Burgul Torkhaïn
(Hellvis - Ottobre 2003)


Con il loro stile parimenti tecnico e melodico, i Burgul Torkhaïn si ritagliano uno spazio tutto loro nel panorama death transalpino. La ricerca di espedienti sorprendenti e la creazione di intriganti atmosfere arabeggianti stanno alla base della loro poetica musicale. "The Adventures Of Burgul Torkhaïn" è un piccolo gioiellino che dimostra come il death melodico non debba pagare per forza tributo ai maestri scandinavi. La musica che contiene può appagare sia gli amanti del death più aggressivo sia coloro che apprezzano brani strumentalmente complessi.
Kristofer, il mastermind dei Burgul Torkhaïn, ha cortesemente risposto a questa intervista condotta via e-mail. Siete pronti a saperne di più sulla band francese? Buona lettura, allora!



Perché hai deciso di dar vita a un progetto quale i Burgul Torkhaïn? Avevi idee musicali che non potevi esprimere nelle tue band principali?
Esattamente. All'epoca, suonavo negli Yyrkoon. Ero pienamente soddisfatto di ciò che facevamo assieme ma alcune mie idee non ottenevano l'unanimità pertanto le mettevo da parte. Alla distanza, ho finito per avere tante di quelle idee da parte che, di fatto, avrei quasi potuto farne un album. Perciò mi sono detto: perché no? Nel momento in cui ho lasciato gli Yyrkoon questa idea ha preso sempre più corpo, tanto più che loro non potevano più utilizzare i pezzi che avevo composto per il gruppo, pezzi a cui tenevo ("Under The Green Moon" e "Amothep"). Quando mi sono unito ai Dementia, il progetto era già avviato...
In più l'idea di formare un gruppo come i Burgul Torkhaïn risaliva già a qualche anno prima. All'epoca non avevo ancora né i mezzi materiali, né l'abilità, né l'esperienza. Ci sono idee come questa che talvolta è meglio lasciar maturare prima di concretizzarle.

Nella copia promozionale del vostro CD e nel sito web non ho trovato i testi. Pertanto non sono riuscito a capire completamente la storia che vuoi raccontare con "The Adventures Of Burgul Torkhaïn". Puoi spiegare questa storia a me e ai lettori?
Si svolge come una recita picaresca in un universo di "fantasyscienza" (un misto tra fantascienza e fantasy eroica). Il personaggio principale, Burgul Torkhaïn, decide un giorno di lasciar tutto per partire all'avventura verso un continente dove la tecnologia è bandita. Ma le disavventure cominciano sin dal momento della sua partenza e ci metterà un bel po' di tempo prima di arrivare a destinazione.
Ci sono sempre dei paralleli tra ciò che scrivo e quello che sto vivendo nel momento in cui lo sto scrivendo. Nell'album "The Adventures Of Burgul Torkhaïn", Burgul capisce che ci sono dei momenti nei quali bisogna fare delle scelte e, ugualmente, dei momenti in cui bisogna farsi prendere per mano e seguire le scelte altrui. Questa è anche una delle ragioni che mi hanno spinto a realizzare quest'album. In Francia vi è un po' troppo la tendenza ad aspettarsi che la pappa venga servita cotta nel piatto. E questo, naturalmente, capita raramente. Se non ti svegli, se le cose non te le vai a cercare, raramente queste vengono da te di loro spontanea volontà. Ecco perché vedi un mucchio di buone band che si sciolgono. E' veramente un peccato.

Ora che hai suonato dei concerti pieni di soddisfazioni con i Burgul Torkhaïn, continui a considerarli un side-project? O pensi che diventerà la tua band principale, in futuro?
Di fatto, da quando ho registrato "The Adventures Of Burgul Torkhaïn", Burgul è diventato il mio progetto principale. Suonavo ancora con i Dementia ma il cuore era da un'altra parte. Li ho abbandonati qualche mese dopo. Di seguito sono ritornato nei Tridus Elasticus ma le cose erano ben chiare: Burgul Torkhaïn era il mio progetto principale, nel senso che è un gruppo nel quale mi sono investito ed al quale ho donato così tanto di me stesso che Burgul è diventato una sorta di mia estensione. Detto questo, con i Tridus do tutto me stesso, proprio come in tutti i gruppi nei quali ho suonato e, infine, non mi sono mai domandato qual era un side-project e quale no. Sono un membro effettivo di ciascuna band.
Rapportandosi agli altri membri attuali dei Burgul, è evidente che per essi Burgul Torkhaïn è ancora un side-project: sono membri dei loro gruppi rispettivi, DSK, Decline Of Humanity, Tridus Elasticus da molto tempo e sono impegnati parecchio da questi diversi progetti. In più, "Bestiary", il prossimo album è un lavoro che ho ancora composto integralmente. Ma questo non gli impedisce di essere completamente coinvolti e estremamente motivati nei Burgul Torkhaïn e di sentirsi membri effettivi del gruppo. Non sono affatto dei session man. Burgul Torkhaïn è un gruppo vero.
Prevediamo di comporre il terzo album insieme, così da rafforzare maggiormente i legami.

Ho letto nella vostra biografia, e tu me l'hai appena confermato, che pubblicherete un nuovo album intitolato "Bestiary" agli inizi del 2004. Come procede la composizione? O l'album è già pronto?
"Bestiary" è già composto interamente dall'ottobre del 2002. Mi ha preso un sacco di tempo riunire l'attuale line-up, far girare il primo album per preparare la scena e, ora, preparare il secondo album. Registreremo "Bestiary" a partire dal febbraio 2004 e la sua uscita è prevista per la fine di settembre o inizio ottobre.

Ci puoi anticipare qualcosa sul soggetto di "Bestiary"? Ci sarano differenze musicali rispetto a "The Adventures Of Burgul Torkhaïn"?
E' un po' presto per pronunciarsi definitivamente. "Bestiary" sarà certamente più cupo e diretto che "The Adventures Of Burgul Torkhaïn". Non ci teniamo proprio a fare di "Bestiary" un secondo "The Adventures Of Burgul Torkhaïn". Il nostro scopo è di far sì che ogni album, ogni pezzo, sia una sorpresa.
A livello di concept, riprenderemo la storia a partire da "The Prophecy" (l'ottava traccia del primo album). Tratterà dei diversi incontri che Burgul farà a partire da quel momento. D'altronde, io parlo ancora di quest'album chiamandolo sempre "Bestiary", ma il suo nome definitivo sarà "Bestiary: 3 Years Of Encounters". Per la cronaca, sto lavorando attualmente su un progetto solista chiamato Ke-Ptalas, che tratterà delle avventure di questo personaggio a partire ugualmente da "The Prophecy". (No! Non intendo fare una sorta di "The Adventures Of Ke-Ptalas!!!)

Ti trovi a tuo agio con la nuova line up dei Burgul Torkhaïn? Perché la vecchia formazione si è sciolta?
Totalmente! Tra di noi c'è un ottimo feeling e ciascun musicista ci mette il suo tocco, il propio feeling, naturalmente rispettando lo spirito delle composizioni. E queste sono le due cose più importanti per me.
Riguardo alla prima line-up non saprei proprio dire se si può parlare veramente di scioglimento: "The Adventures Of Burgul Torkhaïn" non doveva essere che un album in studio, in origine. Si era discusso assieme sulla possibilità di tenere dei concerti ma la distanza che ci separava complicava le cose. Dunque l'avventura si è fermata lì. Ma conservo ottimi ricordi del nostro lavoro assieme e non mi pento di alcuna delle mie scelte.

Leggendo la vostra biografia sembra che tu vada molto fiero del concerto che avete tenuto al Tuska Festival in Finlandia. Cosa ci puoi raccontare di quell'esperienza?
Questo è sicuro. Per un gruppo francese è una cosa assai insperata l'opportunità di suonare in questi paesi, soprattutto con un cartellone di quel genere. Molte persone ci hanno confidato che quasi nessuno in quel paese conosceva gruppi metal francesi. In più i francesi hanno una brutta reputazione in quel posto, una reputazione che sovente è giustificata, purtroppo. Ci vedevano come una curiosità, un po' come se ti annunciassero che domani suonerà un gruppo di grind senegalese. Ma l'accoglienza è stata veramente incredibile, soprattutto considerando che quello non era che il secondo concerto del gruppo...
I tre giorni che abbiamo passato in Finlandia sono stati per noi veramente uno choc culturale. E noi non abbiamo altro che un desiderio ora, cioè di ritonare a suonare il quel paese.

Vi vedremo all'opera in Italia ?
Lo spero! Nell'immediato ci stiamo concentrando sulla registrazione ma si comincia già a discutere su un progetto di tour con DSK e Decline Of Humanity per la prossima estate. Non so affatto se avremo l'occasione di venire in Italia ma, se l'occasione si presenterà, non esiteremo a coglierla al volo!

L'intervista è finita. Dì pure ciò che vuoi ai nostri lettori!
Qualunque sia lo stile di musica che ascoltate, mantenete alto il vostro spirito. La scena metal ha ancora bisogno di essere sostenuta pertanto rimboccatevi le maniche. E, ripeto, spero avremo l'occasione di venirvi a fare una piccola visita uno di questi giorni!

Burgul Torkhaïn
1 / 4 Rue de l'Arbalètre
02860 Nouvion le Vineux
FRANCE
Mail: burgultorkhain@hotmail.com
Sito internet: http://www.burgul.fr.st/