Arsis
(Hellvis - Maggio 2003)


Pochi demo mi hanno impressionato come questo degli Arsis! Per quanto questa giovane band americana non abbia ancora debuttato su full-length, la musica presente nel loro ultimo lavoro è più valida di quella proposta da tante band più navigate! E' giusto specificare che il loro power/black è debitore di molte band europee (Children Of Bodom e death melodico svedese). Questo demo però eccelle per la qualità dell'esecuzione, del songwriting e della registrazione! Sicuramente gli Arsis sono molto promettenti e ricchi di talento! C'è da augurarsi che l'album di debutto elimini le influenze che rendono derivativo il loro suono. Se così dovesse accadere, penso che il futuro sia tutto per loro!
L'intervista è stata condotta via e-mail con James, chitarrista e compositore della band, ed il batterista Mike.



Sono rimasto molto impressionato dal vostro demo. Qual è stata l'opinione della critica nei suoi confronti?
James: Sino ad ora le riposte non sono state che positive. Tutti quelli che ascoltano il demo sembrano rimanerne molto impressionati. Sarebbe bello se anche le case discografiche condividessero l'opinione della critica!

Attualmente, cosa stanno facendo gli Arsis? La vostra line-up è cambiata rispetto al demo del 2002?
Mike: Negli ultimi mesi, Jim e io stiamo lavorando su parecchio materiale nuovo. Abbiamo un bel po' di canzoni nuove che penso si dimostreranno ottime, una volta che saranno completate. Speriamo di ritrovarci in studio questa estate per cominciare le registrazioni.
Per quanto riguarda la formazione della band, abbiamo reclutato un secondo chitarrista per suonare dal vivo. Il suo nome è Chris Jones ed è un grande musicista. I nostri primi spettacoli sono stati incredibilmente positivi ed il pubblico della nostra zona ha sembrato gradire tantissimo le esibizioni.

Parlateci dei vostri testi. Quali sono gli argomenti che essi trattano?
James: Quando scrivi i testi cerco sempre di prendere le situazioni della vita reale e di trasformarle in qualcosa di soprannaturale. Per esempio, "Wholly Night" parte dal presupposto che, qualche volta, la vita può condurre il destino di una persona in un milione di direzioni diverse. La canzone prende come spunto questa idea della vita che obbliga qualcuno a seguire una direzione, anche non voluta, e la compara a un individuo che viene squartato da un licantropo o qualche altra creatura mitica.

Quant'è importante per voi l'esibizione dal vivo? Come reagisce il pubblico ai vostri concerti?
Mike: Suonare dal vivo è, in definitiva, un aspetto molto importante quando si suona in una band. Personalmente, adoro suonare sul palco e la reazione del pubblico è stata, sinora, entusiasta.

Che ci dite delle vostre influenze pricincipali? Quali sono le vostre band preferite?
James: Mike, Chris e io ci sentiamo influenzati da tante band di metal tradizionale come gli Iron Maiden e i Mercyful Fate. Ci piacciono anche tantissime band death metal quali i Dying Fetus, i Morbid Angel, i Malevolent Creation e i Vital Remains. Il thrash metal ci ha anche influenzato attraverso band come i Testament e i Cacophony. Ma la lista potrebbe continuare all'infinito...

Shapeless è una webzine italiana. Cosa ne pensate del nostro paese? Conoscete qualche band metal italiana?
Mike: Beh, io non sono mai stato in Italia ma ho sentito dire che è un paese favoloso! Magari un giorno avremmo l'opportunità di venire a suonarci: sarebbe fantastico! C'era una band italiana in una compilation alla quale avevamo contribuito con una canzone. Non ricordo il nome ma suonavano un death metal abbastanza buono.

Il 2002 è stato un grande anno per voi. La strada per il successo è spianata o ci sono ancora dei grossi ostacoli da superare?
James: Per ora non vedo all'orizzonte grandissimi problemi. Tutti quelli che collaborano con la band, in particolare il nostro secondo chitarrista Chris Jones, sono estremamente ligi ai propri doveri e, dobbiamo dirlo, tra di noi c'è un'ottima intesa. Questa rappresenta per noi la migliore esperienza mai avuta con una band. Desideriamo veramente che tutto proceda in questo modo il più a lungo possibile.

Per avere successo nel mondo del Metal è più importante avere il talento o lavorare duramente?
Mike: Penso che ci voglia una combinazione di tutte e due i fattori. Devi passare ore e ore ad esercitarti sullo strumento ma ci sono anche molte altre faccende che occupano il tempo di una band. Può essere frustrante, soprattutto quando hai a che fare con gli agenti delle case discografiche o altre persone simili che non capiscono nulla di musica ma che possono influenzare la band in un modo o nell'altro. Ma il lavoro duro dà sempre i suoi frutti e sono sicuro che gli Arsis diventeranno un nome stimato nel mondo del metal.

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