Dark Quarterer
(Linho - Dicembre 2004)


I Dark Quarterer sono un gruppo storico per quanto riguarda l'heavy metal italiano. Sicuramente non sono (stati) il gruppo di punta, quello che ha aperto le porte a tante realtà locali, e altrettanto sicuramente non si può, parlando di loro, far riferimento a dati di vendita strabilianti. I Dark Quarterer sono la perfetta materializzazione del concetto "gruppo di culto". Hanno inciso il primo album nel 1987, quando singolarmente avevano già superato da un pezzo la trentina... età alla quale molti appendono lo strumento al chiodo per dedicarsi ad attività "più consone". Ad oggi si contano 4 album prodotti, con un quinto in preparazione e l'entusiasmo di un tempo.
Ma non voglio disquisire oltre... vi lascio alle parole che ho scambiato con il grandissimo Gianni Nepi, bassista e straordinario cantante della mia heavy metal band italiana preferita di sempre.



Partiamo dagli inizi... sono oltre 30 anni che suonate insieme, almeno te e Paolo...
Non vorrai mica asserire che siamo "vecchi"???

Diciamo che non siete propriamente di primo pelo!!!
Ebbene sì: con Paolo collaboriamo e suoniamo insieme dal 1972. Ricordo ancora la prima volta che abbiamo suonato in pubblico, era il 1974 nel teatro Metropolitan di Piombino. La manifestazione si chiamava Cantascuola e vi partecipavano tutti gli studenti delle scuole medie superiori... bei tempi!

Negli anni '70 o primi anni '80 quindi non sentivate l'esigenza di registrare qualcosa?
E chi sapeva dell'esistenza di studi di registrazione!!?? Specie negli anni settanta c'erano ancora i mangiadischi... altri tempi... credimi!

Ci credo, ci credo... Oggi è onestamente molto più facile. Con pochi euro si può avere tra le mani un CD-R registrato quantomeno decentemente...
Addirittura fatto in casa con un buon computer... poi comunque ci sono i problemi della pubblicità e della distribuzione, e quelli anche oggi pongono degli ostacoli non indifferenti al buon esito di una produzione.

Il vostro primo album, omonimo, è del 1987. Un capolavoro assoluto, almeno a mio parere... Epic metal ma con una forte vena anni '70... in "Colossus Of Argil" ad esempio ci sento gli High Tide...
Negli anni ottanta arrivarono anche in provincia le voci di una possibilità di realizzare "dischi", vinile intendo, ma per registrare in modo decente si doveva andare a Milano o a Roma... Scegliemmo Milano perché avevamo dei conoscenti che potevano ospitarci per dei giorni ed evitarci così le spese di albergo. Per quanto riguarda il nostro primo album, ricordo Paolo che piangeva sentendomi cantare in studio "Dark Quarterer"... era seduto in silenzio di fronte a me mentre registravo e piangeva come un bambino. L'album è assolutamente "emotivo". Lo abbiamo registrato con tutta la nostra passione, e quindi il materiale ne trasuda in ogni traccia. E' indubbia l'influenza settantiana. Da lì provengono le nostre radici musicali ed è praticamente impossibile reciderle completamente.

"The Etruscan Prophecy", di due anni più tardi, è invece il vostro album più famoso. Qui onestamente non mi trovo d'accordo con la maggioranza dei giudizi che ho letto e sentito. Nel complesso è un album valido, alcuni pezzi sono proprio belli... ma a mio avviso a tratti l'ispirazione latita. Non a caso alcune strutture e alcuni momenti sembrano ripresi dal disco precedente, penso ad alcuni passaggi della già citata "Colossus Of Argil". E per dirla tutta in certi frangenti sembra che la tua voce sia tutt'altro che a proprio agio... insomma, quasi non ci arrivi... o sbaglio?!?!
Non sbagli affatto! Fummo costretti a registrare in quel periodo perché il produttore Giorgio Mangora aveva prenotato lo studio a Castelfranco Emilia. Io avevo un forte mal di gola. Feci di tutto per migliorare le mie condizioni con pasticche e sciroppi, ma non riuscii a riprendere totalmente la mia "reale" vocalità... sfortuna, tanto per cambiare!!! Comunque ce ne siamo accorti in pochi... sssttt... acqua in bocca... Fulberto era già in principio di rottura col gruppo e non fu una bella settimana da ricordare. Piena di momenti di tensione negativa e l'album ne ha risentito.

Comunque l'album mi piace abbastanza (vedi recensione), ma non credo rappresenti assolutamente il vostro vertice, ecco. Ma torniamo a noi. Ad un certo punto Fulberto, l'amico di sempre, se ne va... Hai voglia di parlarcene? E' stata dura trovare un degno sostituto?
Dura da morire, perché con Fulberto abbiamo iniziato questa avventura, condiviso tutto a livello musicale per 15 anni... poi, senza una ragione chiara, è iniziato il suo allontanamento, lento, progressivo e inesorabile. Per 2 anni io e Paolo abbiamo tentato in tutti i modi di riportarlo sulla nostra lunghezza d'onda, ma non c'è stato niente da fare. Ora la cosa non ci tocca più di tanto, è come se fosse "offuscata" dal tempo, ma all'inizio eravamo davvero tormentati. Io specialmente ho vissuto un brutto periodo che mi ha obbligato a fare uso di farmaci antidepressivi per curare la mia psiche.
Trovare Sandrino (così lo chiamiamo noi) è stato quasi una combinazione di situazioni contingenti. Facemmo una session insieme per un'altra ragione, e dopo aver verificato l'intesa di buona qualità, decidemmo io e Paolo di proporgli l'entrata nei Dark Quarterer. All'inizio Sandro era titubante, perché in un trio non bisogna fare solo il "solista", cosa che Sandro sapeva ben fare, ma anche le ritmiche... insomma il lavoro di adattamento per Sandro sarebbe stato duro. Alla fine Sandro ha accettato, si è messo a lavorare sodo ed il risultato è arrivato (si riferisce a Sandro Tersetti, chitarrista che suonerà su "War Tears" - nd Linho).

Il terzo album si intitola "War Tears", altro capolavoro del metal italiano... La vena blueseggiante di Sandro Tersetti si univa magicamente a strutture più metal ed epiche. Anche se a dire il vero in alcuni punti le sonorità sono decisamente hard rock...
"War Tears" è decisamente diverso dai precedenti lavori di completa natura "Sereniana". Certo, gli arrangiamenti coinvolgevano tutti noi e quindi il risultato finale era di tutti, ma Fulberto portava le idee musicali e spesso anche il soggetto del testo a cui io dovevo fare riferimento nella stesura... In "War Tears" tutto si è stravolto. Le composizioni sono state quasi tutte mie, solo "In The Beginning" e "Out Of Line" sono di Paolo. Le tematiche sono cambiate, gli arrangiamenti pure e poi la registrazione in terra di Germania ha completato il tutto.

"Lady Scolopendra" però porta la firma anche di Serena, infatti è il brano che ricorda maggiormente le precedenti composizioni...
"Lady Scolopendra" è uno dei primi brani che non fu inserito in "Dark Quarterer" perché ritenuto troppo "fuori tema" nel testo e troppo commerciale. Quella prima versione è stata inclusa nella ristampa in vinile fatta in Grecia dalla Eat Metal Records in questo anno.

A proposito di "Lady Scolopendra", è vero che ne esiste anche una versione in italiano?
Certamente! E non sono di "Lady Scolopendra", ma anche di "Darkness", "A Prayer For Mother Teresa Of Calcutta" e "War Tears". Con ottime registrazioni aggiungerei.

I testi di questo disco sono molto particolari... addirittura uno, come dici sopra, è dedicato a Madre Teresa di Calcutta...
L'idea di dedicare un brano a Madre Teresa di Calcutta era legata al fatto di dover concludere l'album in modo positivo e propositivo. Cercavamo un personaggio della nostra storia recente che avesse dedicato la sua vita alla vita degli altri. Avevamo pensato a Sabin (inventore della penicillina) ma la nostra scelta finale ricadde su Madre Teresa, che allora era ancora in vita e promulgava il suo insegnamento in tutto il mondo (nei concerti di quel periodo al momento di annunciare "A Prayer For Mother Teresa Of Calcutta" veniva fatto un acceno a chi faceva o aveva fatto del "bene" nel mondo, e Sabin veniva citato sempre - nd Linho).

Anche Sandro però se ne va... ma arriva un ragazzo giovanissimo (almeno paragonato a voi!), sicuramente il chitarrista più tecnico di sempre nella storia dei Dark Quarterer. Dal vivo come stile mi ricorda Steve Morse...
Sandro lascia il gruppo per motivi familiari e di lavoro. La nostra attività di musica dal vivo stava crescendo e lui non poteva sostenere i nostri ritmi. La moglie in pratica gli dette l'aut aut. Sandro scelse giustamente la famiglia e il lavoro che gli davano una sicurezza che i Dark Quarterer non avrebbero potuto assicurargli! Io e Paolo ci siamo licenziati dai nostri rispettivi lavori, pur avendo mogli e figli a carico, e abbiamo tentato la "carriera" di musicista. Ci è andata bene, abbiamo rischiato e ora possiamo dire che ne è valsa la pena... ma all'inizio posso garantirti che il rischio è stato ENORME.

Beh, oggi vivi di musica, oltre ad insegnare canto ti esibisci anche on un gruppo funky/soul, vero? E Paolo se non erro suona musica etnica...
Io, Paolo, Francesco Sozzi e Francesco Longhi abbiamo in comune anche la cover band nazionale di Carlos Santana, si chiama Jingo Band e lavora molto nei locali toscani e anche all'estero (Svizzera, Tunisia). Io canto in un gruppo funky/soul che si chiama Earth Water & Wine. Paolo e i due "Franceschi" suonano in un gruppo che spazia un po' in tutte le direzioni musicali, i Soul Track.

Tornando a Francesco Sozzi...
Poi, dicevo, abbiamo conosciuto Francesco, figlio del batterista Gino Sozzi. Un talento naturale che si è diplomato all'Accademia Lizard con il massimo dei voti e la lode!!! (tecnicamente fa veramente paura, ma la cosa sorprendente è che suona con una naturalezza sconvolgente! - nd Linho) Franceschino, detto anche "Acciughino" perché il padre era soprannominato "Acciuga" per essere magrissimo, ha accettato immediatamente il ruolo di chitarrista nei Dark Quarterer e così abbiamo ripreso il discorso interrotto e che fortunatamente sta ancora proseguendo con la preparazione del quinto album.

"Violence" è a mio avviso un bel disco, anche se lo considero un album di transizione...
E' sperimentale. Secondo me è un album "viscerale", tecnico ma molto istintivo... insomma la strada da percorrere, aggiustando il tiro ma senza spostare troppo la mira.

Il master se non erro risaliva a qualche tempo prima... Eravate in trattativa con un altra etichetta che poi si è tirata indietro...
1 anno prima. E' stato inspiegabilmente "palleggiato" per tutto questo tempo tra promesse e speranze da un'etichetta "Underground" italiana (chi ha orecchie... - nd Linho).

Riesci ancora ad emozionarti quando finisci, insieme agli altri, la composizione di un pezzo o quando suoni dal vivo?
Certamente! Se venisse meno l'emozione smetterei di suonare. Le emozioni maggiori però sono nella fase di arrangiamento, quando spuntano le idee, le soluzioni accattivanti, quelle che ti fanno dire: "questa è quella giusta!" (perfettamente d'accordo con te! - nd Linho).

Compri ancora dischi/CD? E soprattutto... li ascolti? Consigliami 5 dischi del passato e 5 recenti (ma anche di più...).
Sì, qualcosa compro ancora ma non esclusivamente "metal". Di tutto e di tutto mi piace, quando è musica "Vera" si riconosce subito indipendentemente dal genere.
Dal passato ti suggerisco:
Uriah Heep - "Very Heavy Very Umble"
King Crimson - "In The Wake Of Poseidon"
Colosseum - "Daugther Of Time"
Genesis - "Foxtrot"
Led Zeppelin - "II"
Del presente tutta la produzione di Yannis (compositore di origina greca, arrangiatore eccelso), tutta la produzione di colonne sonore di John Williams. Non credo che al momento possa esserci qualcosa di comparabile... e sono sicuramente più di 5 dischi!!!

Un'ultima domanda. Ti dà fastidio un po' non aver "sfondato"? Non dico raggiungere il successo milionario, ma almeno avere un seguito un po' più ampio del vostro... quel seguito spesso raggiunto da band che non hanno un grammo del vostro talento. Insomma, perché non avete mai rivendicato il ruolo di capostipiti di un certo tipo di metal, magari sparando frasi altisonanti o cimentandovi in pose da duri con spadoni in bella vista?
Non siamo e non saremo mai venditori di fumo. Non scederemo mai a compromessi musicali per motivi di denaro. Amiamo esprimere quello che sentiamo dentro e questa visceralità e coerenza stilistica difficilmente coincidono con il "successo". Certo che c'è amarezza e tristezza per quest'ambiente musicale che noi abbiamo visto nascere, con degli intenti di netta "separazione da" e "contrapposizione a" tutto quello che era "business" e che invece, ahimè, senza che le nuove generazioni se ne rendano conto, è sempre meno vero e sempre più contaminato dal commerciale (Evanescence, tanto per citarti un esempio). Rimpianti sì, ma soltanto per non aver suonato troppo in concerti dal vivo... non certamente per le scelte fatte a livello musicale.

Ti ringrazio, Gianni. E' stato un piacere!
Anche per me. Grazie a te Linho, e un abbraccio da tutta la band.

Sito internet: http://www.darkquarterer.com/