Astarte Syriaca
(Linho - Novembre 2008)
Intervista con Andrea e Alessio, rispettivamente chitarrista e tastierista dell'interessantissima band romana.
In poche parole... Chi sono e cosa vogliono gli Astarte Syriaca ?
Andrea Neri: Siamo una band di Roma formatasi nel 2003. Dopo varie
vicissitudini e cambi di formazione, finalmente sembra che siamo
riusciti a trovare le persone giuste con cui intraprendere il difficile
cammino artistico.
Cosa vogliamo? Vogliamo che dopo il primo disco esca il secondo,
il terzo... Vogliamo suonare sempre di più e in posti sempre più
grossi.
Vogliamo girare il mondo con la nostra musica.
Avete quindi grosse ambizioni, e mi sembra giusto.
Quanto tempo occupa il gruppo, e la musica suonata in generale, nella vostra vita? Quante volte provate a settimana, ecc.?
Andrea Neri: Per quanto riguarda me posso dirti che il gruppo occupa
dalle 3 alle 5 ore al giorno fra prove, myspace, aggiornamenti del
sito, contatti internet, mailing list, importazione dei video girati ai
concerti etc...
Le prove sono 2 o 3 a settimana, ma sono lunghe e poi ognuno
lavora a casa propria sul materiale registrato in sala e la volta dopo
porta idee nuove e variazioni.
Infine ci sono i progetti paralleli e lo studio dello strumento... insomma io dedico alla musica almeno 6 ore al giorno.
La vostra musica è etichettabile come prog metal (categoria di per sè moltoaperta, o almeno così dovrebbe); che ne pensate?
Andrea Neri: Le etichette non mi piacciono troppo ma ammetto che
servono a farsi un'idea quindi, si, vada per il prog metal, a patto che
non ci si chiuda in stereotipi tipici del genere.
Alessio Contorni: concordo con il qui presente, parlare di genere
in questo caso è quantomeno limitante, considerando peraltro che il
sound che stiamo elaborando in questo periodo è spesso e molto
volentieri fuori dai canoni tipici del genere prog metal. Comunque sì,
forse prog metal rende meglio l'idea per chi non ha avuto ancora la
possibilità o la voglia di ascoltarci.
Impossibile parlare di prog metal senza citare i Dream Theater. Vi piacciono? Oggi va di moda dirne peste e corna..
Andrea Neri: A me piacciono, sono un punto di riferimento e il
pubblico sempre più numeroso che riescono a coinvolgere è la riprova
che si può fare buona musica senza cadere nel banale e attirare molte
persone ad ascoltarla. Molte e differenti aggiungerei, non solo
metallari o patiti del virtuosismo. Insomma tanto di cappello ai Dream
Theater.
Alessio Contorni: si dice che i Dream Theater o li ami o li odi...
mah, personalmente mi pongo a metà, ovvero non mi dispiacciono ma
neanche mi fanno impazzire. Comunque un gruppo ormai storico e
decisamente più interessante di tanta spazzatura che ci sommerge.
"Darkened Light" ci mostra un gruppo molto dotato a livello tecnico.
Siete autodidatti, avete studiato, studiate ancora...
Andrea Neri: Abbiamo tutti studiato e qualcuno di noi insegna.
Personalmente ritengo che non si finisca mai di imparare e quindi
vorrei riprendere le lezioni di chitarra ma in questo momento della mia
vita ho molti impegni che mi costringono a studiare a casa col
miofidato metronomo e ascoltando tanta musica, il più distante
possibile dal genere che intendo suonare.
Alessio Contorni: credo che la cosa buona di questa band sia il
fatto che siamo tutti autodidatti che poi si sono messi a studiare
seriamente. Tutto questo senza tradire lo spirito libero di chi suona
senza quelle limitazioni, spesso imposte o autoimposte invece di essere
semplicemente apprese, di uno studio di tipo più scolastico.
Che ci dite riguardo ai testi? Mi sembrano piuttosto curati...
L'inglese è predominante, ma ci sono anche un paio di tracce in italiano... pensate di continuare su questa linea?
Andrea Neri: In effetti il pezzo in italiano è uno solo, "Sole
Ombre" è uno strumentale che contiene solo un monologo recitato. Per il
prossimo lavoro finora non abbiamo inserito materiale in italiano e
forse non lo faremo perché non avrebbe senso. Come hai osservato tu, i
testi sono molto curati e seguono un filo logico e narrativo. In
"Darkened Light" abiamo voluto inserire un brano "off" che è "Profumi
D'Armonia" per concludere il disco mentre nel prossimo lavoro, proprio
per esigenze narrative, non ce ne sarà bisogno.
A livello di produzione e arrangiamento ho
notato che siete molto attenti ai particolari, vedi l'effetto sulla
voce, certi suoni piuttosto ricercati ecc. Siete soddisfatti dei
risultati ottenuti?
Andrea Neri: Siamo molto soddisfatti anche perchè il disco è stato
registrato, missato e masterizzato allo Zoo Symphony di Roma e
MarcoPolizzi (bassista) è uno dei soci dello studio. Ci siamo potuti
permettere una produzione sopra la media rispetto ai tipici debut
album.
Alessio Contorni: aggiungerei anche il fatto che la ricercatezza
dei suoni, degli equilibri e del tipo di sensazioni (spessissimo legate
al testo) all'interno dei brani è un qualcosa che ci sta decisamente
acuore! Insomma, niente è casuale e niente sta lì dov'è solo per poter
dire "fiiiiiiiiico"!
Che strumentazione usate? C'è qualche effetto/pedale che ritenete fondamentale per il vostro modo di suonare?
Andrea Neri: nella strumentazione siamo tutti abbastanza originali:
io utilizzo una chitarra Manne a 8 corde costruita apposta per me,
Marco Polizzi ha un basso 9 corde, mezzo fretless e mezzo fretted,
Alessio Contorni utilizza una tastiera, un synth e un hammond
combinandoli insieme e poi quell'impossibile strumento chiamato
theremin, non so se avete presente, quello che si suona in aria...
La strumentazione per noi è molto importante e nei pezzi la
facciamo sentire tutta, io per ogni brano ho dai 5 ai 10 suoni
differenti tutti programmati sul mio pre e sul multieffetto.
Quanto pensate possa esservi stata d'aiuto l'esperienza di "Jesus Christ Superstar" a livello compositivo?
Andrea Neri: Forse sarebbe stata di grande aiuto ma, il lavoro sui
brani del disco era già finito da un pezzo quando abbiamo deciso di
riarrangiare il Jesus.
Alessio Contorni: ... in compenso, parlo almeno personalmente, il
tipo di lavoro fatto in particolare sui suoni per il Jesus mi sta
servendo molto per la stesura dei brani in fase di composizione.
E' interessante sentir parlare di contesto
pluri-artistico e di contaminazioni con pittura, fotografia ecc. Avete
trovato difficoltà ad allestire questo genere di spettacoli? E il
pubblico come ha reagito?
Andrea Neri: E' difficilissimo portare in giro un'idea simile. A
Roma è difficile anche suonare in 5, ti guardano male perché c'è un
tastierista sul palco. Peccato perché il pubblico è stato sempre
entusiasta per questo genere di eventi, ma tocca fare i conti con i
gestori dei locali che spesso non intendono muovere una paglia per
venirti incontro.
Alessio Contorni: già, se la prendono sempre con il povero
tastierista, non lo invidio... ehi, ma sono io! Ok, scherzi a parte, il
pubblico reagisce con entusiasmo, sempre. D'altronde quando fai
spettacolo devi fare... spettacolo, no? Inoltre un soggetto artistico
può essere apprezzato sotto vari aspetti: musica, cinema, pittura,
scultura, fotografia ecc. Questi sono solo veicoli per poter
trasmettere unmessaggio e più il messaggio assume forme diverse, più il
pubblico può trovare riscontro in questa o in quella forma d'arte.
Com'è Roma per chi suona il vostro genere di musica? Ci sono opportunità per suonare dal vivo?
Andrea Neri: Le opportunità ci sarebbero se si cominciasse a dare
menospazio alle cover band e ai tributi triti e ritriti che macinano
decine di serate al mese andando anche più volte nello stesso locale...
stendiamo un velo pietoso su questo argomento tutto italiano!
Siete in contatto con altri gruppi italiani,
della vostra città e non solo? Cosa ne pensate dell'underground
italiano, in linea di massima? Suggeritemi anche qualche disco...
Andrea Neri: Ti faccio due nomi: Nova Season e Noumeno. Due gruppi
diversi ma ugualmente fortissimi. I Nova Season fanno un industrial
prog metal potentissimo e dal vivo sono una forza della natura. I
Noumeno propongono un prog metal strumentale più orientato verso Jason
Becker e Liquid Tension Experiment ma personalissimo e suonato
veramente bene. Non hanno ancora un'uscita discografica ma entrambe le
band hanno un demo e puoi ascoltare i pezzi sui loro myspace
(http://www.myspace.com/novaseasonband e http://www.myspace.com/noumenoband).
Ho letto che avete suonato con i Metamorfosi, autori tanti anni fa di uno tra i capisaldi del pop-prog italiano ("Inferno").
Che ne pensate di loro e di tutta la scena italian dei primi ani '70?
Andrea Neri: credo che noi dobbiamo molto a quel periodo musicale e
sento che gli Astante Syriaca sono un'evoluzione contemporanea di quel
momento, al contrario di molti che inscatolano il prog italiano in un
arco di anni ben definito. Secondo me il prog italiano ha continuato ad
evolversi, il problema è che i media non gli hanno dato sufficiente
spazio. Banco, PFM, Locanda Delle Fate, Balletto Di Bronzo e
Metamorfosi sono solo alcuni nomi di un firmamento molto vasto che
consiglierei di inserire a chiunque nella propria collezione di CD.
Riuscite ancora a trovare il tempo per
ascoltare la musica? Consigliatemi 5 del passato e 5 di oggi (diciamo
degli ultimi 5 anni...).
Andrea Neri: la ascolto di continuo, guai se non lo facessi... 5
del passato da generi diversi ma con qualcosa in comune: Frank Zappa,
Led Zeppelin, Queen, Miles Davis, Beethoven.
5 del presente (andiamo sul metal): Lacuna Coil, Tool, Meshuggah,Threshold, Metallica (l'ultimo album è fantastico).
Alessio Contorni: non esiste il tempo per ascoltare musica... si
ascolta musica a prescindere dal tempo a disposizione, o no? La musica
è ovunque, dai suoni nella nostra testa ai suoni intorno a noi, da un
pezzo che si può ascoltare in radio a un cd che scegliamo di mettere
nel nostro impianto. Ascoltare musica quindi non significa per forza
mettersi in poltrona col telecomandino in mano, ma saper cogliere i
suoni che continuamente ci accompagnano in ogni istante.
La mia domanda era ovviamente provocatoria.
Spesso quando uno cresce smette di ascoltare musica e si sente spesso
dire che oggi non escono buoni gruppi ecc.
Ovviamente uno rimane legato "affettivamente" alle proprie origini, ma anche oggi esce musica "nuova" buona... o no?
Mi fa piacere sentire citare i Threshold, che portano avanti la
loro proposta da una quindicina d'anni senza aver mai avuto grossi
riscontri.
Eppure alcuni loro dischi sono bellissimi, il primo un vero e proprio capolavoro...
Andrea Neri: Beh si, io ho citato gruppi "grossi"... Di nuove
realtà ce ne sono eccome, ho già citato in un'altra risposta i Nova
Season, i Noumeno, ma, sempre a Roma, ci sono i Fifth Season, i Cheope,
i Moonlight Comedy. Questi per esempio sono tutti gruppi prog metal che
ritengo validi e nuovi.
Sito internet: http://www.astartesyriaca.com/