Braindamage
(Linho - Marzo 2007)


Chi ha seguito l'evoluzione del thrash tricolore non può non conoscere, anche solo di nome, i Braindamage. Il quartetto di Torino si è sempre contraddistinto per un approccio quantomeno originale e fuori dai canoni, sia per la musica che per i testi.
Me li ricordo in rampa di lancio nel 1990 e li ritrovo ora, con la stessa grinta e la stessa passione, sempre pronti a graffiare, con il loro thrash abrasivo e dissonante.
Andrea Signorelli è da sempre il portavoce del gruppo, persona schietta e colta, con tante cose da dire e nessuna paura o timore nel farlo. Ascoltiamolo...



Allora Andrea, metti che uno non vi conosca e non abbia voglia di andare sul vostro sito. Che gli si racconta? Chi sono, in breve, i Braindamage?
Diciannove anni di vita ed un oceano di aspettative -soddisfatte e non, ancora in attesa- non sono semplici da raccontare. Posso dire che guardando il mare che ci siamo lasciati alle spalle posso vedere tutta l'allegra follia che ci ha condotti fin dall'inizio a voler raccontare una storia inusuale: quella del Braindamage e del suo percorso nel tempo e nello spazio. Il 29 febbraio del 1988 ci siamo trovati nelle cantine dell'Avogadro (istituto tecnico di Torino - nd Hellvis), dove Gigi, chitarrista e fondatore con me del gruppo, provava assieme a Marco, nostro primo e storico batterista. Da lì in avanti fu tutto così rapido da sembrare incredibile, il primo concerto, la prima demo "Kingdom of Madness" la prima chiamata all'estero, il tour europeo e inglese con i Killing Joke, il primo CD con Steve Albini. I tempi e le persone sono cambiati, la voglia di raccontare no, così dopo tempeste e cieli sereni, quattro cd ed un quinto in preparazioni siamo qua, ancora a crederci: che ci sia una storia importante da raccontare. Oggi Marco e Riccardo non ci sono più ma ci sono un altro Marco e Naike ed i Braindamage sono loro, siamo noi.

Venite da Torino. Quanto pensi che ciò abbia influito? Torino è una città incredibilmente fertile per quanto riguarda i gruppi musicali... ce n'erano (e ce ne sono) una marea!
Torino è la città dell'understatement, dove tutto è stato inventato e tutto è stato sottratto. Le montagne al tramonto ci regalano un quarto d'ora non di notorietà ma di passaggio ad una dimensione sconosciuta ai più. Non ci sono più le industrie ma ci sono e ci saranno sempre, le olimpiadi ci hanno messo sotto gli occhi di tutti, è stato scoperto il gioiellino e tutti i Torinesi non vedono l'ora che il Mondo ci dimentichi, perchè questo posto che fa impazzire chi non vi abita è un posto non per tutti. Chi ci resta non riesce più ad abbandonarlo, chi ci abita fa strani sogni e inizia a suonare. La città delle band, tutte ottime ma tutte protagoniste e in un mondo di protagonisti non resta nessuno spettatore e questa "malattia" -il protagonismo ed il presenzialismo- ridurranno a nulla le immense capacità di tutti coloro che suonano. Io sono un soprammobile di questa città e la canto anche se non si legge che tra le righe.

I Braindamage erano in linea di massima un gruppo thrash. Però si trattava, anche agli inizi, di un thrash sui generis. Il vostro approccio è sempre stato quantomeno personale: difficilmente ascoltando i vostri dischi si sentono rimandi evidenti a questo o quell'altro gruppo. Non sarebbe stato più facile, a volte, pigiare sull'acceleratore e fregarsene della dissonanza particolare o del riff ad effetto?
Gigi è un genio dalle capacità illimitate di migliorarsi e di produrre musica, non potevamo che seguirlo. Che senso avrebbe avuto fare qualcosa per tutti o che piacesse a chiunque. Fare musica tanto per farla non era nelle corde del gruppo e non lo è mai stato, neanche quando il Thrash era in auge. Steve Albini diceva che fare musica per vivere è immorale (inginocchiamoci, please - nd Linho) ed io aggiungo che la musica come qualsiasi forma artistica è solo un mezzo per liberarsi dai dèmoni. Va da sé che a noi piace il volume e la velocità, ma tutto ciò deve essere un mezzo per esprimersi e basta.

Anche per quel che riguarda i testi vi siete sempre contraddistinti dalla massa. Riesci a descriverci quale vuole essere il vostro messaggio, se ce n'è uno? E da cosa traete ispirazione per scrivere i testi?
I testi sono interamente composti da me e narrano una storia, sempre la stessa: la presenza di una persona, genericamente chiamato il Braindamage, strappato dalla sua vita in una precisa data della sua vita circa mille anni fa, prigioniero di una lontana entità e rispedito due volte nel nostro mondo, la prima volta trecento anni fa e la seconda in un punto imprecisato del presente o del futuro più prossimi. La sua missione gli è sempre sconosciuta ed il percorso che farà sarà sempre di ricerca del motivo della sua esistenza, tra esseri soprannaturali, mutamenti nella storia, universi paralleli, divinità noncuranti e codarde, che ci costringono a combattere una strana guerra al loro posto. Il tutto ha un duplice significato, da un lato descrivere il disprezzo per dio e la religione ma dall'altro è un ammonimento per un evento futuro di cui il Braindamage sarà l'inconsapevole chiave. C'è sempre stato un forte impegno politico nelle canzoni ma non considererei i Braindamage una band ideologizzata.

Nel booklet del primo CD "Signal De Rivolta" c'è una frase stampata a caratteri cubitali che occupa una intera pagina - cito testualmente: "to the 20 millions of WWII casualties suffered by USSR, dead because we had the privilege to become free, bored and politically correct"...
Ti confermo quanto detto prima, siamo una band che ha avuto un lungo indulgere a tematiche politiche, oltre ad essere "vittima" della mia passione per lo studio della storia. Credo ancora con forza in quella frase, anche se non ho certo tutta questa passione per le dittature, anzi. Credo però che la retorica democratica sulla Seconda Guerra Mondiale e il revisionismo storico di quel periodo, i primi anni Novanta meritassero un contraltare degno: quando gli alleati sbarcavano in Francia i Russi erano lanciati verso la Germania da un pezzo ed è a loro se dobbiamo, in massima parte, la sconfitta del nazismo.

Ma torniamo ai vostri primi passi... Un paio di demo, una collaborazione importante con Walker dei Killing Joke, in mini-Lp, concerti a giro per l'Europa (anche di supporto ai Killing Joke stessi) e il contatto con Steve Albini, che produrrà poi l'esordio sulla lunga distanza citato prima. Cosa ci puoi dire a proposito? Come siete entrati in contatto con personaggi di tal calibro (che poi non saranno gli unici nel corso della vostra carriera)?
Geordie era diventato, per motivi che non vi sto a raccontare, amico della mia famiglia nel lontano 1983 e da allora ci si era regolarmente frequentati in un modo o nell'altro. Saltò fuori, nell'1989, un suo interesse alla produzione dei Braindamage. Allora i Killing Joke erano sotto contratto con la Noise e lui voleva provare a vedere se ci fosse qualche possibilità di essere messi sotto contratto pure noi. Non se ne fece nulla ma, quando registrammo l'EP "Watching The Bleeding Mouth" i Killing Joke ci chiesero di andare in tour in Europa e Regno Unito con loro. Inutile descrivere l'esperienza perché ancora adesso mi brillano gli occhi al pensarci. Geordie ci mise in contatto con Steve in seguito, era convinto che lui fosse in grado di darci la giusta direzione. Steve accettò e venne a produrci, il resto è storia nota.

Raccontaci qualche chicca sui Killing Joke...
Si tratta probabilmente uno tra i gruppi più sottovalutati, attualmente. Nel senso che tanta gente è stata oggetto di riscoperta, grazie all'interesse recente (nel senso di qualche anno) per sonorità dark/pop/wave. I Killing Joke per certi versi erano spettacolari. I loro dischi sono molto diversi, pensa all'esordio e a "Pandemonium", ad esempio... Ma anche un album spesso definito commerciale come "Night Time" è pieno di buone idee e potrebbe offrire spunti a non finire a gruppi in cerca di ispirazione...

Mi ricordo che il cantante, Jaz, non si cambiò i pantaloni per tutto il tour... Sì, sottovalutati ma anche spreconi, con un'altra attitudine alla gestione delle loro risorse sarebbero miliardari. Senz'altro credo che sia il gruppo che ha maggiormente influenzato tutti i generi alternativi negli ultimi trent'anni.

Nella stagione 1991/1992 partecipaste anche all'Italian Assault insieme a Headcrasher e Broken Glazz: eravate tutti gruppi nell'orbita della Dracma Records di Torino, all'epoca molto attiva (riuscirà anche a produrre 4 volumi della compilation "Nightpieces" contenente solo gruppi italiani). Cosa ricordi di quel tour? Io ricordo che una interrogazione di diritto e un'influenza mi fecero saltare la data all'Auditoruim Flog: un amico mi disse che ci fu scarsa affluenza di pubblico. Ma tu? E dei gruppi citati che mi dici? Con gli Headcrasher avevate anche qualcosa in comune da un punto di vista musicale...
Ricordo avvenne nel novembre del 1991 e che ai partecipanti sembrò che tutto stesse decollando verso la migliore delle stagioni, i Broken erano la band che più facilmente avrebbe potuto avere anche un riscontro commerciale e se non avessero avuto vari cambi di line-up e repentini cambi di stile di vita per alcuni di loro, ebbene, credo che sarebbero diventati una band piuttosto apprezzata. La sera al Flog cadeva pochi giorni dopo un'alluvione e Firenze era semideserta...la sala altrettanto. Eravamo un po' dei pionieri, in Italia non si era mai fatta una cosa simile e noi ne eravamo piuttosto felici. Eravamo giovani, amici e con una voglia matta di divertirci e suonare. Con gli Headcrasher c'erano senz'altro delle similitudini se non altro perché si provava tutti alla Dracma, si andava in giro assieme e si ascoltava la stessa musica, sarebbe stato impossibile fosse diversamente. Ricordo tutti, bene o male con affetto, come una stagione irripetibile dell'esistenza (e questa, in definitiva, è la cosa più bella. Nd Linho).

E veniamo all'esordio vero e proprio. "Signal De Rivolta" esce nei primi mesi del 1993.... Un disco particolare sia per i testi che per le sonorità. Anche la copertina era decisamente atipica...Come entraste in contatto con la GLC Records (che tra l'altro produsse in quel periodo anche "Come Ti Daddy" degli Upset Noise)? E rimaneste soddisfatti del lavoro di Steve Albini?
Della GLC records non voglio parlare perché vi becchereste una denuncia ma posso dire che è stata una delle più grosse fregature della storia dei Braindamage e che Gianluca Conz non è la persona che maggiormente si presti alla fiducia. Anche con gli Upset, che ricordo con grande affetto, non fu dei più corretti. Per quanto riguarda Steve ti posso dire che è un genio che però ha poca voglia di dedicarsi al mixing, e questo ha fatalmente penalizzato il nostro primo lavoro, che ha una batteria fenomenale ma chitarre che poco hanno a che vedere con quello che noi immaginavamo. Detto questo, lavorare con Steve è stata una bellissima esperienza e credo di avere imparato molto da lui, non solo a livello professionale.
La copertina era frutto di un collage tra un quadro della mia fidanzata di allora e alcune immagini della seconda guerra mondiale. Credo che tuttora sia la migliore, ma ritengo siano tutte belle, eccezion fatta per quella di "Collapse", che fu frutto di un compromesso, preciso non ho nulla contro il lavoro fatto ma l'immagine non era nel nostro stile.

Hai accennato a "Collapse", il vostro terzo disco. Nel 1995 faceste uscire il secondo disco "The Turning Point", che se non ricordo male (ho assistito lo scorso anno a un'intervista di Andrea con un ragazzo che conduce un programma radio su una emittente pistoiese nd Linho) non ti piace troppo, oggi... Perché? Cosa c'era che non andava?
"The Turning Point" ha sempre rappresentato per me un periodo difficile della mi esistenza e di quella del gruppo, un periodo durato circa un anno nel quale ho dovuto far fronte a mie difficoltà personali legate all'alcool ed alla certezza che si era scesi, nell'atto compositivo a fin troppi compromessi con coloro i quali avrebbero presto abbandonato la barca, come in breve fu. E' un'opera piena di belle canzoni e bei testi, che però non ha nulla a che vedere con quello che noi amavamo fare, il techno-thrash. A dispetto di ciò sembra che per molti sia il nostro album migliore. Altro aspetto curioso è che il titolo, che si potrebbe tradurre con "la svolta", coincise per l'appunto con alcuni momenti e scelte che furono e sono fondamentali per la mia vita e per il suo prosieguo.

Invece "Collapse" e il nuovo disco (che al momento non ho ancora ascoltato - nd Linho) sono di tuo gradimento...
"Collapse" ebbe una gestazione che durò tre anni nella quale ci furono avvenimenti tanto belli quanto terribili, gli uni alternati agli altri e fu registrato in un periodo di felicità e follia che mai potrò dimenticare e che terminò con un brusco risveglio. Tutto ciò che accadde dopo, l'ennesimo cambio di line up, l'arrivo di Naike e Marco e tutte le cose stupende che ci hanno accompagnato dal 2000 ad oggi sono impresse in "War Against The Almighty" che segna il ritorno al nostro sentiero, anche se la strada è ancora lunga.

Concerti, promozione, ecc... come vi muovete? Suonate molto all'estero? Contattate webzine e radio online o che altro!?!?
Suonare dal vivo lo facciamo molto poco, gli impegni extramusicali ci strangolano. Abbiamo il supporto della Alkemist Fanatix, che ci ha garantito il contratto per la seconda parte di "War Against The Almighty " (Risingworks) e che adesso sta preparando la giusta promozione. Personalmente curiamo le interviste e le relazioni che, oramai, sono legate in modo indissolubile a Myspace, a quanto pare.

Ecco, a proposito: che ne pensi del fenomeno MySpace? Utilissimo, senza dubbio.Un mondo dove tutti parlano più o meno la stessa lingua (almeno fino ad oggi). E uno strumento molto veloce e pratico. In pratica uno "non perde tempo a guardarsi il sito".
Però è una cosa che dovrebbe far riflettere...
Voglio dire che anni fa si estraeva il vinile, lo si puliva e si cambiava lato ogni 10 minuti.

E cinquanta non si sapeva nemmeno cosa fosse il metal... Fra cinquanta saranno obsolete le novità di cui parliamo e, personalmente, sarò di sicuro sotto sei piedi di terra. Il desiderio di comunicare senza essere direttamente impegnati (faccia a faccia, intendo) sta prendendo il sopravvento. Probabilmente si tratta di una "bolla" che scoppierà, ma per adesso mi risparmio un sacco di tempo con un click e con il poco tempo a disposizione, ti dirò, la cosa mi è utile (è utile, e sono d'accordo con quanto dici... è la perdita del faccia a faccia che a volte mi piace meno... nd Linho).

Parliamo un po' di musica ascoltata. Quali sono i tuoi dischi preferiti, tra quelli usciti negli ultimi due/tre anni? Ascolti ancora metal e, se si, "solo" heavy metal e derivati?
Ho ascoltato tanto Jeff Buckley e una marea di gruppi post core, in particolare i Breach che sono stati il gruppo più interessante dell'ultima decade. Poi tanti Black Sabbath e Blue Oyster Cult, ma anche i grandi Deathrow, Testament e Mekong Delta. Moltissimo i Nevermore e Meshuggah, ai primi dobbiamo molta ispirazione per "War Against The Almighty". I Converge mi hanno stupito molto con Jane Doe ma poi hanno perso molto smalto. Ora ho sentito gli Scarve che mi stanno facendo ritrovare il gusto per il Metal e che sono una spanna su chiunque. Ci sono un sacco di gruppi minori che valgono molto, basta cercarli.

Che ne pensi dei Tool? Tanti li trovano geniali, tanti noiosi....
E gruppi come Cult of Luna, Callisto, Isis....... Li conosci? Ti piacciono? Usano molto le dissonanze, per quanto il contesto sia differente dal vostro.

Trovo che le similitudini siano veramente poche, i Tool sono bravi ma dal vivo mi fanno addormentare. Mi sono riscoperto molto conservatore in ambito musicale, l'ultimo gruppo extra-thrash che ho ascoltato e che ho amato sono i Breach. I Mastodon hanno fatto un concept che molto ho apprezzato con "Leviathan", per il resto sono abbastanza disinteressato.

Quali sono i gruppi che ti hanno segnato di più negli anni? Per non citare i Voivod, ricordo che dal vivo avete fatto una cover di "C.O.T.L.O.D." dall'esordio dei Testament.
Senz'altro i Killing Joke e i Deathrow ma i Voivod sono una testimonianza inconfutabile del nostro sviluppo. In pochi li ricordano ma i Jester Beast sono stati una delle nostre maggiori influenze, così come lo sono i Testament dei quali amiamo proprio gli esordi. Io, vista l'età e l'indole sono sempre molto legato ai Motorhead ma direi che non potremmo annoverarli tra le nostre influenze, più che altro le mie (I Jester Beast erano vostri concittadini e ci suonava anche il bassista dei Marlene Kuntz da "Il Vile" in poi. In effetti erano voivodiani e claustrofobici anche loro. I Motorhead sono fondamentali e senza di loro niente Voivod, mi pare ovvio. nd Linho).

Quanto ha influito avere un fratello come Luca nella tua formazione musicale?
Veramente il metallaro di famiglia ero e continuo ad esserlo io.... Scherzi a parte Luca è stata la persona più importante della mia vita eccezion fatta per la mia attuale compagna, Beatrice. Con lui ho vissuto tutta la crescita morale ed intellettuale e condiviso onori ed oneri, parlare di lui semplicemente per i risvolti musicali sarebbe come ridurre Moby Dick ad un libro che parla di una balena.

Ho capito. Il fatto è che lui, tra i metallari, è molto più famoso di te, almeno per quelli che hanno superato i 25 anni, ahahah!
Senza dubbio e la cosa mi fa molto piacere, mi fa meno piacere pensare a quanti hanno visto del nepotismo nel suo agire nei nostri confronti. Il fatto che lui da dieci anni non scriva più una riga sul metal e che noi, al contrario, siamo ancora qui, dovrebbe fare pensare.

Bene Andrea, siamo giunti alla fine. E' stato un piacere parlare con uno che la storia del metal l'ha vissuta e, in parte, l'ha fatta davvero. Qualcosa vi è mancato, però. Il vostro nome non è famoso come quello di altri che, sia intermini quantitativi che qualitativi, alla fine hanno dato meno, a mio modesto parere. Ti sai dire perché?
Perché la vita funziona così. Non diamo nulla e riceviamo tanto, ci sforziamo tanto e non otteniamo nulla.
Io ho fatto ciò che mi sentivo di fare, sempre, ho suonato a Londra di fronte a 3500 persone ed ho suonato a Capodistria di fronte a... tre. Ciò che avevamo da proporre e come l'abbiamo proposto non fu diverso, allora come adesso, ripeto: sono felice di tutto quanto è stato e ancora sarà.

Saluta a tuo piacimento.
La mia intelligente e bellissima compagna, Beatrice, che rende la vita degna di essere vissuta. I miei compagni di sventure Gigi, Marco e Naike. Voi che ci avete regalato questo spazio, in particolare Hellvis (Mauro).



Sito internet: http://www.braindamage.com/