Death Heaven
(Hellvis - Maggio 2005)


"Techno Decomposition World", il demo d'esordio di questi Death Heaven, è un lavoro ricco di spunti d'interesse. E' sicuramente il parto di una band che ha talento da vendere. Conosciamoli meglio con questa intervista!



Il vostro demo "Techno Decomposition World" sta ottenendo ottimi riscontri da parte della critica musicale, tanto da essere stato votato top-demo del mese in una nota webzine. Inoltre, il pubblico ha dimostrato il suo apprezzamento tanto da esaurirne la prima stampa nel giro di una settimana. Penso che possiate essere soddisfatti del vostro lavoro, vero?
Grazie dei complimenti! Sì, effettivamente siamo soddisfatti di come è venuto "Techno Decomposition World". E' il frutto di due anni di lavoro e ne andiamo orgogliosi, per quanto non si tratti di un demo perfetto. Non ci saremmo mai aspettati un suono così potente, visto che abbiamo registrato tutto in casa: Andrea ha fatto proprio un gran lavoro e buona parte del merito va a lui. Ovviamente tra quelli che hanno comprato la prima stampa ci sono tanti amici, per cui le copie sono esaurite in fretta. Inoltre lo vendiamo a pochi euro, non puntiamo a guadagnarci economicamente, ci interessa solo far girare il nostro nome. Al di là di questo, le recensioni finora sono state positive e questo per noi è molto importante. Significa che stiamo andando nella direzione giusta. Ora ci siamo posti nuovi obiettivi e cercheremo di lavorare allo stesso modo, con lo stesso impegno

"Techno Decomposition World" vi candida come una delle più interessanti realtà del death metal tricolore. Ascoltando con attenzione le varie tracce, si capisce che la vostra duttilità espressiva, così come la creatività compositiva, nascono da un solido background di ascolti dei più svariati generi metal. Scommetto che ogni membro della band ha diversi gusti musicali. Se così fosse, quali sono? Inoltre, quali sono le vostre principali fonti di ispirazione?
E' proprio così, ciascuno di noi ascolta gruppi e generi differenti, anche se la musica estrema ci accomuna. Baital preferisce il black metal, a me piacciono principalmente il black (indistintamente old style e avantgarde) e il brutal, ma non disdegno neppure il thrash, l'industrial, il crust/grind, l'EBM etc. Matteo predilige il death, tipo Suffocation, Morbid Angel e Behemoth, ma gli interessa pure roba tipo AC/DC, Steve Vai e musica strumentale. Andrea, infine, va matto per il death tecnico (Nile, Death (RIP), Carcass etc), per il thrash stile Nevermore e per il death svedese. A nessuno piace il power, comunque.
Dalle canzoni presenti su "Techno Decomposition World" traspaiono altre influenze, come ad esempio gli Slayer: in effetti, quando questi pezzi sono stati composti, erano una grossa fonte di ispirazione. Come hai scritto nella recensione, anche i Death (RIP) hanno rappresentato, e rappresentano tuttora, un punto di riferimento importante per noi.

La discreta complessità dei vostri brani mi suggerisce dei tempi di composizione piuttosto lunghi. E' vero questo o no? Avete inoltre delle composizioni già pronte, in vista di un nuovo demo o dell'album di debutto?
Dipende da quanti riff abbiamo pronti. In genere, comunque, le nostre canzoni non nascono nel giro di pochi giorni e non abbiamo mai cercato di forzare i tempi. Quelle di "Techno Decomposition World" risalgono a più di un anno fa. Il missaggio finale del demo, infatti, ci ha portato via molto tempo e questo è uno dei motivi per cui è uscito con grande ritardo.
Al momento abbiamo pronte due canzoni complete, ovvero "Sacrifical Ritual Of Ugarit's Dead" e "The Plague", che abbiamo già suonato dal vivo e sono piaciute molto. Una terza, che probabilmente si intitolerà "New Virus Baptism", non ha ancora un testo completo, e stiamo lavorando su una nuova, che sta venendo una vera e propria mazzata nei coglioni! Non so dirti, però, quando le potrai sentire su CD. E' presto per parlare di una nuova release, dipende da come andranno le cose in futuro.

C'è un compositore principale od ognuno di voi contribuisce alla stesura di un brano? Il vostro modo di comporre è principalmente istintivo, ovvero aspettate l'ispirazione giusta prima di proporre un riff, oppure è più meditato e studiato a tavolino?
Ciascun pezzo nasce principalmente dai riff di Matteo ed Andrea. Quando ne hanno un po', iniziano a pensare a come assemblarli, poi ci troviamo in stanza per decidere assieme lo scheletro della canzone e quale ritmica si adatta meglio. E' un processo che può richiedere del tempo, a seconda delle circostanze. Ovviamente i riff nascono dall'estro del momento, mentre la struttura della canzone è frutto di un'azione mediata. Si prova e si sceglie la successione di riff che ci entusiasma maggiormente. Questo è il modo di comporre che preferiamo, perché ci consente di dare alla canzone l'impronta che vogliamo, senza perdere immediatezza e spontaneità.
Alcune canzoni sono nate piuttosto in fretta, altre no. Pensa che per "The Cannibal Of Milwaukee" e "Sunday Of War", tra riff veri e propri, varianti ed arpeggi, ne avevamo a disposizione più di cento! Questo spiega come mai sono venute così lunghe, anche dopo una bella selezione. I testi vengono aggiunti alla fine.
Quelle nuove stanno nascendo allo stesso modo, ma forse ci stiamo impiegando più tempo. Negli ultimi dodici mesi non ne abbiamo ancora completate quattro. Questo perché la loro struttura è più complessa, ci sono passaggi intricati e meno convenzionali rispetto a quanto fatto in precedenza. In ognuna sperimentiamo qualcosa di nuovo. Non a caso, non si può dire che le canzoni dei Death Heaven si assomigliano, o sbaglio? Tutte sono dirette ed immediate, ma non si confondono tra loro.

"Techno Decomposition World" è un titolo che sembra presagire suggestioni cyberpunk. Eppure, dando un'occhiata alle canzoni, si deduce che le tematiche dei Death Heaven siano piuttosto varie. Quali sono gli argomenti che vi affascinano di più, e che vi ispirano nella scrittura dei testi?
Alcuni testi sono stati scritti quando la band era nata da poco, per cui dovevamo ancora trovare una nostra identità. Ciascuno aveva degli argomenti che preferiva affrontare. Per di più, tre di noi hanno partecipato alla stesura dei testi, per cui è naturale che le tematiche trattate fossero diverse.
Al momento mi interessa criticare vari aspetti della società moderna, a volte scrivendo versi molto espliciti ed offensivi, altre rimanendo introspettivo e mantenendo un tono sarcastico. Ovviamente questo non ha nulla a che fare con la politica e così sarà anche in futuro.

Una domanda provocatoria: qual è il maggior pregio (musicale) dei Death Heaven? E, per contro, quale indichereste come il vostro peggior difetto?
Personalmente mi piace pensare che le nostre canzoni siano tutte diverse tra loro, ciascuna mantiene una propria autonomia, eppure messe assieme non stonano. Poi adoro il tiro che sprigionano certi riff: si stampano nella testa subito e non stancano mai. Altra cosa che ci contraddistingue è la qualità degli assoli: non sono mai messi a casaccio, giusto per riempire un buco. Per contro, ritengo che alcune nostre canzoni siano troppo lunghe e prolisse. C'è qualche riff superfluo qua e là che toglierei, col senno di poi. "Sunday Of War" non annoia, anche se supera i dieci minuti, ma con "The Cannibal Of Milwaukee" non siamo riusciti a fare lo stesso. Non a caso, dal vivo suoniamo solo il primo minuto e mezzo, hehe.

Dalle note biografiche in mio possesso, mi sembra che non abbiate tenuto moltissimi concerti. E' vero questo? Avete mai pensato di dedicarvi ad un lungo periodo di concerti, così da promuovere la vostra musica nel modo migliore? Inoltre, cosa provate quando siete sul palco?
Non abbiamo suonato moltissimo dal vivo per la difficoltà di organizzare concerti. Si finirebbe per andare sempre negli stessi locali, davanti alla solita gente. In più succede sempre qualcosa al nostro batterista quando suoniamo in giro: gli scassinano la macchina e gli fregano i vestiti, gli viene un attacco di appendicite... (FANCULO BRN...).
In futuro proveremo ad organizzare delle date in qualche posto più lontano. Ci piacerebbe suonare più spesso dal vivo, questo è certo. Non ricordo un concerto senza sbavature, ma comunque il pubblico ha dimostrato di apprezzarci. Stiamo a nostro agio sul palco e i nostri show sono abbastanza energici, dal mio punto di vista. Inoltre c'è sempre qualche nostro amico lì davanti, specialmente Mario, che fa tanto casino e che vogliamo salutare.

Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Si prospettano dei cambi stilistici?
Come per i pezzi di "Techno Decomposition World", anche le nuove composizioni sono aggressive e dirette, pur mantenendo una vena melodica evidente. Tecnicamente sono molto più complesse, sia guardando alla loro struttura, sia concentrandoci sui singoli riff. Mediamente sono un po' più brevi, anche se comunque ce ne sono che raggiungono i sette minuti. Le accelerazioni grind sono frequenti, ma ci sono anche tante ritmiche particolari e dinamiche. Abbiamo inserito pure qualche passaggio "atmosferico" molto intenso, ma è difficile da descrivere a parole, dovresti sentirlo. Comunque non parlerei di cambio di stile, siamo sempre noi, solo più maturi. Non copiamo quello che abbiamo fatto, ma non stravolgiamo neppure il nostro stile.

I musicisti dei Death Heaven suonano solo in questa band o suonano anche in altri gruppi?
Quasi tutti proveniamo da altri gruppi minori o cover band, ma li abbiamo abbandonati quando ci siamo incontrati ed abbiamo formato i Death Heaven. Al momento solo Baital è impegnato nei Via Dolorosa. Il nostro sound è sufficientemente versatile da appagarci come musicisti, per ora.

Bene, questa breve intervista è finita. A voi concluderla nel modo migliore.
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Mail: baital@deathheaven.org
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