclico, senza
inizio e fine. Gli interventi sul testo sono stati volutamente disposti con
scarti logici; si alternano visioni oniriche con immagini più reali e
d'impatto. L'effetto di smarrimento dell'io protagonista che si cala nella
propria essenza deve essere riscontrabile in questa disposizione dei testi,
per chi si inoltra nella lettura deve rimanere sempre un senso di apparente
illogicità.
Nel libretto avete scelto di inserire i testi in italiano a fianco della
versione in
inglese (ossia quella cantata), messi come uno specchio proprio a
sottolineare la doppia
visione di essi. Vorrei chiedervi una curiosità: qual è la versione
originale dei testi?
Quella inglese, e poi sono stati tradotti in italiano (perlomeno a me
sembra così),
oppure il contrario?
La versione originale è in inglese, per due motivi. Innanzitutto per
un'esigenza metrica e poi per una questione di sonorità lessicale:
ascoltando più volte la base ci siamo concentrati sulle parole che ci
suggeriva la musica stessa; il lavoro più lungo è stato poi sincronizzare
concetti e parole. La traduzione in italiano è un'idea sopraggiunta in un
secondo momento; ci è sembrato giusto consentire ai principali fruitori di
questo demo (distribuito soprattutto in Italia) di avere subito un quadro
preciso dei contenuti.
Chi ha curato la grafica del demo? Anche voi avete avuto casini con la
tipografia,
come succede al 90% dei gruppi?
Come già detto prima riguardo ai testi, tutto il gruppo ha ideato, deciso e
realizzato poco per volta lo stile della grafica da adottare per "Theatre
Of Eclipse", dal momento che l'impatto visivo è da noi tutti considerato
determinante nel rapporto con l'ascoltatore.
Per quanto riguarda la ditta che si è occupata di stampare CD e
booklet (May Day di Moncalieri, provincia di Torino) ti dirò che non
abbiamo avuto nessun tipo di problema, e anzi sono stati molto attenti alle
nostre numerose esigenze nonché rapidi nel servizio.
Nella recensione ho scritto che al primo ascolto il vostro demo non mi ha
mai colto di
sorpresa, forse perché ormai sto diventando vecchio e frigido (musicalmente
parlando eh,
non fraintendiamo!!!). Se volete ribattere qualcosa in pubblico questa è
l'occasione
buona!
Innanzitutto devo rilevare che la tua impressione è un po' una voce fuori
dal coro perché invece dalle numerose recensioni ricevute è emerso
chiaramente questo "fattore sorpresa" della nostra musica. Che poi in
realtà non si tratta proprio del nostro punto di forza, infatti anche se la
maggior parte delle scelte compositive si orienta verso il prog o comunque
verso soluzioni mai scontate la nostra ricerca è basata sul tipo di
atmosfera e sul rapporto tra melodie e ritmiche racchiusi in ogni passaggio
delle nostre composizioni. Niente è mai fine a se stesso, tutto invece è
funzionale rispetto al quadro d'insieme.
Nella vostra biografia avete scritto di aver partecipato al concorso
Emergenza
European Contest. Com'è andata questa esperienza?
Molto bene direi! Abbiamo superato i turni di eliminazione sempre al primo
posto, ci siamo segnalati nell'ambito della manifestazione in quanto unico
gruppo metal in grado di reggere la competizione fino alla finale, serata
in cui abbiamo ricevuto il premio giuria (l'ultimo ampli digitale per
chitarra della Crate) per la miglior esibizione sul palco. Se poi si conta
l'esperienza maturata su un palco importante come quello dell'Hiroshima Mon
Amour, il materiale video che sfrutteremo nel documentario destinato alle
etichette e il numero di CD venduti alle serate si capisce che il bilancio
è decisamente favorevole.
Com'è la scena metal a Torino e dintorni? Ci sono gruppi meritevoli che
ci volete
segnalare?
Fortunatamente la scena torinese si sta aprendo a formazioni molto
agguerrite e competenti, dalle più navigate alle più giovani: Adversam,
Tipheret, Homicide Hagridden, Mind Snare, BrainDamage ma anche My People's
Suicide, Dying Awkward Angel, Disarmonia Mundi, Pro-Creation e tanti altri
ancora...
Ed a livello nazionale cosa pensate della scena underground? Avete già
tirato su dei
buoni contatti, anche se vi siete formati solo da un anno? Anche qui, avete
gruppi da
consigliarci?
Dopo esserci totalmente concentrati sul CD e sui primi live abbiamo alzato
la testa e ci siamo resi conto che era necessario farci conoscere
innanzitutto dai "colleghi" italiani. Proprio per questo motivo abbiamo
iniziato a contattare i gruppi che conoscevamo (molti provenienti dalla
gloriosa Italian Metal Alliance, di cui anche noi facciamo parte)
proponendo uno scambio di CD. Alcuni hanno già risposto con entusiasmo;
abbiamo iniziato con gli Aisling, band che personalmente stimo moltissimo
(e con cui spero di suonare al più presto) poi abbiamo contattato band più
conosciute come Dark Lunacy ed Infernal Poetry, ora sto sentendo gli
Agabus, gli Abiura e gli Ingraved, tutte formazioni più che valide. Con
altri poi c'è un’amicizia già consolidata, In-Sight e Tanist su tutti.
Vi piace la fantascienza? Quali sono i vostri libri, film e telefilm
preferiti
sull'argomento?
A dire il vero non è un argomento di cui si parla spesso, però anche qui
abbiamo alcuni riferimenti stilistici legati all'arte grafica; ci piace
molto il tocco di Giger, il genio che ha concepito le forme e il design di
Alien (saga cinematografica di cui sono cultore).
Cosa ne pensate di internet? Questo mezzo vi sta aiutando nella
promozione del gruppo?
Sì, è fondamentale, determinante! Anzi mi domando come facessero le band
emergenti dell'era pre-internet a promuovere la propria musica in ambienti
lontani e diversi dalla propria città o anche solo dal proprio quartiere.
Trovo che la Rete sia la dimensione ideale per una band, infatti oltre
all'aspetto comunicativo e organizzativo tra "addetti ai lavori" è stupendo
poter sfruttare la creatività del gruppo per realizzare una "casa virtuale"
in cui ospitare fans ed eventuali ascoltatori della propria musica.
Ok, siamo alla fine... a voi il compito di eclissarvi come meglio credete!
Ovviamente grazie per lo spazio concessoci, se il nome dei Decadence sta
iniziando a girare all'interno della scena è anche grazie al lavoro di
zines come Shapeless. Vi auguro di poter continuare questo buon lavoro
che state facendo per il metal italiano, è molto importante. Da parte
nostra un ringraziamento è d’obbligo anche per tutti quelli che ci
apprezzano e ci seguono; siamo contenti dei risultati ottenuti e lo
dobbiamo anche a loro. Per finire invito tutti sul nostro sito
http://www.obscuremetal.com/
per
approfondire la conoscenza dei Decadence e del nostro obscure metal!
Mail: decadence@obscuremetal.com
Sito internet: http://www.obscuremetal.com/