Bleak Vision
(Danny Boodman - Maggio 2005)


Questa giovane band ha dato alle stampe un demo davvero pregevole, capace di fondere il death metal melodico con interessanti partiture sinfoniche e ottimi stacchi acustici. Certo, nel loro sound sono ancora forti e individuabili le influenze dei grandi maestri del genere, ma dalle parole di Alberto Zenarolla, chitarrista della band, emerge una forte volontà di migliorare e di evolversi.



Ciao Alberto, iniziamo subito con le classiche domande di rito: dicci qualcosa per presentare la band.
Siamo cinque ragazzi udinesi che propongono un death metal sinfonico con l'obiettivo di renderlo quanto più personale e particolare possibile.

Quali sono le vostre principali influenze, sia come band che, per te, come chitarrista?
Le principali influenze del gruppo vengono, per la maggior parte, da gruppi death metal di scuola scandinava come In Flames, Dark Tranquillity o Children Of Bodom; sicuramente anche band come Opeth, Killswitch Engage o Dimmu Borgir hanno ispirato molto il nostro sound. Personalmente sono stato molto influenzato da chitarristi come Marty Friedman e Steve Vai, e come band, oltre ai gruppi di cui prima ho parlato, potrei citare Katatonia, Novembre, Dream Theater e Moonspell.

Siamo sempre molto curiosi sui monicker dei gruppi: perché avete scelto Bleak Vision come nome?
E' nato prima di tutto dalla necessità di cambiare nome: inizialmente ci chiamavamo Entropia, ma il fatto che ci fossero fin troppe band omonime ci ha spinti a cercarne uno più originale.
Dopo aver riflettuto per un periodo ci è venuto in mente questo nome (che in italiano si potrebbe tradurre come "visione desolata, cattivo presagio") perché trovavamo che rispecchiasse al meglio le tematiche "apocalittiche" trattate nei testi e per il fatto che avesse un significato vagamente cupo e misterioso, senza però essere troppo definito.

Leggo sul vostro demo che la copertina è stata realizzata da Davide (Dal Bò, chitarrista della band), cosa puoi dirmi al riguardo? Che significato date a quest'immagine?
La realizzazione della copertina ha avuto origine da più spunti: a me piacevano molto le litografie contenunte nel libro "Lo Specchio Nello Specchio" di Michael Ende; l'idea dell'individuo senza volto rannicchiato è invece venuta alla mia ragazza Laura, la webmistress del nostro sito.
La concretizzazione dell'artwork ha preso forma per mano di Davide e il risultato ci è piaciuto molto perché nel vederlo crea un senso di inquietudine, senza però essere troppo esplicito nel significato, in modo che ogni persona possa interpretarlo a proprio modo.
Questo discorso si ricollega all'idea che sta alla base del nome del nostro gruppo.Trovo che l'originalità anche per quanto riguarda la veste grafica di un CD sia importante, soprattutto perché nel nostro genere la banalità che caratterizza molte copertine rischia di diventare spesso ridicola.

Bene, entriamo nello specifico delle singole canzoni. Potresti spendere due parole per ognuno dei pezzi contenuti nel demo?
"Immortal" è un brano cadenzato che alterna sonorità cupe e vampiresche ad altre più trionfali.
"When All Is Dark" è il brano che consideriamo punto di partenza per la nostra evoluzione, in quanto è caratterizzato da una struttura coerente e spazia da riff estremi a parti più rilassate, mantenendo la continuità del brano.
"Diabolical Earthquake" è forse il brano più veloce della nostra produzione, impreziosito da melodie raffinate che contrastano la brutalità della traccia.
"Apocalypse" chiude il lavoro facendo emergere il lato più sinfonico e orchestrale del nostro sound.

Siete soddisfatti della resa finale del demo o, a posteriori, avreste modificato qualcosa?
Siamo molto soddisfatti della resa del demo, anche se ovviamente a posteriori succede spesso che qualcosa non convinca a pieno; forse le canzoni contenute sono più "immature" rispetto a quelle che stiamo componendo adesso, ma a parte questo ci sembrano canzoni molto valide.
Questa è stata per tutti noi la prima esperienza in studio e ci ha insegnato che bisogna essere davvero molto preparati prima di registrare, sia dal punto di vista tecnico-esecutivo che per quanto riguarda la conoscenza minuziosa dei brani in sé.

Giancarlo Guarrera occupa contemporaneamente il ruolo di cantante e di tastierista. Il suo ingresso nella band è più legato al suo ruolo di cantante o di tastierista?
Giancarlo è entrato nel gruppo in un momento nel quale la band era ancora in via di formazione; noi siamo partiti come un gruppo di amici che ha cominciato a scrivere canzoni quando era già qualche mese che faceva cover. Il fatto che Giancarlo, oltre a cantare, suonasse anche la tastiera ci ha indotto a farne un punto di forza nel nostro gruppo.

All'inizio di "Immortal" si sente un ottimo arrangiamento di violoncello. E' stato suonato da un vero strumento o è sempre opera di Giancarlo e le sue tastiere?
Il violoncello è stato suonato da Giancarlo con una tastiera, il fatto che sembri così reale è da attribuire all'ottima strumentazione dell'Audiomark Studio di Gorizia.

L'ho trovato davvero ben fatto e mi chiedevo se aveste mai preso in considerazione l'idea di introdurre nella line-up qualche arco (violino o violoncello).
Non abbiamo mai preso in considerazione seriamente il fatto di introdurre qualche arco nella line-up, penso che il lavoro svolto dalla tastiera per quanto riguarda i live sia eccellente... può essere un'idea per le prossime registrazioni, però!
Oltre a questo nelle ultime composizioni stiamo usando il flauto traverso, che Giancarlo studia al conservatorio.

Parliamo ora di una delle cose che ho apprezzato di più nella vostra musica: le parti acustiche o semi-acustiche. Davvero ottime, con un gusto melodico non comune. Cosa puoi dirmi a riguardo?
Ti ringrazio e mi fa davvero piacere che tu le abbia apprezzate così tanto. Le parti acustiche sono state composte da me e Davide e, data la nostra passione per questo tipo di sonorità, sono nate abbastanza spontaneamente durante la stesura dei brani. Trovo che arricchiscano i nostri pezzi e che contribuiscano a rendere la nostra musica quanto più varia e eterogenea.

Lo stile di queste parti mi ha ricordato gli Opeth di "Damnation". Pensate che avranno un spazio sempre maggiore anche nel vostro sound o continuerete a puntare più sulle parti aggressive?
Troviamo che "Damnation" degli Opeth sia un album stupendo, essere paragonati a una band del genere è una bella soddisfazione!
Così su due piedi non saprei dirti su cosa punteremo in futuro, cerchiamo sempre di essere molto spontanei nelle nostre composizioni. Sicuramente questo genere di sonorità non mancherà nei nostri prossimi pezzi.

Cosa c'è nel futuro dei Bleak Vision?
Stiamo componendo nuove canzoni e non vediamo l'ora di farci conoscere da più persone possibile, quindi siamo sempre in cerca di serate live.
Purtroppo la situazione nella nostra zona non è delle più rosee in quanto ci sono poche opportunità per fare concerti, tuttavia cerchiamo di fare del nostro meglio per portare la nostra musica sempre più lontano. Siamo anche in cerca di un contratto discografico e speriamo che qualcuno ci noti e ci dia una chance per dimostrare realmente quanto valiamo.

Bene, siamo alla fine dell'intervista. Grazie ancora e ti lascio concludere come preferisci.
Ti ringraziamo per la tua disponibilità, e invitiamo tutti a visitare il nostro sito per qualsiasi curiosità sulla band. Ringraziamo i lettori di Shapeless sperando di avere attirato l'attenzione di qualcuno.



Mail: info@bleakvision.com
Sito internet: http://www.bleakvision.com/