Aneurysm
(Hellvis - Dicembre 2007)


Con "Shades", gli Aneurysm si candidano come uno dei gruppi più interessanti della scena nazionale. Cerchiamo di conoscere meglio questo gruppo, attraverso le parole di Gianmaria.



Salve ragazzi e complimenti per il vostro nuovo lavoro! Sicuramente una delle pubblicazioni più interessanti degli ultimi tempi, per quanto riguarda il panorama metal italiano! Che riscontri sta ottenendo "Shades" da parte della critica? Siete totalmente soddisfatti di questo nuovo CD?
Ciao Hellvis, grazie mille per i complimenti! La critica ha accolto "Shades" positivamente, poi trattandosi di un prodotto complicato ha suscitato anche qualche perplessità, ma rientra pienamente nelle aspettative. In casa Aneurysm non credo esista la condizione "pienamente soddisfatti", cerchiamo di sempre di migliorarci, quindi inevitabilmente guardiamo al passato sempre con una certa insoddisfazione... ma al futuro con piena fiducia!

Il vostro stile è molto particolare. Di sicuro, avete personalità ed originalità, due doti che pochissime altre band possono vantare. Se da un punto di vista critico, questo vi potrebbe portare grandi risultati, dal punto di vista commerciale la cosa potrebbe avere anche degli svantaggi. Infatti, la vostra commistione di generi può essere gradita solo dagli intenditori o da chi ha una mentalità aperta. Siete d'accordo con questa mia affermazione, o no? Quali sono i commenti che suscita più di frequente la vostra musica, da parte del pubblico?
Hai pienamente centrato il punto! Da sempre siamo apprezzati per la nostra originalità, ma anche additati come "mosche bianche", qualcosa di difficilmente catalogabile e quindi impossibile da collocare in qualche ramo discografico.
E' la nostra croce e delizia, non possiamo fare altrimenti perchè crediamo in quel che facciamo... ma discografici coraggiosi ce ne sono pochissimi... anche se per fortuna non mancano!
Il pubblico metal solitamente è composto per lo più da gente del settore: musicisti, giornalisti, organizzatori... tutte persone preparate e che quindi assimilano con una certa facilità le nostre "contorsioni" stilistiche... ne conseguono complimenti veramente edificanti soprattutto riguardo alla compattezza sonora o alle manifeste abilità virtuosistiche di Peter (chitarra) e Marco (batteria), però non mancano anche critiche costruttive, spesso riguardo al mio stile vocale che per molti risulta essere troppo "docile" per il genere proposto.

"Shades" è un album professionale sotto tutti i punti di vista. La grafica è buona, il suono è fantastico ed avete curato ogni piccolo dettaglio. Quanto ci avete messo a realizzarlo? Pensate di avere avuto tutto il tempo necessario a vostra disposizione?
"Shades" è la somma di miriadi di scelte puntigliose, ricerche snervanti, attese colossali e contrattempi letali... ci siamo presi tutto il tempo che ci serviva, purtroppo il tutto è stato ulteriormente dilatato da problemi fisici e soprattutto da lunghi tempi tecnici anche dovuti alla partecipazione di Hansi Kürsch dei Blind Guardian. All'epoca Hansi stava registrando "A Twist In The Myth", quindi abbiamo dovuto attendere che terminasse... incredibile l'attenzione che ci ha riservato... una persona veramente umile e disponibile.

Come siete entrati in contatto con la Old Ones Records? Siete contenti del suo lavoro?
Grazie ad internet ho scoperto un validissimo gruppo calabrese, i NEAR DEATH EXPERIENCE, guidati dal chitarrista Bruno, diventato in seguito un caro amico. Bruno, tra le sue mille attività, collabora con la Old Ones Records... ci ha consigliati a Sandro (responsabile della Old Ones) il quale ha creduto fin dall'inizio nella nostra proposta.
La Old Ones Records ad oggi ha rispettato ogni singolo accordo, e di questi tempi credo sia quanto di meglio si possa aspirare.

I testi sono legati da un concept. Chi è lo scrittore di testi del gruppo? Potete illustrare il concept ai lettori di Shapeless?
Io mi occupo di tutti i testi. Non si tratta propriamente di un concept, bensì un elemento comune a tutte le canzoni o, meglio, le canzoni sono sfaccettature diverse di un'unica idea. I pezzi vertono su aspetti singoli dell'animo umano, focalizzati sugli elementi più tristi e negativi quali la rabbia, l'illusione o l'odio, in quanto la natura energica del nostro genere non calza con valori più positivi come felicità, amore, serenità. Questo cmq non li esclude totalmente, dando così spunto a situazioni musicali insolite per gli Aneurysm.
L'idea di base è riassunta nella frase emblematica più volte ripresa all'interno di "Shades": "siamo un insieme di sfumature e siamo una sfumatura di un insieme più grande".
Le sfumature sono come un comune denominatore, tutto è inteso come insieme, gli elementi sono confusi tra loro allo scopo di creare una sorta di armonia cosmica, ma il tutto è anche costituito da elementi scindibili, combinabili tra loro, creando esseri unici e distinguibili attraverso appunto la sfumatura.

Uno dei punti di forza della vostra musica è l'arrangiamento, sempre curatissimo e ricco di sorprese. Come nascono i vostri arrangiamenti? C'è una mente che pensa a tutto, o l'arrangiamento nasce a poco a poco, con il contributo di tutti i membri della band?
In linea generale Peter (chitarra) ed io proponiamo i singoli riff. Io, come cantante, indico di base ciò che può essere strofa, ritornello, ecc. Il vero lavoro di arrangiamento lo affrontiamo tutti insieme provando e riprovando varie soluzioni finchè non arriviamo alla giusta alchimia.

Un'altra delle caratteristiche tipiche del vostro stile, è la capacità di picchiare e di suscitare emozioni al tempo stesso. Spesso e volentieri, parole e musica si fondono alla perfezione, e colpiscono il segno. E la melodia, e di conseguenza la bellissima voce del cantante, hanno quindi un ruolo chiave. Da dove nasce questa vostra passione per la potenza, il tiro e la melodia? Quali sono le vostre radici musicali, e di conseguenza i gruppi che più vi hanno influenzato?
All'inizio, ormai quindici anni fa, avevamo come esempio principalmente i Metallica. Nel corso degli anni abbiamo attraversato parecchie influenze tra le quali sicuramente hanno fatto presa la melodia dei Blind Guardian, la tecnica dei Dream Theater e la potenza dei Pantera. Negli ultimi anni poi hanno sicuramente lasciato il segno band come Fear Factory, Meshuggah e Strapping Young Lad.

Dal punto di vista live, state sostenendo "Shades"? Vi attendono date particolarmente stuzzicanti?
In questa prima fase abbiamo avuto l'occasione di suonare in ottime situazioni come il Metal Day di Trento con headliner i grandi The Haunted, oppure in locali di un certo spessore come lo Zoe di Milano.
Ovviamente il nostro intento è di suonare il più possibile.

State componendo nuove canzoni? Pensate che il vostro sound subirà un'evoluzione, in vista del prossimo album?
Siamo al lavoro già da qualche mese, al momento abbiamo già otto pezzi "quasi" pronti. Il nostro sound ha subito non un'evoluzione bensì una RIvoluzione. Ha inciso molto la presenza di Stefano (tastiere e programming) che su "Shades" è stato più che altro un innesto a canzone finita, mentre nei nuovi pezzi ha contribuito visceralmente al songwriting. Altro punto rivoluzionario è il definitivo passaggio alle sette corde, con inevitabile appesantimento del sound. Di base poi siamo sempre gli Aneurysm, però più aggressivi e con qualche fronzolo in meno. Siamo molto entusiasti di queste novità e non vediamo l'ora di poterle sperimentare in sede live... ma tempo al tempo...

Bene, questa breve intervista è finita. A voi le ultime parole.
Grazie a Shapeless per la bella intervista e soprattutto per il sostegno profuso!
Come avete potuto leggere le novità non sono certo finite... teneteci d'occhio!!!
Vi aspettiamo il 26 gennaio al Covo Antico di Brescia e anche su http://www.aneurysm.it/
CIAO E GRAZIE!!!



Sito internet: http://www.aneurysm.it/