Guida al Techno-Death
(teonzo - Ottobre 2002)


Per techno-death si intende quel tipo di death metal in cui è la tecnica strumentale ad avere il ruolo da protagonista, e spesso in questo genere si trovano contaminazioni jazz, prog e fusion. In alcuni casi sarebbe più corretta la definizione death-jazz, death-prog o death-fusion, ma visto che gli album di questo tipo non sono poi molti, non ha senso fare mille differenziazioni, e quindi normalmente si raggruppano tutti questi album nella denominazione di "techno-death". Va precisato, a scanso di equivoci, che il prefisso "techno" è l'abbreviazione di "technical", e non ha nulla a che vedere con la musica techno-dance da discoteca. Il termine techno-death deriva da quello di techno-thrash (per ulteriori dettagli leggete la guida alle Evoluzioni del Thrash), e questo termine è stato creato qualche anno prima del termine "techno-dance". Quindi il techno-death non ha nulla a che vedere con la musica techno da discoteca, e non si può dire che sia un termine errato, perché i truzzi sono venuti cronologicamente dopo.
La nascita di questo genere di solito la si indica con l'esordio dei floridiani Atheist, ossia l'album "Piece Of Time" del 1989, in cui questo gruppo dava pari importanza sia al puro assalto frontale (tipico del classico death metal) che ad una struttura intricata dei brani e ad una notevole dimostrazione di tecnica, soprattutto da parte della sezione ritmica (basso e batteria).
Nel 1990 escono tre album non puramente techno-death, ma che saranno di grande importanza per lo sviluppo del genere, ossia "The Key" dei floridiani Nocturnus (loro esordio), "Swallowed In Black" dei californiani Sadus (loro secondo album), e "Spiritual Healing" dei floridiani DEATH (loro terzo album). I Nocturnus sono stati il primo gruppo death ad inserire un tastierista nella line-up, ed il loro punto di forza era composto dai due chitarristi, capaci di sfornare assoli clamorosi. I Sadus sono conosciuti soprattutto per essere il gruppo dello straordinario bassista Steve DiGiorgio, ma nemmeno gli altri componenti scherzavano in quanto a tecnica. "Spiritual Healing" dei DEATH risulta importante per lo sviluppo di questo genere, sia perché si comincia a dare alla tecnica la stessa importanza che si dà alla violenza, sia perché si cominciano a trattare tematiche serie ed impegnate nei testi.
Il 1991 è l'anno della vera esplosione del genere, ossia l'anno in cui escono gli album che detteranno legge per il futuro, e che saranno sempre usati come termine di paragone. Tali album sono: "Unquestionable Presence" degli Atheist (loro secondo album), "Human" dei DEATH (loro quarto album), "Testimony Of The Ancients" degli olandesi Pestilence (loro terzo album), e poi ci aggiungo pure il demo dei floridiani Cynic. Mentre gli altri lavori restano inequivocabilmente death metal, nell'album degli Atheist si comincia già a notare un parziale distaccamento dal genere dovuto alle forti contaminazioni jazz incorporate nello stile del gruppo, e difatti gli Atheist sono sempre stati il gruppo che ha prevenuto gli altri.
Nel 1992 escono "Thresholds" dei Nocturnus ed "A Vision Of Misery" dei Sadus, album di notevole bellezza ma che non aggiungono molto di nuovo al genere.
Il 1993 è l'anno cruciale per il genere, l'anno della goduria per chi adora le influenze esterne al metal, e l'anno delle bestemmie per i puristi del death metal. I tre album della discordia sono: "Elements" degli Atheist (in cui la componente jazz prende il sopravvento, lasciando ben poco di death metal), "Focus" dei Cynic (in cui sono presenti molte parti legate alla fusion e al prog, e da notare è l'uso di voci filtrate, parti di drum machine e di synth-guitar, cose che scandalizzarono i puristi, primo tra tutti il grande Chuck Schuldiner) e "Spheres" dei Pestilence (altro album totalmente sperimentale, con influenze jazz e fusion, e caratterizzato dal grande utilizzo di synth-guitars). Questi tre album sono inclusi nel death principalmente per le radici dei gruppi, e non effettivamente per come suonano, visto che ormai avevano oltrepassato le frontiere del genere, non essendo più album dall'ascolto "fisico" (ossia album che spingono all'headbanging) ma album dall'ascolto "cerebrale" (ossia che per capirli serve mooolta concentrazione). Diversa è la strada che presero i DEATH con "Individual Thought Patterns", in quanto questo album resta pienamente death metal, nonostante l'elevata complessità delle canzoni. E questa sarà la caratteristica che renderà unici i DEATH, che gli permetterà di essere adorati dai fan, e di continuare a fare album fin quando possibile (R.I.P. Chuck), al contrario di Atheist, Cynic e Pestilence, che dopo questi tre album controversi si sciolsero.
Sempre nel 1993 uscì il mini omonimo dei Nocturnus (con dentro solo due canzoni ma stupende, e dopo il quale anche sto gruppo si sciolse), "World Of Myths" degli svedesi Crypt Of Kerberos (un album ai limiti del genere, dalle atmosfere mistiche), ed altri che tratto sotto nelle scene nazionali.
Nella prima metà degli anni '90, oltre alla scena floridiana che ha dato il via a tutto, ha importanza la scena olandese, capace di regalarci altri ottimi gruppi oltre ai famosi Pestilence. Ci sono i miei amati Phlebotomized, che avevano in formazione un violinista oltre ad un tastierista, autori del miniCD "Preach Eternal Gospels" del 1993 (in cui facevano le prove generali), di "Immense Intense Suspense" del 1994 (ottimo album di death-prog), e di "Skycontact" del 1997 (altro album controverso e pieno di sperimentazioni, che portò anche sto gruppo allo scioglimento). Altro gruppo da riscoprire sono i Creepmime, capaci di unire atmosfere doom al techno-death nei loro due album, ossia "Shadows" del 1993 e "Chiaroscuro" del 1995 (il loro migliore). Sempre olandesi sono anche i Threnody, il cui stile incorpora parti jazz ed atmosfere cybernetiche, autori finora di tre album (da anni dicono che ne faranno un altro ma non si è ancora visto nulla), ossia "As The Heavens Fall" del 1993, "Bewildering Thoughts" del 1995 (il loro migliore per me) e l'omonimo del 1997.
La scena italiana nei primi anni '90 aveva qualcosa da dire, anche se i nostri gruppi non hanno mai riscosso molto successo. I Desecration sfornarono un unico MCD, "The Valley Of Eternal Suffering" del 1993, in cui univano assoli neoclassici al techno-death. Poi abbiamo i Sadist, che nel 1993 fecero il loro primo album "Above The Light" (una sorta di death sinfonico), nel 1996 il secondo "Tribe" (per me un capolavoro, questo è definibile come death-fusion), gli altri album non li nomino perché non rientrano nel genere. Nel 1995 uscirono "Cognitive Sinergy" dei Gory Blister (MCD d'esordio, per ora unica uscita ufficiale, definibile come death-jazz), "Research" dei Sinoath (unico album, a parte la ristampa dei demo, death sinfonico dalle atmosfere cupe) e l'omonimo dei Thy Nature (miniCD di death-jazz tecnicissimo, unica uscita anche per questo gruppo).
Nel 1995 esce il sesto album dei DEATH, "Symbolic", in cui il gruppo di Chuck Schuldiner restava sì sempre nell'ambito del death metal, ma con un maggiore uso della melodia. Dopo l'uscita di questo album i DEATH si sciolsero temporaneamente, e questo sembrava sarebbe stato l'atto che avrebbe messo fine alla storia del techno-death.
Vanno ricordati, sempre attorno alla metà degli anni '90, anche vari casi sparsi e sfuggiti alla critica. I cechi Dissonance, con l'album "Look To Forget" del 1994 (come stile a metà strada tra "Spiritual Healing" e "Human" dei DEATH). I portoghesi Disaffected fecero un solo album, "Vast", nel 1995 (death sperimentale e tastieroso). I francesi Misanthrope, col terzo album "1666... Theatre Bizarre" del 1995 ed il quarto "Visionnaire" del 1997, crearono una miscela di death, musica classica e parti teatrali molto personale, due album che definire tecnici e sperimentali è poco. Gli statunitensi (del Connecticut) Red Tide esordirono nel 1997 con "Themes Of The Cosmic Consciousness", un album in perfetto stile Cynic, quasi dei cloni.
Arrivando vicini ai giorni nostri, negli ultimi anni c'è stata una progressiva rinascita del techno-death, e sempre più gruppi si stanno dedicando a queste sonorità. I tre più famosi tra gli appassionati sono i greci Acid Death, i lettoni Neglected Fields e gli svedesi Theory In Practice. Gli Acid Death (scioltisi mesi fa) so che hanno fatto quattro uscite discografiche, ma sono in possesso solo delle ultime due, "Pieces Of Mankind" del 1997 e "Random's Manifest" del 2000 (death-jazz-prog entrambi). I Neglected Fields hanno fatto due album finora, "Synthinity" nel 1998 (molto vicino ai DEATH) e "Mephisto Lettonica" nel 2000 (qui con parti più prog ed infarcito di tastiere). I Theory In Practice hanno all'attivo tre album, "Third Eye Function" del 1997, "The Armageddon Theories" del 2000 e "Colonizing The Sun" del 2002 (tutti di death tecnico con atmosfere claustrofobiche). Da ricordare inoltre i polacchi Sceptic, autori di "Blind Existence" nel 1999 e di "Pathetic Being" nel 2001; i francesi Symbyosis, autori del miniCD "The Fluid" e dell'album "Crisis" nel 2000; gli ucraini Phantasmagory (ormai sciolti purtroppo) autori di un gran bel demo dal titolo "Phantasmagoria" nel 1998, e di due album dai titoli "Odd Sounds" (1999) ed "Anamorphosis Of Dreams" (2001); i francesi Kalisia, autori di un MCD dal titolo "Skies" nel 1996.
Andando in particolare, negli ultimi anni stanno nascendo due scene nazionali predominanti, quella italiana e quella canadese.
In quella italiana abbiamo vari gruppi a livello più o meno underground. Aydra, un album autoprodotto, ossia "Icon Of Sin" del 1999; Dammercide, autori dell'esordio "Link" nel 2000; Hand Of Doom, autori dell'esordio "Dreams Of Resurrection" nel 2001. Ed altri gruppi a livello di demo come Nightside, Coram Lethe, Esicastic, Illogicist, Karnak, Fyrad.
In quella canadese (del Quebec per la precisione) ci sono due gruppi di spicco, i Quo Vadis, autori di "Forever" nel 1996 e di "Day Into Night" nel 2000, ed i Martyr, autori di "Hopeless Hopes" nel 1997 e di "Warp Zone" nel 2000. Altri gruppi più nascosti ma non per questo più brutti sono i Winter Bestowed (già sciolti purtroppo), i Dissidence, gli Adenine.
Anche nella ex Cecoslovacchia sta nascendo una bella scena di gruppi techno-death. Ci sono gli slovacchi Wayd, autori di "The Ultimate Passion" nel 1999 e "Barriers" nel 2001; i cechi Vuvr, autori di "Pilgrimage" nel 2001; poi ci sono due gruppi cechi a livello di demo come i Draco Hypnalis e gli Scenery. Ricordo anche l'esistenza degli slovacchi Lunatic Gods e dei cechi Forgotten Silence, non appartengono propriamente al genere, ma possono sicuramente piacere agli appassionati visto che fanno musica sperimentale e di grande qualità.
Alla fine, come ciliegina sulla torta, lascio le ultime uscite dei DEATH (non me ne ero dimenticato, impossibile per me!), ossia il settimo album "The Sound Of Perseverance" del 1998 (il mio preferito in assoluto, clamorosamente stupendo!!!), ed il live "Live In L.A." del 2001, che ironia della sorte sarà l'ultima uscita ufficiale di questa band che ha contribuito a fare la storia del techno-death ed ha fatto la storia del death metal. Sperare che qualcuno possa superare quanto fatto da Chuck Schuldiner credo sia impossibile, non parlo a livello tecnico, ma a livello emotivo.



Questi sono gli album che considero fondamentali per la conoscenza del techno-death (in stretto ordine alfabetico):

Atheist - "Piece Of Time"
Atheist - "Unquestionable Presence"
Atheist - "Elements"
Cynic - "Focus"
DEATH - "Human"
DEATH - "Individual Thought Patterns"
DEATH - "Symbolic"
DEATH - "The Sound Of Perseverance"
Pestilence - "Testimony Of The Ancients"
Pestilence - "Spheres"


Ecco un po' di altri album vivamente consigliati:

Acid Death - "Pieces Of Mankind"
Aydra - "Icon Of Sin"
Creepmime - "Chiaroscuro"
Hand Of Doom - "Dreams Of Resurrection"
Misanthrope - "Visionnaire"
Necrophagist - "Onset Of Putrefaction"
Neglected Fields - "Synthinity"
Nocturnus - "Thresholds"
Phantasmagory - "Anamorphosis Of Dreams"
Phlebotomized - "Immense Intense Suspence"
Quo Vadis - "Forever"
Sadist - "Above The Light"
Sadist - "Tribe"
Sadus - "A Vision Of Misery"
Theory In Practice - "Third Eye Function"
Threnody - "Bewildering Thoughts"
Wayd - "Barriers"