Guida al Thrash (attenzione che si scrive THRASH e non trash, dopo la T c'è una H, peste colga chiunque non lo impari - nd teonzo)
(EvilEnry - Maggio 2002, riveduto PaulThrash - Settembre 2009 con la consulenza di Linho)


l thrash metal nasce negli Stati Uniti all'inizio degli anni '80, e si contraddistingue per il particolare approccio alla forma canzone, caratterizzata da una velocità ed una violenza che stravolge i canoni dell'epoca: troviamo mescolati in un unico indirizzo musicale la furia iconoclasta del punk e il classico gusto melodico ereditato dalla "New Wave Of British Heavy Metal", senza dimenticare il fondamentale apporto dei "precursori" dell'heavy metal. Sono svariati i gruppi che più influenzarono le prime band thrash, ma possiamo indicare sicuramente Motorhead, Diamond Head (nome sfortunatamente noto ai più per essere stati più volte tributati dai Metallica, più che per l'indubbia bontà del proprio songwriting e la presenza nella propria discografia di perle senza età, N.d.P.), Venom ed un nome meno altisonante come quello dei Discharge, i pionieri inglesi dell'hardcore ed autori nella propria "gioventù artistica" di lavori che hanno influenzato molti nomi a venire. Si potrebbero citare i più noti Metallica, e proseguire a lungo la lista (fino ad arrivare al grind; gli stessi Napalm Death non smentiscono un grande amore per la musica del quartetto loro conterraneo)...
In parti e modalità diverse, esse influirono sullo sviluppo del nuovo genere che stava nascendo: i Motorhead contribuirono con l'impatto live e lo stile grezzo e diretto, i Diamond Head con la classe cristallina e la tecnica esecutiva, i Venom con l'assalto sonoro che da sempre li caratterizza e i Black Sabbath con l'oscura epicità emanata da ogni singola nota suonata.
Il thrash nasce in America, per la precisione nella ormai nota Bay Area, la baia di San Francisco che diede i Natali a moltissime fra le migliori band di allora. Di qui il movimento prese piede in tutto il mondo, passando da New York, altro centro nevralgico per il genere, e per l'Europa, dove costruisce il proprio quartier generale in Germania (pur sviluppandosi a sé stante, secondo schemi in parte differenti dai lontani cugini statunitensi).
Ufficialmente si riconoscono i Metallica come pionieri e fondatori del genere, seppur in molti sono da sempre convinti che in principio furono gli Exodus a scrivere le pagine di quello che poi sarebbe diventato un vero e proprio movimento, con brani contenuti in una prima demo dove figurava in veste di chitarrista solista il futuro lead guitarist degli stessi Metallica, Kirk Hammett. Si dice anche che vi fu uno screzio tra le band, per un presunto inserimento da parte di Hammett, nel bridge di quella "Creeping Death" (Ride The Lightning, 1984) che diventerà uno degli inni dei quattro di Frisco, di una linea musicale e vocale di "Die By My Sword" degli Exodus, presente su demo e mai più inserita in seguito negli album della band... ma l'amicizia che comunque sussisteva fra le band non portò mai a nulla di concreto, e il "caso" si chiuse in fretta.
Ad ogni modo, i Metallica si formano agli inizi degli anni '80 dall'unione di un giovane danese appassionato all'inverosimile di NWOBHM, emigrato negli USA per tentare di intraprendere una carriera professionistica da tennista, ed un giovane metalhead californiano, che danno vita al primo nucleo della più celebre metal band del pianeta dopo essersi conosciuti durante un concerto della band di Michael Shenker; nelle prime formazioni troviamo anche il rosso crinito Dave Mustaine, che più tardi fonderà i suoi più tecnici (e speed, all'esordio) Megadeth. I Metallica influiranno come pochi altri sullo sviluppo del thrash: l'esordio del gruppo losangelino (città d'origine, solo successivamente trasferitisi a San Francisco), seguito all'apparizione del brano "Hit The Lights" nella compilation "Metal Massacre" della Metal Blade di Brian Slagel e la demo "No Life 'Till Leather", è il famosissimo e pluridecorato "Kill'em All", uscito nel 1983. L'album è un successo fin da subito: i metallari di tutto il mondo lo adorano! La band intraprende la prima tournee mondiale che li porta anche in Italia, di supporto ai Venom. Il disco di cui sopra si contraddistingue per l'attitudine al limite del punk e per l'incredibile incisività! Le composizioni sono brevi e potenti, con ritmiche taglienti, partiture soliste veloci, voce al vetriolo, batteria in continuo assalto e basso frustante: questi, in poche parole, sono gli ingredienti necessari del concetto basi di thrash di cui i Metallica crearono la prima ricetta!
Altre due band, sempre americane e sempre provenienti dalla California, fanno il loro debutto. Stiamo parlando di Slayer (1983, simultaneamente all'uscita di "Kill'Em All") ed Exodus (1985), con il loro fondamentale contributo alla storia del genere! Gli Slayer si contraddistinguono per un suono più grezzo e potente (a parte l'esordio "Show No Mercy", un concentrato di speed e NWOBHM che si diversifica abbondantemente dalle produzioni successive), tanto che in quegli anni si parlò addirittura di "black metal", e furono in molti a credere che la band stesse in realtà scherzando, tanta era la violenza che usciva dai propri lavori. Gli Exodus, "contestazioni" già citate a parte, si vengono a porre come ideale via di mezzo tra le sonorità già citate; il suono proposto dal quintetto di San Francisco incrocia lo stile di entrambi. Il loro esordio è una pietra miliare del genere: "Bonded by blood", unico album in studio con alla voce il mitico e compianto Paul Baloff! (attualmente riregistrato sotto il nome di "Let There Be Blood", operazione fastidiosa ed inutile per molti, ma voluta fortemente dalla band; peccato per la presenza dietro al microfono del singer Rob Dukes, che di certo si differenzia in toto dallo stile di Baloff).
Nel frattempo il verbo del thrash si diffonde come la peste e si sposta sulla costa orientale, stabilendosi soprattutto nella grande mela, New York. Qui subisce una leggera modifica: i gruppi newyorkesi suonano in maniera leggermente differente; fin dall'inizio danno più importanza ad una delle grandi influenze del thrash, ovvero la New Wave Of British Heavy Metal. Il gusto melodico, che poi travolgerà anche la costa ovest, la cosiddetta Bay Area, contraddistingue fin dall'inizio band come Anthrax, Overkill, capitanati dall'inossidabile Bobby "Blitz" Ellsworth e, qualche anno più tardi, i Nuclear Assault. Il trademark è differente: gli Anthrax si caratterizzano per il rinomato "mosh", una sorta di marchio di fabbrica del loro sound, che consiste in partiture rallentate e cadenzate che fungono da break per il brano. Gli Overkill basano invece il proprio sound su una maggior influenza di stampo "metal classico", riconoscibile dalle classiche cavalcate; infine i Nuclear Assault si contraddistinguono per un sound più tirato, che si avvicina moltissimo all'hardcore più estremo. Tutte le band esordiscono alla grande: "Fistful of Metal" per gli Anthrax (con Neil Turbin alla voce e Dan Lilker al basso, che fonderà poi i Nuclear Assault), "Feel the Fire" per gli Overkill e "Game Over" per i Nuclear Assault; bastano i nomi degli album per far capire l'importanza del terzetto!
Finalmente viene il turno dei Megadeth, creatura autonoma del bizzoso Dave Mustaine, fresco di uscita dai Metallica. I Megadeth esordiscono nel 1985 con "Killing Is My Business... and Business Is Good!", tre anni dopo l'uscita dai Metallica. L'esordio dei Megadeth, come già sottolineato in precedenza, si caratterizza per un approccio a cavallo fra lo speed metal (genere più volte accostato anche agli stessi Metallica), che in quegli anni vedeva i suoi massimi esponenti in band canadesi come i mitici Anvil ed Exciter, ed il thrash nascente, nonché foriero di una tecnica superiore rispetto alla band d'origine. Di certo il capolavoro "Rust In Peace" non ha molto a che spartire con questo debut, ma si comincia a delineare la complessità di riff e le intricate ritmiche che caratterizzeranno la future produzioni dei Megadeth.

L'Europa non stava assolutamente a guardare. Mentre da un lato osannava le band d'oltreoceano, dall'altro si organizzava per creare una scena propria; cominciano ad uscire allo scoperto anche nel Vecchio Continente le prime avvisaglie di band thrash. Tra gli antesignani e più influenti troviamo i Celtic Frost, dalla Svizzera, e la triade teutonica composta da Kreator, Sodom e Destruction, tutte compagini che si distaccano dal movimento prettamente europeo per spingersi verso lidi estremi. Tutte queste band sono accomunate da una proposta più rude e violenta rispetto ai canoni americani (eccezion fatta per il primo movimento death, che a ragion veduta può essere considerato grezzo thrash metal con liriche "sofferte"): l'Europa si contraddistingue per l'assalto sonoro (per dirla tutta piuttosto incerto e poco attento alla cura nella composizione, quantomeno agli esordi, N.d.P.), lasciando la vena melodica agli yankee, con i principali punti di riferimento riscontrabili in bands come Slayer e Venom. Ciò nonostante, ancora dalla Germania usciranno di lì a poco bands sempre dimenticate e sottovalutate come Paradox, Deathrow, Vendetta, con lavori molto più legati alla scena americana e pregni di melodie mai banali e sempre ricercate, e i goliardici Tankard, che forse proprio per la vena scherzosa e festaiola sin da subito adottata dal quintetto non sono mai stati presi veramente sul serio, pur essendo autori di bordate thrashcore non indifferenti!
Discorso a parte meritano i Celtic Frost (espletato in maniera più completa nella sezione dedicata alle evoluzioni del thrash, N.d.P.), che in realtà diedero vita a quello che venne definito "avant-garde thrash", un thrash complesso in cui si mescolano influenze tra le più svariate, tra cui una buona percentuale strizza l'occhi alla musica classica.
Dalla Danimarca provengono invece gli Artillery, che stupiscono per l'impatto della propria musica, resa ancor più interessante da un approccio al cantato molto particolare ed in controtendenza con l'iconografia associata al thrash europeo; degni di nota sono "Terror Squad" e l'apice "By Inheritance", ad oggi fonte di ispirazione dichiarata per molte giovani band, ma scarsamente considerato e pubblicizzato all'epoca della sua uscita (1990).
Anche l'Inghilterra insegue il sogno americano del thrash metal, contrapponendosi alla NWOBHM che ha sempre comunque contato proseliti nel Regno Unito; non a caso, sono inglesi gli Xentrix, gli Onslaught, i Sabbat (di Martin Walkyier, che fonderà in seguito gli Skyclad, ed Andy Sneap, attualmente uno dei più quotati e rispettati produttori in ambito metal), i Re-Animator, gli Acid Reign, gli Slammer, e molti altri nomi meno noti ma autori di album di indiscutibile valore.

La scena continua imperterrita a svilupparsi, già pronta a preparare il terreno e ad accogliere quella che potremmo definire come la seconda ondata thrash metal. Le band primigenie affinano il proprio sound e lo arricchiscono con nuove influenze (in alcuni casi snaturando la proposta, in altri mantenendosi ben saldi alle proprie radici). I Metallica sono all'apice della creatività musicale, e non mancano di stupire pubblicando album seminali come "Ride the Lightning" e "Master of Puppets", i Megadeth aprono le mente con quel capolavoro di tecnica e melodia che è "Peace Sells... But Who's Buying?", gli Slayer si ritagliano una fetta più estrema di pubblico con "Hell Awaits" prima e "Reign In Blood" poi, gli Exodus risolvono i problemi inerenti la mancanza di un cantante reclutando Steve "Zetro" Sousa, degli allora sconosciuti a livello mainstream, ma già molto apprezzati in ambito underground, The Legacy (inutile ricordare che in seguito cambieranno monicker in Testament, ma per i più giovani l'informazione potrebbe risultare gradita...), senza contare altri ottimi album licenziati in quel periodo d'oro per il movimento thrash metal mondiale, ma più in generale per il panorama estremo mondiale!
Periodo d'oro dunque per il thrash, che raggiunge i massimi livelli nell'arco temporale intercorso fra il 1986 ed i primissimi anni '90. Gli USA si confermano culla assoluta del thrash; un numero davvero rilevante di gruppi esce allo scoperto con i propri debut album, con etichette come Metal Blade e Roadrunner che non si lasciano sfuggire tutte le nuove leve più interessati da qualsiasi punto del mondo (a volte anche grossi buchi nell'acqua, per dirla tutta... N.d.P.),
Il 1986 è un anno d'oro per il thrash americano. E' questo l'anno in cui i gruppi danno alle stampe la loro migliore produzione, primi fra tutti i nomi di spicco di Metallica, Slayer e Megadeth. Il 1986 segna anche la scomparsa di un mito, ormai amatissimo dal pubblico di tutto il mondo: lo storico bassista dei Metallica, Cliff Burton, muore a seguito di un incidente che coinvolge il pulmino che sta trasportando la band in tour attraverso l'Europa, proprio nella Danimarca patria natia di Lars Ulrich. E' il 26 settembre, ed il mondo metal è in lutto. Dopo una prima sbandata della band, che medita l'uscita dalle scene, il posto viene nuovamente ricoperto un paio di mesi dopo da Jason Newsted, proveniente dai Flotsam & Jetsam, freschi autori di un ottimo debutto dal titolo "Doomsday for the Deceiver", un altro classico per ogni thrasher che si rispetti (la critica li definisce speed, ma si sa, la linea che divide i due generi è realmente sottile); peccato che la band non abbia mai raggiunto il successo che avrebbe meritato, e tutt'ora merita, con produzioni che nulla hanno da invidiare a band più blasonate e maggiormente note alla massa.
Un altro debutto degno di nota è "The Legacy" dei Testament. Siamo nel 1987 e la band sconvolge il mondo per l'abilità tecnica e la violenza delle canzoni: in assoluto il miglior debutto della seconda ondata thrash, e chiara dimostrazione di come le band già rodate avessero influenzato le nuove leve. Dal Brasile proviene una giovane band meglio nota come Sepultura, ispirata ai gruppi più veloci e dal sound marcio e malefico, Slayer su tutti (ma con una particolare predilezione per i Black Sabbath; i fratelli Cavalera non faranno mai mancare per anni tributi ai quattro inglesi, e nota è la cover di "Symptom of the Universe" che infiamma il pubblico durante i loro concerti... senza dimenticare che il brano del quartetto inglese è stato definito da molti come "proto-thrash", una sorta di antesignano del genere che verrà, N.d.P.): in alto i calici per lavori del calibro di "Beneath the Remains" e "Arise"! Gli States continuano a dettare legge, sfornando bandi spettacolari: come non citare Sacred Reich, Forbidden, Death Angel e molti altri ancora? Il genere comincia a subire leggere modifiche (confronta ancora una volta quanto riportato nelle "Evoluzioni del Thrash"); in molti decidono di rinunciare all'iniziale e preponderante carica aggressiva, spostandosi verso lidi più "heavy-oriented" come i Metallica. Altri fanno della tecnica la propria arma vincente, come i canadesi Annihilator, autori nel 1989 del debutto al vetriolo "Alice in Hell"; altri danno vita a qualcosa che non ha precedenti né seguaci, come i Voivod, che da band rumorista diventa una risposta metal (o meglio un tributo in versione metallica) ai Pink Floyd, con ottimi risultati: la classe non si discute! Ritornando oltreoceano, sono degni di menzione gli Heathen, un concentrato di tecnica, precisione, velocità e melodia che divide tutt'ora i pareri della critica; "Victims of Deception" è risultato e summa di quanto detto, e stupisce ancora oggi giorno per la qualità del songwriting del quintetto americano. Stesso discorso per i Defiance, che si inseriscono a pieno diritto con "Beyond Recognition" nell'Olimpo del thrash. Anche i Laaz Rockit partono con radici heavy (al limite dello "street metal") e si "trasferiscono" verso sonorità più rudi, e "Nothing'$ $acred" ne è l'esempio più brillante, con brani che hanno fatto storia; altri pionieri del genere, sempre passati in secondo piano rispetto ai "cugini" famosi, sono i Whiplash (qui si parla dei Whiplash storici "dei tre Tony", gli stessi che da giovani frequentavano il Rock 'N Roll Heaven di Jon Zazula, insieme ai vari Metallica, Overkill, Anthrax...), autori del debut "Power And Pain" (1985) che è ancora riferimento per gli appassionati del classico sound della Bay Area.

Anche altri grandi nomi cambiano leggermente le coordinate, introducendo la lenta, ma inesorabile fine del genere, così come inteso agli esordi. Gli Anthrax sfornano un album interessante ma meno violento, "Persistence of Time", i Testament si danno ad una più spiccata vena melodica, prima con "Practice What You Preach", che unisce il thrash all'heavy metal più elegante, e poi con "Souls of Black", in cui la band si stabilizza su una sorta di veloce heavy metal dal caratteristico stampo USA. Gli unici fedeli alla linea rimangono gli inossidabili Slayer, che continuano a proporre album violenti e veloci, e decisamente memorabili, come "South of Heaven" o "Seasons in the Abyss". Particolare eccezione sono i Megadeth che, nel 1990, si consacrano come icona ed esempio per le nuove leve con l'album definitivo della loro carriera, che riassume quello che era, o sarebbe dovuto essere, il thrash di quegli anni: tecnica, precisione e potenza! Certo è che "Rust in Peace" anche oggi ha ben pochi eguali, e se i riff partoriti dal vulcanico leader non bastano, ci pensano le micidiali ritmiche di Nick Menza, i sempre ottimi arrangiamenti per bassi di Dave Ellefson e le partiture soliste del guitar hero Marty Friedman a bollare il risultato come capolavoro. Sta fiorendo il filone techno thrash: anche i Metallica non sono da meno, e pur non raggiungendo le prestazioni tecniche del gruppo dell'ex Mustaine, due anni prima hanno rilasciato un album sempre troppo sottovalutato come "...And Justice For All", un concentrato di melodia e soluzioni non conformi alla regola, che può essere considerato la summa della discografia della band... anche se siamo al cospetto della fine di un'epoca.
Sempre su livelli tecnico esecutivi molto elevati si pone anche la seconda fatica dei californiani Forbidden, i quali avevano esordito due anni prima, nel 1988, con lo sbalorditivo "Forbidden Evil"; con "Twisted Into Form", loro secondo album, essi aggiungono maggior notorietà. L'album mescola sapientemente l'attacco sonoro a testa bassa con la ricerca di sonorità più composite; da segnalare che nei primi due album dei Forbidden compare dietro le pelli Paul Bostaph, sostituto di lì a breve del defezionario Lombardo dietro il drumkit degli Slayer...
Altra band seminale sono i Dark Angel, che dopo il debutto nel 1984 con "We Have Arrived", l'arrivo con il secondo "Darkness Descends" di uno dei più acclamati batteristi viventi in campo metal, rispondente al nome di Gene Hoglan, e l'ottimo "Leave Scars", arrivano nel 1991 a confezionare quel capolavoro che risponde al nome di "Time Does Not Heal", con brani editi dallo stesso Hoglan grazie alla collaborazione di Brett Eriksenn (in forza anche ai Viking, thrash band con "bagaglio cristiano" scioltasi in seguito alla conversione e successivo disinteresse dello stesso Eriksen verso la proposta). "Time Does Not Heal" risulta una pietra miliare del genere, con una varietà compositiva (sottolineata da uno spropositato numero di riff contenuti nello stesso platter) ed una tecnica esecutiva che in pochi avevano dimostrato sino a quel momento.
Si chiude così il periodo d'oro, con le fugaci (e purtroppo in certi casi premature) scomparse dei gruppi minori, ed un maggiore occhio di riguardo da parte dei principali esponenti al tornaconto piuttosto che allo stile, con album più soft e studiati a tavolino per la ricerca del massimo profitto (leggasi in particolare "Black Album", o "Metallica" che dir si voglia, N.d.P.).

Il discorso è leggermente diverso per l'Europa. Il Vecchio Continente risente meno di questa esigenza di cambiamento, e rimane ancorato alle origini che l'hanno contraddistinto (solo più avanti ci saranno singolari episodi discografici; a titolo di esempio, è facile citare "Endorama" dei Kreator, piuttosto che "Renewal", tentativi poco riusciti di cambiamento radicale che non hanno avuto il successo sperato, e ne sono esempi pratici attuali lavori della band come "Enemy of God", una sorta di ritorno di fiamma a sonorità "antiche", pur senza ritornare ai fasti di "Coma Of Souls", N.d.P.). La triade teutonica continua il cammino intrapreso, e lo stesso dicasi di altre gloriose band sorte a cavallo dell'ondata thrash ed ideatrici sul finire degli '80 di innumerevoli perle, come i già citati Sabbat, autori di un thrash criptico e dalle tematiche occulte.
Gusti personali a parte, di certo non possono essere omessi dal discorso gli svizzeri Coroner, da sempre snobbati e sottovalutati ma geniali e musicalmente intraprendenti (confronta le "Evoluzioni del Thrash"), con capolavori del calibro di "Punishment For Decadence", "No More Color" e "Mental Vortex", indiscusse chicche come sempre rispolverate, ascoltate con attenzione e capite solo dopo lo scioglimento del power trio (purtroppo definitivo, in questo caso).

L'ondata "grunge" demolisce tutto ciò che incontra, e come già detto, anche i gruppi storici cominciano ad addolcire il proprio sound. L'album che in assoluto sancisce la fine di un'era per il thrash è "Metallica". La band propone ormai delle sonorità che poco hanno a che spartire con gli esordi, e il nuovo album dimostra come ormai il gruppo preferisca dedicarsi ad un discorso musicale più "di massa", piuttosto che proseguire il discorso sulla falsa riga di quanto sinora realizzato. In breve tempo anche gli altri nomi blasonati gettano la spugna, e nella peggiore delle ipotesi, finiscono nel dimenticatoio: Exodus, Forbidden, Death Angel, Megadeth, Anthrax, Testament, giusto per nominare ancora i soliti noti. In molti cambiano le coordinate del proprio sound, così come molti altri decidono di chiudere l'avventura. I primi anni novanta sono sicuramente il periodo più nero per il movimento thrash: bands che pochi anni prima avevano riempito arene brulicanti di fans, ora raccolgono un esiguo (ovviamente se paragonato ai fasti degli anni passati) numero di nostalgici. Il thrash scompare dalla scena mainstream, e se è sbagliato il verbo coniugato, possiamo quantomeno dire che si nasconde nei meandri del circuito musicale internazionale, senza spinte che possano aiutarlo a rialzarsi nell'immediato...

La situazione sembra cambiare di lì a breve, con il finire del secolo. Verso la fine degli anni novanta fanno capolino tutta una serie di gruppi che si rifanno a sonorità in voga una decina d'anni prima. Molti gruppi freschi d'esordio citano come influenze principali bands come Exodus, Testament, Slayer e via dicendo. Naturalmente il music business non si fa scappare l'occasione; ecco che in pochi mesi un numero infinito di bands si riforma con line-up più o meno originali, promettendo un ritorno ai fasti dei tempi che furono. Naturalmente le promesse vengono mantenute in minima parte, e con la stessa velocità con cui erano tornate alla luce, la maggior parte delle band sparisce di scena una seconda volta.
Una breve nota va fatta per due band che hanno riscosso successo e possono essere ricondotte al filone thrash, anche se con la dovuta cautela: in primis i Pantera del defunto Dimebag Darrell (ucciso da un fanatico durante un live con i Damage Plan, gruppo successivo al quartetto principale formato con l'aiuto del fratello e batterista Vinnie Paul), ed i Machine Head, seppur in proporzioni differenti. I primi, dopo aver passato gli '80 a suonare classico heavy metal a stelle e strisce, decidono di cambiare forma e sostanza, diventando la fonte di massima ispirazione per tutte le attuali band raggruppate nel filone del cosiddetto modern thrash metal (Avenged Sevenfold, Lamb Of God, Killswitch Engage, solo per citarne alcune); da segnalare i "primi" due album del nuovo corso, "Cowboys From Hell" e "Vulgar Display of Power", concentrati di violenza, melodia e precisione che hanno fatto breccia nel cuore di centinaia di migliaia di metalheads. Per i secondi il discorso è simile, eccezion fatta per la militanza di Robb Flynn, cuore e mente del gruppo, in band quali Forbidden, di cui è stato membro fondatore, e Vio-lence prima di partorire la propria creatura; l'esordio "Burn My Eyes" riscosse e riscuote tutt'ora un notevole successo.
Un appunto che non può essere omesso: se attualmente si parla di modern thrash metal, lo si deve anche a nomi come Fear Factory, Nevermore ed affini, compagini innovative e personali per le quali i thrasher più intransigenti storcono tutt'ora il naso nel sentirli definire thrash (a ragion veduta, in quanto si vengono a perdere molti cliché introducendo partiture decisamente distaccate da quel che fu ed è la semplicità esecutiva o quantomeno la direttività del thrash, propria anche dei gruppi del filone techno). Ultima citazione per i Meshuggah, che meritano un discorso a parte per la complessità ancor più spinta della proposta, di cui si tratta in breve sempre nella guida sulle "Evoluzioni Varie".

La situazione italiana... non avendo vissuto gli anni ruggenti, sarebbe troppo facile infastidire chi li ha attraversati in pieno limitandosi nelle citazioni e nei riferimenti; per semplicità esecutiva, ma quantomeno con l'obbligo di informazione, si possono nominare le due band seminali che hanno avuto un ruolo di prim'ordine nello sviluppo e proliferazione del genere nel Belpaese, e sono riuscite a varcare i confini della nostra penisola riscuotendo un discreto successo anche all'estero... eccovi quindi i Bulldozer (recentemente tornati sulle scene con "Unexpected Fate", 2009, con composizioni risalenti a 18 anni fa), che godono di fama quasi alla stregua di leggenda in una miriade di "circoli thrash" sparsi per tutto il globo, ed i Necrodeath, che hanno raggiunto grande stima e fama in moltissimi ambienti estremi di tutto il mondo, pur essendo ancora più legati dei primi alla scena underground.
Un personale riferimento vuol però passare per i Broken Glazz, piemontesi ed autori di un thrash metal dal forte sapore tecnico, gli In.Si.Dia., quartetto con liriche in italiano, prodotti da Omar Pedrini (mente dei Timoria, proprio nel periodo in cui si nota un certo indurimento nei suoni della rock band) e distribuiti da una multinazionale (la Polygram, un traguardo decisamente fantascientifico per un gruppo nostrano, figurarsi una thrash band); i secondi, nati come Inviolacy, propongono inizialmente la propria musica con testi in lingua inglese, per poi passare al cantato in lingua madre per volere della casa discografica. Non ci si può esimere, arrivati a questo punto del discorso, dal ricordare Drunkards, Creepin' Death, Incinerator, Schizo, Nuclear Simphony (la "i" presente in "Simphony" è errata... ma volutamente, per esigenze grafiche!), ed ultimi, ma non in ordine di importanza, i ben più noti Extrema, che seppur attualmente propongano tutt'altro, hanno esordito con un thrash potente, fortemente influenzato dal movimento crossover - hardcore/thrash in voga negli anni '80, oltre che dal sound di Pantera & Co.
Tutti gruppi davvero meritevoli d'ascolto, che saranno sempre frenati (tutt'oggi vale la stessa regola) dalla provenienza geografica nella corsa alla "notorietà", come da sempre sembra avvenire in Italia.





Se la prima versione de "La guida al Thrash" di Shapeless riportava la frase "La storia del thrash si conclude qui", pur non volendosi riferire alla storia in sé del genere, ora non possiamo che notare come proprio in questi ultimi anni si stia vivendo una seconda giovinezza, con l'avvento di una miriade di nuove formazioni la cui popolarità cresce ogni giorno sempre più, ed ha invogliato molte delle vecchie glorie (da sempre incoraggiante dai fans) ad imbracciare nuovamente i propri strumenti e ritornare in carreggiata, chi esclusivamente per una rinnovata attività live, chi per proporre materiale accumulato negli anni con dischi che alle volte stupiscono per genialità e freschezza, chi per riproporre i classici cliché che già li avevano caratterizzati, oltre a singole glorie che si gettano dei meandri dei nuovi orizzonti musicali tentando di scrollarsi di dosso l'icona thrash... sarà un caso che il 2008 abbia siglato il ritorno discografico dei Metallica, con un album probabilmente studiato a tavolino che rigetta parzialmente i quattro di Frisco nel calderone, dopo parentesi discutibili del calibro di "Saint Anger"? Ai posteri l'ardua sentenza...
Come non citare almeno le band attualmente più famose? La Earache, da uno dei motivi scatenanti la fine della prima era (con la produzione dei primi gruppi grindcore et similia, pronti a relegare in disparte le icone thrash), si è tramutata oggigiorno in paladina del genere, con la produzione di band come Evile, Gama Bomb, Bonded By Blood, Municipal Waste (quest'ultimi legati alla scena hardcore più che thrash), senza contare Fueled By Fire, Warbringer, Violator, Hexen, Avenger of Blood, gli italianissimi Hyades (che hanno riscosso successo nel circuito underground sin dal primo "Abuse Your Illusions"), Pitiful Reign, Mantic Ritual, e molti altri ancora; nessuna delle band qui riportate apporta qualcosa di realmente nuovo ed innovativo, ma la personalità nella composizione degli stessi, e l'intransigenza degli attuali thrashers, altro non chiedono che un semplice e sincero ritorno alle origini.
L'etichetta polacca Metal Mind ha invece invaso il mercato discografico con le ristampe di tutti i più grandi (ed a volte introvabili) titoli della storia del thrash; se cercate di scovare un album del circuito principale non riportato all'attenzione degli attuali ascoltatori, potete rinunciarci già in partenza, chiedete e vi sarà ristampato...

E' d'obbligo sottolineare che quanto qui riportato è esclusivamente una linea guida per delineare i gruppi più noti, con qualche breve divagazione a favore di realtà minori e non sempre seguendo pedissequamente una linea temporale; insomma, un buon punto di partenza per chi volesse avvicinarsi al genere senza sapere da che parte cominciare, o almeno questo è quanto ritengono gli autori. Il discorso prosegue nell'editoriale relativo alle evoluzioni che il thrash ha scatenato, in particolare il filone technical thrash sviluppatosi a cavallo fra la fine degli 80s e l'inizio dei 90s.
L'obiettivo, a distanza ormai di quasi 7 anni dal suo concepimento, rimane fornire uno spunto per conoscere un genere che ha dato moltissimo al metal ed ha rappresentato un "fenomeno di massa" negli ambienti heavy. Di seguito una breve discografia essenziale (anch'essa riveduta, ma sempre limitata, utile nel crearsi un "bagaglio culturale" generale del genere)...
THRASH TILL DEATH!!!!!


Discografia essenziale (in ordine alfabetico, ampliata anche a secondo dei gusti personali, con riferimento inoltre all'anno di uscita):

Annihilator - "Alice In Hell" (1989)
Anthrax - "Fistful Of Metal" (1984)
Anthrax - "Spreading The Disease" (1985)
Anthrax - "Among The Living" (1987)
Artillery - "Terror Squad" (1986)
Artillery - "By Inheritance" (1990)
Celtic Frost - "To Mega Therion" (1985)
Celtic Frost - "Into The Pandemonium" (1987)
Coroner - "R.I.P." (1987)
Coroner - "Mental Vortex" (1991)
Coroner - "Punishment For Decadence" (1988)
Dark Angel - "Time Does Not Heal" (1991)
Death Angel - "The Ultra-violence" (1986)
Deathrow - "Raging Steel" (1987)
Defiance - "Beyond Recognition" (1992)
Destruction - "Infernal Overkill" (1985)
Exodus - "Bonded By Blood" (1985)
Exodus - "Fabulous Disaster" (1989)
Flotsam And Jetsam - "Doomsday For The Deceiver" (1986)
Forbidden - "Forbidden Evil" (1988)
Forbidden - "Twisted Into Form" (1990)
Heathen - "Victims Of Deception" (1991)
Kreator - "Pleasure To Kill" (1986)
Kreator - "Extreme Aggression" (1989)
Laaz Rockit - "Nothing'$ $acred" (1991)
Megadeth - "Peace Sells... But Who's Buying?" (1986)
Megadeth - "Rust In Peace" (1990)
Metallica - "Kill'Em All" (1983)
Metallica - "Ride The Lightning" (1984)
Metallica - "Master Of Puppets" (1986)
Metallica - "...And Justice For All" (1988)
Nuclear Assault - "Game Over" (1986)
Overkill - "Feel The Fire" (1985)
Overkill - "Horrorscope" (1991)
Possessed - "Seven Churches" (1985)
Sabbath - "History Of A Time To Come" (1988)
Sacred Reich - "Ignorance" (1987)
Sepultura - "Beneath The Remains" (1989)
Slayer - "Show No Mercy" (1983)
Slayer - "Hell Awaits" (1985)
Slayer - "Reign In Blood" (1986)
Slayer - "South Of Heaven" (1988)
Sodom - "Agent Orange" (1989)
Testament - "The Legacy" (1987)
Testament - "The New Order" (1988)
Vendetta - "Braindamage" (1988)
Vio-lence - "Oppressing The Masses" (1990)
Voivod - "Killing Technology" (1985)
Voivod - "Nothingface" (1989)
Whiplash - "Power And Pain" (1985)
Xentrix - "Shattered Existence" (1989)