Advent
(Hellvis - Luglio 2003)


Gli Advent sono un'interessante band piemontese con due demo al loro attivo: "From a Distant Landscape" e "Valhöll". La loro musica è principalmente un black sinfonico. Le influenze però sono così tante e diverse da rendere impossibile una precisa catalogazione degli Advent in un genere. I membri della band hanno risposto a questa intervista (via e-mail) con entusiasmo! Buona lettura.



Innanzitutto complimenti per "Valhöll". Quali sono state le risposte della critica e degli ascoltatori?
FEDERICO: Grazie per i complimenti e per rispondere alla tua domanda posso dirti che, in questo momento, siamo abbastanza soddisfatti per i continui riscontri favorevoli ottenuti: finora abbiamo ricevuto critiche positive (a volte addirittura entusiastiche) e la risposta degli ascoltatori per ora è stata ottima... dunque per ora stiamo percorrendo una piacevole strada...

Cosa stanno facendo attualmente gli Advent? Ci sono nuovi progetti in vista?
FEDERICO: Il mese scorso abbiamo finito di registrare il nostro primo album ufficiale per un'etichetta discografica scozzese, la Golden Lake Productions (http://www.goldenlakeprods.co.uk/), che si intitolerà "The Dawn", conterrà 9 pezzi e uscirà verso la fine di Giugno 2003...
Attualmente, invece, stiamo lavorando all'aggiustamento della line-up degli Advent: in questi giorni abbiamo finalmente trovato un tastierista (che si occuperà anche delle seconde voci) in sintonia con il progetto Advent e abbiamo già iniziato la realizzazione di nuovi pezzi: preparatevi a delle belle sorprese!!!

Una delle prime considerazioni che saltano in mente all'ascolto di "Valhöll" è la cura con cui arrangiate le vostre canzoni. Pur non lesinando in violenza, date grande importanza alle atmosfere sofisticate. Che suggestioni cercate di ricreare con la vostra musica?
FEDERICO: Riteniamo che l'atmosfera sia un elemento essenziale per comunicare attraverso la musica (ne sono prova alcuni gruppi, delle vere e proprie pietre miliari, che puntano tutto sull'atmosfera e poco sulla tecnica, come Burzum, Northland ecc.). Con il progetto Advent abbiamo cercato di creare un connubio fra tecnica ed atmosfera. Ogni canzone vorrebbe essere come il quadro di un paesaggio particolare: una creazione artistica che comunica le sensazioni proprie dei luoghi descritti: paesaggi distanti e al di fuori del tempo e dello spazio. Questo penso sia uno dei punti di forza del progetto Advent: perché in questo modo ogni canzone, rappresentando un differente "luogo", può differenziarsi dalle altre. Dunque il nostro intento è quello di condurre per mano l'ascoltatore nell'esplorazione di nuovi universi ognuno dei quali dà le sue particolari suggestioni.

Un'altra vostra caratteristica è la duttilità espressiva. Le tre canzoni presenti in "Valhöll" sono molto diverse l'una dall'altra. Questo è dovuto a vostre scelte compositive o ogni vostro brano nasce spontaneamente?
FEDERICO: Di solito il lavoro degli Advent si sviluppa così: normalmente è Giorgio la mente ispiratrice che propone la linea di una canzone e poi ogni membro del gruppo ci mette del suo... da qui nascono le variazioni e i cambiamenti all'idea originale, fino ad arrivare alla stesura finale del pezzo: dunque il processo di creazione è molto spontaneo e tutto nasce dalle sensazioni ed idee che nascono sul momento mentre un pezzo viene provato. La duttilità espressiva, invece, come ho già accennato nelle risposta precedente, viene dal fatto che il progetto Advent con ogni canzone cerca di dipingere un paesaggio particolare (ed ogni luogo può dunque essere simile o completamente diverso dagli altri). La "composizione del quadro" può avvenire su diversi livelli: ad esempio i testi possono nascere ispirati dalla particolare sonorità di una canzone, oppure una particolare sonorità può scaturire dal testo creato.
ALESSANDRO: Decisamente spontaneamente.
GIORGIO: Ogni brano nasce come storia a sé. E' frutto dell'improvvisazione solitaria casalinga, in primis, ma già dalle prime note di un riff, spesso accennato con la chitarra acustica, il brano prende vita da solo. Uso spesso l'acustica anche su ciò che poi verrà riarrangiato con 2 chitarre o chitarra+synth perché permette di rendere da subito una certa espressività sia d'apertura melodica che di dinamica.

Il vostro stile può essere considerato una sorta di black sinfonico melodico. Qual è il vostro background musicale? Quali band vi hanno più influenzato?
FEDERICO: Trovo veramente arduo etichettare gli Advent, anche se inizialmente ero io stesso a definirci un gruppo Black Sinfonico... adesso mi astengo da ogni classificazione, anche perché le nostre sonorità si rifanno a molti generi differenti. Comunque lascio libera scelta ai nostri ascoltatori di classificarci con il genere che preferiscono. Per quanto riguarda i gruppi che ascolto e da cui traggo ispirazione, eccone alcuni: Dissection, Burzum, Northland, Satyricon, Falkenbach, Enid, Finntroll, Storm, Otyg, Vintersorg, Tronus Abyss, Samael, Dimmu Borgir, Cradle Of Filth, Iron Maiden, System Of A Down, Rhapsody, Manowar, Iced Earth, Tristania, Sirenia, Macbeth, Elend... a questi si aggiunge la mia passione per la musica tradizionale (italiana, delle aree celtiche...), la musica antica e la musica classica, nonché per la techno-trance... come potete vedere mi piace ascoltare veramente di tutto: penso che ogni composizione abbia qualcosa da trasmettere o a cui ispirarsi per ricreare determinate atmosfere.
ALESSANDRO: Dream Theater, Cradle Of Filth, Dimmu Borgir.
GIORGIO: A me personalmente piacciono i chitarroni potenti (anche se ancora non ne ho potuti registrare di veramente portentosi), le ritmiche veloci, i synth maestosi ed i vocioni alla Federico. Effettivamente quest'amalgama è una specie di Black Sinfonico, tra i cui esponenti reputo grandiosi i Cradle, gli Hecate Enthroned, alcune cose dei Dimmu Borgir... i classici insomma. "Valhöll" è però forse anche un po' influenzato da una certa ricerca verso i riff più classic metal, come nella nostra "Shub-Niggurath". Proprio questo pezzo è forse il nostro più particolare. Il riff portante di piano a metà pezzo viene da un loop liberamente tratto (e riproposto dal nostro ex tastierista Stefano) dal concerto n.2 di Saint-Seins. In questo ho cercato al massimo di accostare il classic metal con il classic per definizione, anche se poi ad un certo punto non ce l'ho fatta e sono arrivate le accelerazioni.

Come la musica, anche i testi sono molto curati. Qual è l'universo lirico degli Advent?
FEDERICO: Aahh ssssìììììì, la domanda sui testi!!!! Cercherò di essere breve... se ci riesco. Innanzi tutto vorrei invitare tutti a consultate la sezione dei testi del sito degli Advent dove potrete trovare tutti i testi tradotti e corredati da commenti. I testi, in accordo con la musica, cercano anche loro di dipingere dei paesaggi e a dir la verità è leggendo il testo che ci si trova proiettati e si può vagabondare per i differenti mondi... a volte poi alcune canzoni ti riportano in un "mondo" già visitato e aggiungono qualcosa completando una visione precedente. Dunque io non parlerei di un unico "universo lirico" degli Advent, ma di molteplici universi (ogni canzone potrebbe rappresentarne uno)... detto questo effettivamente si può fare una suddivisione tra i mondi che gli Advent invitano a visitare e "Valhöll" ne è un chiaro esempio poiché le tre canzoni riprendono tre tematiche importanti e a noi care.
Il primo mondo è quello romantico del sublime, delle forze naturali e dell'eroe satanico, infatti "Paradise Lost" (la prima traccia) ne è un esempio peculiare: in questo universo ci rifacciamo alla poetica dei grandi autori romantici (Milton, Blake, Wordsworth, Coleridge, Byron...).
Il secondo universo esplorato dagli Advent è quello dell'epica e "Valhöll" (la seconda traccia) riprende in questo caso l'epica nordica; oltre all'atmosfera questo testo ha un'altra particolarità, poiché è stato scritto utilizzando l'Islandese Antico e alcuni passi in Inglese Antico; in questo universo si dà valore all'eroismo.
Il terzo universo è invece quello più oscuro, dove il sublime ed il romantico si trasformano in un orrore senza tempo e forma, "Shub-Niggurath" mostra questa oscura visione, ispirata a quella dell'autore americano H.P. Lovecraft, e vuol essere una riflessione per coloro che pensano di poter dominare forze oscure e potenti, senza comprendere che alla fine ciò porta ad un inevitabile annientamento.
Dunque una sorta di romanticismo è presente in tutti i nostri componimenti e tuttavia esso può sfociare nei più disparati esiti. In questa carrellata molto veloce ho cercato di esporre brevemente le tematiche degli Advent e tuttavia ci sarebbero ancora innumerevoli cose da dire poiché ogni testo e mondo ha in sé molto di più...

Il vostro sito web è molto professionale ed esauriente. Si è rivelato utile avere una vetrina su internet? Questa vostra impeccabilità formale (musica, dischi, grafica, sito) è dovuta a un vostro innato perfezionismo? O pensate che l'unico mezzo per fare le cose è farle per bene?
FEDERICO: Ritengo sia importante impegnarsi il più possibile per realizzare i propri sogni... così come nella realizzazione dei pezzi anche in tutto il resto ogni membro del gruppo mette a disposizione degli altri le proprie conoscenze e capacità... nel caso di internet e del sito i complimenti vanno a Riccardo che è il webmaster del sito, ma non solo: è anche il responsabile grafico degli Advent (copertine, CD, book...). Fin quando è possibile preferiamo realizzare tutto quanto da noi, cercando di farlo nella maniera più professionale possibile. Avere una vetrina su internet ritengo sia molto gratificante perché ognuno può vedere il lavoro che stai facendo.
ALESSANDRO: L'importante è impegnarsi a fondo nelle cose. essere perfezionista significa sprecare energie in cose inutili.
GIGI: Quello che penso io è che di sicuro ci stiamo impegnando, cercando di lavorare sodo e con organizzazione, anche perché da quando suono con l'allegra combriccola, ho notato che nulla è dato al caso. Ci si consulta, ci si scambiano idee (anche se Giorgio molto spesso non mi ascolta! ora mi mena!), quindi di lavoro da fare ce n'è. Per quanto riguarda il "perfezionismo" io penso che non è tutto oro ciò che luccica, noi pensiamo a dargli solo una bella lucidata.

Per quanto giovane, la vostra carriera musicale ha potuto godere di un progressivo successo o avete sofferto anche momenti drammatici?
FEDERICO: Per ora stiamo godendo di un progressivo successo e gli unici momenti "drammatici" sono stati quelli relativi ai cambiamenti di line-up, che comunque non sono mai stati dovuti a litigate o eventi traumatici. Noi facciamo musica innanzitutto per il nostro piacere e divertimento. Il fatto che altri apprezzino il nostro lavoro è una piacevole cornice che ci dà sì molte soddisfazioni, ma non è il motore che muove il progetto Advent. Se mai cominceremo a fare musica per gli altri penso che la verve compositiva del gruppo si sterilizzerebbe e dopo poco tempo non proveremmo più piacere in quello che facciamo e dunque smetteremmo di suonare.

Che opinione avete di voi stessi? Vi vedete pronti al grande salto o restate con i piedi per terra?
FEDERICO: Parlo per me, ma penso che anche gli altri la pensino allo stesso modo. Siamo persone normali che si impegnano per qualcosa in cui credono. Naturalmente c'è sempre del lavoro da fare e si può sempre migliorare, ma penso di poter affermare che gli Advent sono pronti in qualsiasi momento al grande salto, e questo non perché ci riteniamo degli "dei in terra", ma perché abbiamo sempre lavorato in modo professionale e serio e così continueremo. Inoltre siamo sempre in cerca di qualcosa di nuovo e cerchiamo come si suol dire, di "non adagiarci mai sugli allori". Ed infine la cosa più importante è che continuiamo a fare una cosa che ci piace e ci diverte un sacco. Dunque la nostra parte la stiamo già facendo e continueremo a farla: se poi si dovrà fare un bel balzo non penso che ciò ci causerà delle difficoltà.
GIORGIO: A dire il vero ci spero che qualcuno ci noti, diventare professionisti sarebbe un balzo in avanti per questo progetto notevole. Alcuni studiano, altri lavorano, io personalmente posso dedicare alcune ore la sera alla musica, e di ciò mi duolgo. Col poco tempo a disposizione ho completamente tralasciato lo studio tecnico dello strumento per concentrare i miei sforzi nella composizione, l'unica cosa che conta quando si fa musica piuttosto che suonare strumenti. Nonostante ciò ringrazio iddio che la nostra verve compositiva non venga intaccata dal quotidiano e possa soddisfarci negli anni a venire.

Qual è il responso del pubblico dopo le vostre esibizioni? Tutti i componenti della band si esaltano durante i concerti?
FEDERICO: Innanzitutto pongo il mio punto di vista sull'esibizione in pubblico: penso che una band debba trasmettere qualcosa di differente in pubblico in aggiunta a ciò che si può avere dai dischi... questo perché se non ci sono differenze tanto vale sentirsi il disco a casa propria. Per quanto riguarda gli Advent stiamo lavorando proprio sulla presentazione al pubblico. Per ora non abbiamo fatto molte date (anche per i continui cambiamenti di line-up), ma in autunno vorremmo iniziare a farci vedere sulla scena!!! Personalmente arrivo da una precedente esperienza in cui facevo uso di face-painting e borchie, ed in questo modo era relativamente facile fare spettacolo... con gli Advent invece la sfida è quella di mostrare quello che siamo e dunque i punti di forza spettacolari dovranno essere altri. Ho sempre inteso il suonare dal vivo come se fosse una sorta di rappresentazione teatrale, ma a dire la verità non so ancora cosa potranno riservare le live-performance degli Advent...

Dite quello che volete ai lettori di Shapeless!
FEDERICO: Continuate a rincorrere i vostri sogni e battetevi per essi... solo così un giorno potranno realizzarsi!!!
ALESSANDRO: Leccate la fica.
GIORGIO: Bella storia.

Mail: adv_ent@hotmail.com
Sito internet: http://www.adventcomes.it/