Ashes To Ashes
(Orion - Novembre 2002)
Gli Ashes To Ashes fanno parte del roster DVS Records, un'etichetta che si
sta segnalando per la grande attenzione nei confronti di sonorità dall'ampio
spettro: classic ed extreme metal misti ad influenze "altre", dosati in
varie forme e colori, svincolati attraverso stilemi cari al progressive,
ecco le tavole della legge secondo la label olandese. Caratteristiche
queste, rispecchiate anche nella promettente band di Bjorn Luna (voce), ai
nostri "microfoni" molto attento nel rivendicare l'ormai globale importanza
di un sound eterogeneo, loro punto di forza e terreno fertile per quella
necessaria futura maturazione che auguriamo loro.
Ashes To Ashes, un nome certamente affascinante e dalle tinte dark,
un'ottima introduzione alla vostra musica insomma: come nasce l'idea di questo
monicker e più in generale quali sono le tappe principali della vostra
storia?
Per farla breve, abbiamo realizzato due demo tra il '93 e il '95, che
rappresenta più o meno il periodo "try and fail" del gruppo. Ma comunque un
periodo molto importante per trovare il nostro suono. Nel '98 abbiamo deciso
di fare un full-length, e abbiamo scritto il nuovo materiale mischiato col
meglio del nostro primo periodo. Il risultato fu "Shapes Of Spirits". Dopo
questo abbiamo seriamente iniziato a costruire la band. Parallelamente allo
scrivere nuove canzoni, abbiamo sistemato la line-up con un nuovo
batterista, Ronny Kaasa. Poi siamo andati in studio per il successivo.
Abbiamo registrato "Cardinal VII" nel 2001. Un album che è andato meglio di
quanto ci saremmo aspettati. Dopo questo ancora, abbiamo ampliato la line-up
con un tastierista, Zilla, e abbiamo iniziato a suonare come dei pazzi.
Abbiamo suonato al ProgPower festival in Olanda e il week-end seguente a
Copenhagen in Danimarca. Noi siamo attualmente una band quadrata, con
musicisti dediti e preparati.
Il primo disco, autoprodotto, è purtroppo sconosciuto ai più. Ad ogni modo
che evoluzione stilistica ritenete di aver percorso da quel primo episodio
fino a questo "Cardinal VII"? Ne siete soddisfatti?
Ovviamente sì. L'evoluzione della band sembra essere stata un parabola
ascendente fin dagli inizi. Ci sono ancora canzoni su "Shapes Of Spirits"
che suonano alla grande, e sono molto apprezzate nel nostro live set.
Comunque, su "Cardinal VII", ci sono qualità più generali, e ha una maggiore
identità. La differenza principale tra i due album è che le canzoni
dell'ultimo hanno più potenza e sono più mature. In "Shapes..." tu puoi tastare
l'essenza degli Ashes To Ashes, ma con "Cardinal VII" te la ritrovi sbattuta
in faccia.
Pescare da più scene differenti tra loro è una delle vie migliori nel
tentativo di regalare una sana ventata d'aria fresca al nostro amato genere,
ed è proprio quello in cui siete attivamente impegnati. Qual è l'iter che vi
porta a costruire una canzone?
Gli elementi provenienti dai vari strumenti "non metal", sono entrati in
gioco in studio durante le registrazioni. Tutte le musiche sono nate sulla
chitarra, e le canzoni si sono sviluppate in sala prove. Poi alcuni dei riff
di chitarra sono stati trasferiti al piano, al violoncello e ad altri
strumenti. E' un processo veramente eccitante. Penso che siamo riusciti a
creare atmosfere nelle canzoni partendo da vie poco ortodosse, e utilizzando
strumenti classici tanto quanto nuove tecnologie.
E i testi invece come nascono? Quali sono gli aspetti della vita che ne
influenzano la stesura?
Ho scritto i testi solo per le prime quattro canzoni. Poi Michael ha fatto
le ultime tre. Così posso parlare solo per le mie canzoni. Quando scrivo
testi, devo essere nello stato d'animo per farlo, e capita quasi sempre
ultimamente. Ho provato a scrivere sotto pressione (a scadenza) e non ha
funzionato. Devi aspettare che arrivi il momento giusto. Potrebbe essere
mentre leggi un libro, mentre guardi la tv o quant'altro. Generalmente il
momento giusto nasce per mezzo dei fatti un po' bui della vita, come
l'omicidio ("Embraced In Black") e la guerra ("New World Oscure")
Nell'ascolto dell'album certi pezzi erano più inclini verso un determinato
genere, altri viravano in altre direzioni. Volete mantenere questa
alternanza di stili tra un canzone e l'altra o ricercherete una maggior
coesione all'interno del brano stesso, come peraltro è già accaduto in
alcuni episodi del disco? Due strade parimenti percorse e percorribili, ma
che genere di evoluzione sentite più vostra?
Penso che faremo ancora canzoni che avranno dinamiche alterne. E' veramente
importante mantenere una certa eccentricità, e non seguire alcuno stereotipo.
Credo che questo sarà il suono che ci contraddistinguerà, ma più in là
un'evoluzione sarà inevitabile. Fossilizzarsi è pericoloso. Ma noi scriviamo
canzoni che sono centrate sulle melodia o sul feeling, e lavoreremo sodo per
trovare i giusti elementi che calzeranno nella miglior maniera attorno ad
essi. Di solito ci escono canzoni molto progressive, ma su "Cardinal..." ci
sono anche canzoni che sono totalmente spoglie come struttura, e rimane in
pratica solo la melodia principale, come ad esempio "Behind Closed Eyes".
Anche questo tipo di canzoni va bene.
Oltre al doom, al gothic, all'heavy/thrash, al prog, ci sono altri generi
ancora che vi stimolano e che vorreste magari addizionare al vostro sound in
futuro?
Ci sono elementi che provengono dalla classica e che sono sicuro
continueremo a sperimentare. Mi piace provare molti strumenti d'avanguardia.
I cori sono ancora un punto debole. Le possibilità che ci fornisce la
tecnologia sono senza fine. Ce ne sono un mucchio e la porta è aperta alla
sperimentazioni, per quel tanto che si adattano alla musica.
Nel descrivere la vostra musica ho dovuto utilizzare un'ampia gamma di
gruppi ai quali riferirvi, quali Therion, Iced Earth, Memento Mori,
Anathema. Penso sia un piacere per voi sentirvi accomunare a nomi comunque
diversi, significa che state riuscendo nel vostro intento, ma quali sono
invece quelli ai quali voi vi sentite maggiormente legati?
Non lo so. Quelle che tu hai menzionato sono buone band, ma non penso che il
nostro suono assomigli interamente a nessuna di loro. Forse qualche parte
qua e là (e io che ho detto - nd Orion). Noi siamo stati comparati a così
tanta band, senza un vero grande punto di contatto. Io direi che suoniamo
come gli Ashes To Ashes, e questo è tutto :)
E recentemente cosa vi ha colpito in maniera particolare, che lavoro si è
incastrato nel vostro stereo?
Beh, attualmente cambiano di giorno in giorno. Ma ultimamente sto ascoltando
molto i primi Slayer. E' chiaro che sono sempre grandi, anche oggi.
Fate parte di una giovane casa discografica, la quale presenta un roster
zeppo di band anch'esse intente nel mescolare vari stili, che ne pensate dei
vostri compagni di scuderia?
Non sono affari miei, onestamente. Quelli che sono più vicini ai miei gusti
sono gli Into Eternity. E penso che gli Heaven's Cry spacchino veramente il
culo live, ma il loro album era un po' leggero.
Considerando la scena norvegese del recente passato vi si potrebbe ritenere
una band atipica, ma oramai anche nella vostra terra si sono sviluppate
tendenze diverse dal black metal. E' un sottobosco vitale?
Mi piace molto il black metal, ma è triste che ci siano così poche band che
suonino qualcosa di differente qui. Quando fai parte di una metal band
norvegese, tutti si aspettano che tu faccia black. Ma la scena black non è
come si pensa. Non è più così underground. I Satyricon sono passati alla
radio nazionale tutto il tempo. I Dimmu Borgir stanno facendo un tour
mondiale. Ma penso che sia una bella cosa. Non è riprovevole avere
successo. Sembra che le persone qui siano un po' stufe del termine, e alcune
band black stanno mescolando elementi death, altre diventano più leggere o
più industriali. Ma generalmente è una scena forte ed in salute, con bravi e
seri musicisti.
Gli Ashes To Ashes fra dieci anni: dove sarete, che avrete fatto, quanto
alchol vi sarete sbattuti in corpo, quanti chilometri on the road, quanti
capolavori? E' inutile nicchiare, forza con le previsioni!
Fra dieci anni sarò un quarantenne, ed è difficile dire quanta vita da
rocker posso sostenere. In definitiva farò ancora musica, e spero di essere
in tour, ma penso che starò seduto tranquillo nella mia stanza d'hotel
leggendo un libro tra un concerto e l'altro, ha ha. Non so, forse potrei
prendere qualcosina per farmi andare avanti, poi bere come un dannato!
Il finale, come sempre, è tutto per voi: saluti all'Italia, dichiarazioni d'
amore per pastasciutta, pizza o donne di casa nostra, proclami bellicosi,
qualsiasi cosa desideriate. A voi la parola!
Sono stato in Italia qualche volta in vacanza, e l'ho subito amata. Tanta
bella gente e buona birra (Peroni). Spero di venirci a suonare prima o poi.
Sarebbe un sogno che si realizza.
Sito internet: http://www.atoa.net/