Agabus
(Hellvis - Maggio 2005)


Ecco finalmente di ritorno gli Agabus, veri stacanovisti dei nostri palchi tricolori ed autori di un crossover dalle tinte forti! "Last Way Left" vede il gruppo in un notevole stato di forma. Quale miglior modo di celebrare un album così bello se non intervistando questa band?



Dopo una lunga attesa, eccovi di ritorno con il valido "Last Way Left". Come hanno accolto i vostri fan questo nuovo sforzo? Siete soddisfatti del risultato e dei riscontri ottenuti?
Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto e del risultato ottenuto. E' stato un lungo parto, nel senso che sono passati quasi quattro anni dal precedente "Agabus", a causa della nostra attività live che ci impegna molto e soprattutto dal fatto abbiamo cambiato bassista lo scorso gennaio 2004. Questo ci ha leggermente fermato per qualche periodo a livello compositivo.
Di sicuro "Last Way Left" è un lavoro molto più maturo rispetto ad "Agabus", sia musicalmente che come concept. In questi quattro anni siamo molto maturati come persone e come musicisti. "Last Way Left" è un po' il risultato di questo cambiamento.

Mettendo a confronto "Last Way Left" con "Agabus", è facile notare una maggiore maturità stilistica. Inoltre il suono si è fatto più potente ed aggressivo. E' stata l'esperienza sul palco ad evolvere la vostra musica in questa maniera, o anche l'arrivo di Raz ha avuto il suo peso?
Entrambe le cose che hai citato hanno avuto la loro importanza. Di sicuro suonare molto dal vivo è sempre un'esperienza che non può che far crescere e maturare... Il cambiamento che si nota sicuramente tra il primo demo e "Last Way Left" è sicuramente da ricercare in una dimensione evolutiva. Siamo cresciuti molto sia come persone che come musicisti, e questo ci ha dato la possibilità di trovare un nostro stile più personale. Le canzoni presenti su "Last Way Left" hanno avuto un percorso compositivo molto lungo e curato, ed è anche per questo motivo che sono presenti solo sette tracce.

"Last Way Left" si conclude con una vostra vecchia canzone: "The Hive Of Damage". Si tratta della canzone con la quali vi ho conosciuti, ascoltandola per la prima volta nella compilation "Indigestible Sound". Ho sempre pensato che questa traccia rappresentasse un momento di svolta nel vostro sound. Siete d'accordo con questa mia affermazione?
D'accordissimo con te. "The Hive Of Damage" ha dato inizio, senza volerlo, ad un cambio di direzione nel nostro sound.

Presentaci anche le altre canzoni del CD, se ti va!
Sono canzoni molto più d'impatto rispetto al CD precedente. "Golpe", "Last Way Left" e "Responses" sono canzoni legate alla sfera sociale, di denuncia politico-istituzionale, mentre "Atman Collapse" e "Train" sono più personali, più legate alla mia identità, alla mia vita, alle mie esperienze!

Come siete cresciuti musicalmente? Quali sono state le vostre fonti di ispirazione agli inizi e quali sono quelle attuali?
Mah, sicuramente i nostri gruppi di ispirazione storici sono Sepultura, Pantera, Biohazard. Adesso di sicuro le mie maggiori influenze sono ritrovabili in gruppi quali Messhuggah, Brujeria, System Of A Down, Cypress Hill, Soulfly e gli italianissimi Kiju, Last Rites, Art Disorder... e Livello Zero.
All'interno della band però abbiamo tutti dei gusti musicali molto vari, infatti si passa dai Morbid Angel ai Motorpsycho, dai Cannibal Corpse ai Tool, dai Decapitated agli Incubus ecc. Siamo molto versatili a causa dei nostri gusti molto differenti.

Avete calcato tantissimi palchi e sembra che quella live sia la vostra dimensione ideale. Quali sensazioni provate quando siete sul palco? Che rapporto c'è tra voi ed il pubblico? E quali sono le migliori band underground con le quali avete suonato?
Mah... di sicuro la cosa più importante è riuscire a trasmettere al pubblico le nostre emozioni, sensazioni... questa è la cosa che io ritengo più importante... se le persone che sono al concerto si lasciano trascinare dalla musica, questa è la cosa più importante... deve esserci una trasmissione di energie... e quando questo accade si può dire che abbiamo colto l'obbiettivo. Non sempre è così, dipende dai luoghi e dalle persone, ma io ritengo questa componente un ingrediente fondamentale per la buona riuscita di uno show...
Per quanto riguarda le migliori band con cui abbiamo suonato sicuramente menzionerei i Kiju, Last Rites e Art Disorder, con i quali abbiamo suonato parecchie volte assieme e si è istaurato tra di noi anche un bel legame di amicizia (tipo coi Last Rites abbiamo suonato assieme più di dieci date); poi ricorderei gli SKW, Infernal Poetry, Rain, Arcadia, Toxic Poison, Black Obsession, Aleph, Crenshaw, Embrace, Psychofagist, Captura, Edenbeast, Lifend e potrei stare qui fino a domani a dirtene molti altri... La scena italiana è veramente molto, molto prolifica.

L'impegno sociale è sempre stata una caratteristica dei vostri testi e dell'artwork. Quali sono i temi principali di "Last Way Left"? I testi sono collegati fra di loro o sono autonomi l'uno dall'altro?
All'interno del CD si affrontano tematiche di vario genere, si passa dalla drammatica situazione del popolo palestinese (col brano "Golpe"), allo stato di salute del nostro pianeta terra e del protocollo di Kyoto (in "Responses"), alle politiche mondiali degli U.S.A. (in "The Hive Of Damage"), ed a tematiche più personali che toccano più in profondità la mia identità in "Train" ed "Atman Collapse".

Quali sono i vostri programmi per il futuro? State già preparando delle nuove composizioni o addirittura state pensando al nuovo album? O semplicemente, vi dedicherete ad altri concerti?
Allora, adesso stiamo pensando principalmente a suonare e a promuovere il nuovo promo il più possibile. Questa è la priorità in questo momento!!! Nel frattempo però abbiamo già pronti altri tre brani e stiamo lavorando ad un quarto che andranno a far parte del nostro prossimo CD in uscita per l'etichetta francese Deadsun Records, la quale ristamperà e distribuirà anche "Last Way Left" tra giugno e luglio di quest'anno. Il prossimo CD non si sa quando uscirà, si spera per gli inizi del 2007 ma queste cose non le puoi programmare, tutto può succedere (citazione di Vasco...). Si vedrà!!!!

Quale pensi che sia la frase ideale per concludere questa breve intervista?
Per me è stato veramente un grosso piacere rispondere alle tue domande...
Grazie mille a te e alla zine per averci dato lo spazio per questa intervista e per tutto il lavoro che fate per promuovere e sostenere la musica underground...
Grazie anche ai lettori, speriamo di incontrarci a qualche concerto. Per rimanere sintonizzati sui nostri spostamenti andate sul nostro sito nella sezione Dates che è sempre costantemente aggiornata...
Ciao


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