Guida all'Industrial Metal
(MoonFish - Agosto 2004)
PREISTORIA
Prima di permettersi di parlare di cos'è l'industrial metal, ritengo sia
quantomeno utile, se non addirittura necessario, parlare di cos'è
l'industrial in genere.
C'erano una volta, nella seconda metà degli anni '70, due strani individui
conosciuti coi nomi di Genesis P-Orridge e Cosey Fanni Tutti. Questi due
facevano spettacoli di teatro d'avanguardia notevolmente forti e
provocatori, sotto la sigla Coum Transmission. In seguito, con l'aggiunta
di altri due individui, vale a dire Chris Carter e Peter Christopherson,
nacque una formazione musicale destinata a diventare leggenda: i Throbbing
Gristle.
Nel pieno della rivoluzione punk, quando il fenomeno contemporaneamente
esplodeva e si uniformava a dei propri canoni causando quindi la sua stessa
morte, questi quattro britannici folli si dedicarono all'esplorazione
dell'estremo, all'abbattimento di ogni tabù, alla devastazione tramite la
purezza, causando la nascita non di un nuovo genere musicale (perché la loro
arte era così caotica da permettersi di essere qualsiasi genere e
contemporaneamente nessuno, dal rumore totale al pezzo pop in stile anni
'50), ma di un nuovo approccio al medium musicale. Con la complicità di un
altro pazzo furioso, tale Monte Cazazza, si diede vita ad una nuova
etichetta discografica chiamata Industrial Records, con lo slogan
'industrial music for industrial people'. E la frittata è fatta.
INDUSTRIAL METAL
Da lì in poi fu tutto un susseguirsi di nuovi artisti che seguivano lo
stesso spirito, o di altri pseudo-artisti che sterilmente si limitavano a
cercare di imitare lo stile dei Throbbing Gristle che, come abbiamo detto,
vuol dire tutto come non vuol dire niente. In breve tempo l'approccio
industrial non mancò di influenzare anche artisti pesantemente legati al
suono di chitarra distorta e ben amplificata. Nacquero così le basi per la
creazione dell'industrial metal.
Ma cos'è, esattamente, l'industrial metal? Visto da dove proviene la spinta
industrial, è quasi impossibile cercare di individuare un filone comune. Gli
aspetti comuni sono l'utilizzo di strumentazioni elettroniche programmabili,
o almeno un tentativo di imitazione di tali apparecchi, l'utilizzo di
campioni e l'espediente della ripetizione (talvolta ad oltranza!). C'è chi
preferisce l'uso di chitarre campionate a quello di chitarre vere e proprie.
C'è chi proviene effettivamente dall'heavy metal e chi invece non vi ha
nulla a che fare, ma viene comunque etichettato come 'industrial metal'.
Viste queste difficoltà, è estremamente improbabile il riuscire a stilare
una cronologia di eventi che sia coerente e poco confusa, quindi trovo sia
più opportuno cercare di esaminare i vari ceppi indipendentemente l'uno
dall'altro.
FOETUS
Quando l'australiano Jim Thirlwell si trasferì a Londra nel 1978 ed entrò in
contatto con le malatissime sonorità di cui sopra, fu l'inizio dell'epopea
Foetus. Attraverso innumerevoli cambi di monicker (da Foetus, a Foetus
Corruptus In Excelsis, a Foetus Interruptus, a Foetus Under Glass, e via
dicendo) realizzò altri innumerevoli album, dedicati all'utilizzo della
musica come strumento di assalto sonoro, avvalendosi spesso e volentieri
dell'utilizzo di chitarre pesanti, lavorando ancora più spesso ed ancora più
volentieri anche con membri dei seminali newyorkesi Swans, band fautrice di
un lento ed opprimente post-punk-noise che influenzò incredibilmente molte
altre band di cui parleremo in seguito.
MINISTRY
Uno dei contributi più importanti di Jim Thirlwell al panorama del
cosiddetto 'industrial metal', fu influenzare la produzione dell'altra testa
marcia Al Jourgensen che, dopo un inizio prettamente dance-pop, iniettò di
massicce dosi di chitarre pesanti la sua creatura Ministry, attirando ben
più dei suoi maestri l'attenzione dei media e del pubblico metal a queste
sonorità.
L'uscita nel 1988 dell'album "The Land Of Rape And Honey", contenente il
celebre brano "Stigmata" (molti lo conosceranno come parte della colonna
sonora del film cyberpunk "Hardware", diretto da Richard Stanley) non passò
inosservata, e l'apice del successo venne col notissimo album conosciuto col
nome di "Psalm 69" (ma il cui vero titolo è ancora un mistero), sicuramente
il loro album più apprezzabile dal metallaro medio, con tutto quell'abbondare
di rifferama à la Slayer. Dall'inizio della loro fase 'chitarrosa',
i Ministry divennero un'influenza importantissima, se non il massimo punto
di riferimento, per il futuro di questo fantomatico genere. Si diede il via
ad un pressoché infinito fiorire di interessantissimi side-project quali
Revolting Cocks (con membri dei padri dell'ebm Front 242), 1000 Homo Djs
(con Trent Reznor, del quale parleremo tra breve) e Lard (col sindaco
mancato Jello Biafra, dei celebri Dead Kennedys, per i quali spero non
occorrano presentazioni).
DEVOTION
Un enorme focolaio per le bands di queste sonorità fu l'americana Devotion
Records. Fondamentale, per chi ha le idee poco chiare riguardo a di che
stiamo parlando, è l'ascolto della compilation "Pure Devotion", che dà
spazio ad un gran numero di progetti (del quale una notevole percentuale
vede la partecipazione del succitato Jourgensen!) quali Die Warzau, Murder
Inc., Pigface, Skrew e Crowforce. Questi ultimi sono forse quelli che più di
ogni altro tentavano di inserire il sound delle chitarre metal in brani che
avevano più a che fare con la dance che con altro, causando smorfie di
disgusto in molti dei metallari più tradizionalisti, ma influenzando poi
molti altri, in primis Eskimos & Egypt che nel periodo (si parla dei primi
anni '90) furono tra i pionieri del genere.
NINE INCH NAILS
Abbiamo tanto parlato del successo dei Ministry e della loro influenza su
innumerevoli formazioni musicali venute alla luce successivamente, ma sinora
abbiamo solo toccato di striscio la band in assoluto più conosciuta del
genere: i Nine Inch Nails di Trent Reznor. Il segreto di questo successo? Il
suo essere incredibilmente pop!
Sin dal primo album "Pretty Hate Machine", datato 1989, era evidente
l'utilizzo orientato al pop che Reznor stava facendo delle sonorità aspre e
dure da digerire dell'industrial. Con l'orrore dei puristi legati al
nichilismo anti-sociale della prima ondata (quella dei Throbbing Gristle,
per intenderci), grazie a Trent Reznor l'industrial sbarca su MTV. Le sue
canzonette rumorose piacciono a parecchia gente: dai metallari, ai fan dei
Nirvana, a chiunque sia disposto a sopportare delle chitarre pesanti purché
ci sia sopra un cantato in stile poppeggiante. Con "Broken" il suono si fa
più pesante, ma ormai i Nine Inch Nails erano un gruppo di successo e,
volenti o nolenti, in qualche strano e magico modo, molti metallari si
trovavano in casa copie dei suoi dischi... Quanti non hanno, o almeno non
hanno ascoltato "The Downward Spiral" o "Fragile"?... O quanti possono
onestamente dire di ignorare il suo più coccolato pupillo? L'uomo più odiato
da tutte le mamme del mondo? Già, chi non conosce Marilyn Manson?
WHITE TRASH
Lasciando da parte Marilyn Manson ed il suo misto goth/glam/indus/pop/metal,
non posso esaurire il discorso sul ceppo 'americano' dell'industrial metal
senza almeno nominare altre formazioni di un certo rilievo che abbracciano
queste sonorità. Ad esempio White Zombie! Sono un gruppo essenzialmente
rock, ma se da una parte sono influenzati dalle zozzerie rock'n'roll
dell'America più white trash che si sia mai vista in televisione, e se da
un'altra parte anche loro saccheggiavano (pur rendendolo yé-yé) l'inesauribile
bagaglio di riff griffati Slayer, non si può nascondere una notevole
influenza elettronica ed industrial nel loro sound. O che dire dei My Life
With The Thrill Kill Kult? Sempre se se li ricorda qualcuno, ma chi ha visto
"Il Corvo" non se li può dimenticare!
Anche il mondo dell'ebm spesso si trovava a flirtare con le sonorità
dell'industrial metal. Trasudano chitarre ovunque i KMFDM, così come i Cubanate,
nonché c'hanno provato anche i paladini dell'ebm Front Line Assembly, col
loro album "Millennium" del 1994, che però si è rivelato un mezzo passo
falso. Se la sono cavata meglio remixando alcuni brani dei Fear Factory nel
mini "Fear Is The Mindkiller", ma questa è un'altra storia...
GODFLESH
Quest'altra storia è praticamente la storia della fine del metal estremo.
Come potevano gli esploratori delle ultime frontiere del rumore non
accorgersi delle potenzialità che dava la musica industriale? E infatti i
Napalm Death, la più conosciuta grind-core band dell'universo, hanno visto
passare nella propria formazione dei personaggi che si sarebbero dati da
fare notevolmente in campi industrial-metal.
In primis Justin Broadrick che, dopo l'esperienza di "Scum", si inserì negli
Head Of David, formazione molto influenzata dai già citati Swans, per poi
dedicarsi 'anima e core' ai suoi Godflesh: basso, chitarra e drum machine.
Questa è la via inglese all'industrial metal, diversa da quella americana
per diversi aspetti. Là c'era gente interessata particolarmente alla musica
elettronica, che ha inserito chitarre pesanti nel proprio armamentario. Qua
invece c'è gente che le chitarre le ha usate in tutti i modi, ed ora volge
la propria attenzione all'elettronica. E' difficile individuare il punto più
alto della discografia dei Godflesh, visto che il loro status di cult-band
li condanna ad essere amati o odiati, per cui chi li ama ha difficoltà a
pronunciarsi... Personalmente credo di potercela fare, indicandovi "Pure"
come il mio favorito! Da tenere d'occhio ovviamente sono anche gli altri
progetti di 'sonic terrorism' di Broadrick quali i Techno Animal (con Kevin
Martin dei God) e i Curse Of The Golden Vampire (con Martin ed Alec Empire,
degli indimenticabili scellerati hardcore-techno Atari Teenage Riot!).
POST-GRIND
Sempre dai Napalm Death provengono Mick Harris e Nick Bullen, che nel 1991
si diedero parecchio da fare con l'album "Vae Solis", firmato Scorn. Poi
Bullen sparì dalla circolazione ed Harris fece virare questo progetto verso
sonorità più dub ed 'isolazioniste'. Mitch Harris invece, un altro Napalm
Death, si impegnò, insieme ad un paio di membri degli Obituary, con un'altra
formazione particolarmente assassina, un raro caso di industrial death
metal: i sottovalutati Meathook Seed, che purtroppo hanno avuto modo di
esprimersi in un unico album, intitolato "Embedded".
Eravamo nel periodo in cui qualsiasi cosa avesse un growling di evidente
provenienza grind si sposasse con suoni industriali, veniva definito
'post-grind'. E, così come la Devotion era forse la più importante etichetta
del genere 'industrial/dance/metal', così la più importante etichetta del
filone 'post-grind' fu la Dreamtime; anche se molti dei dischi più
importanti del genere uscirono per la Earache, che però fondamentalmente
all'epoca si occupava ancora di metal estremo.
DREAMTIME
Fu per questa sottoetichetta della storica Peaceville che uscirono i primi
lavori di artisti del calibro di G.G.F.H. (leggenda dell'industrial, anche
se effettivamente poco metal!) Pitch Shifter (poi anche loro passati alla
Earache), Kong e, soprattutto, almeno per me che li adoro, Sonic Violence!
Dimenticati e sottovalutati da tutti (forse perché effettivamente non
valgono un cazzo e piacciono solo a me!), i Sonic Violence, sono uno dei
massimi esempi di mentalità industrial applicato a sonorità, per così dire,
'metal'. Forti di un sound massiccissimo prodotto da due bassi, due batterie
ed un campionatore, ed anche loro pesantemente influenzati dagli Swans,
hanno prodotto solo due album ("Jagd" ed il più cyber-oriented
"Transfixion") ed un mini-LP ("Casket Case"), saturi di riff monolitici
ripetuti fino alla nausea... Un mio personale cult!
YOUNG GODS
Comunque, in questo genere così basato su suoni industriali ed elettronici,
non a tutti piace utilizzare chitarre. Beh, allora, direte voi, non è più
metal e non è più compito mio parlarne in questa guida. Non fa una piega, ma
invece no (ehm...)! Perché alcuni artisti, pur non avendo chitarre nella
line-up, non riescono a fare a meno del loro suono. E allora? Campionano
riff altrui e li usano per le loro composizioni. Un esempio di ciò forse
molti giovani amanti dell'electro-gothic l'avranno riconosciuto nel brano
"Black Death", di :Wumpscut:, costruito su un bel riffone dei Bolt Thrower.
Ma i primi ad usare questa tecnica e, soprattutto, a trarne ottimi
risultati, furono gli svizzeri Young Gods, il cui nome è preso da un album
degli Swans (aridaje!), tanto per farvi capire quanto questi ultimi siano
stati fondamentali per la nascita e lo sviluppo di questo genere, pur
facendo ben altro!
Gli Young Gods nascono nel 1985 e realizzano il primo omonimo album nel
1987, ma è con gli album "L'Eau Rouge" del 1989 e "T.V. Sky" del 1992 che
lasciano il segno nel panorama industrial metal (nonché nei testi per corsi
di tedesco: in una serie di lezioni per principianti, molti esempi erano
basati sulla storia proprio degli Young Gods!!), nonostante la loro bizzarra
formazione: voce, campionatore e batteria.
A seguire l'esempio degli Young Gods accorsero prontamente i francesi
Treponem Pal (che però aggiungevano a queste influenze anche quella dei
magnifici Voivod!) ed i loro connazionali Swamp Terrorists, che si fecero
notare quasi da subito, col loro secondo album "Grow-Speed-Injection", dove
si spingevano ancora più avanti, portando la loro componente elettronica ai
limiti della techno da rave.
ITALIA
Tra i primi ad accorgersi in Italia della potenzialità di questo stile vi
furono ovviamente i Meathead, da Pordenone, capitanati dall'infaticabile
Mauro Teho Teardo (che in seguito collaborerà anche con Mick Harris e John
Zorn nel progetto Matera), già autori dell'interessante album "Bored Stiff",
che nel 1994 unirono le forze con gli Swamp Terrorists, coi quali
realizzarono il progetto Circus Of Pain: un CD con brani di entrambe le band
che vicendevolmente si remixano e si riarrangiano, con tour annesso. Già che
si parla dell'Italia, devo dire che per quanto riguarda questo genere, siamo
stati sempre piuttosto carenti. Diviso tra chi ama il punk tagliente e
politicizzato dei CCCP e chi invece preferisce i capelloni metallari, nel
pubblico italiano c'è sempre stato un certo sospetto nei confronti
dell'elettronica, sempre vista come 'robba da discuteca' (ho sentito dire di
queste cose anche ad un concerto dei Limbonic Art!!). Pochissimi hanno
raccolto la sfida, e purtroppo riesco a ricordare solo i già citati Meathead
ed i sottovalutati R.S.U., devastante duo (basso distorto, voce e drum
machine) la cui violenza farebbe impallidire anche gli Atari Teenage
Riot!...
TANZ METAL
E gli Atari Teenage Riot? Fanno industrial metal? No, io preferisco
definirli hardcore (in senso techno ed in senso punk contemporaneamente!),
ma è molto probabile che chi già apprezzi gran parte dei gruppi che ho
citato possa provare un notevole piacere nell'ascoltare riff degli Slayer
incollati sopra a frenetici ritmi drum'n'bass e dance. D'altronde non hanno
fatto una cosa simile i Rammstein, anche se con una procedura inversa? Sono
loro stessi a definire il loro genere 'tanz metal'. E i Rammstein da dove
traggono ispirazione? Non sono forse i loro spettacoli, coi loro rischiosi
effetti speciali a base di fuoco e fiamme, debitori delle performance di
body art della prima era industrial? E il loro sound non è per caso
vagamente somigliante a quello dei Die Krupps (altri pionieri
dell'industrial metal made in Germany) o, più in particolare, a quello dell'album
"Jesus Christ Superstars" degli sloveni Laibach, datato 1996?
LAIBACH
Questi ultimi, i Laibach, sono una formazione storica che fa industrial dal
1980 e, come prevedeva lo spirito industriale dei primordi, ha continuamente
mutato forma per far circolare i propri messaggi: noise, parodie epiche,
hip-hop, techno e, col suddetto "Jesus Christ Superstars", anche heavy
metal.
Così, almeno per una volta, invece che essere gli affezionati delle chitarre
pesanti ad interessarsi all'industrial, sono i padri dell'industrial ad
interessarsi al metal. E il cerchio (forse) si chiude.
DISCHI DA ASCOLTARE.
Throbbing Gristle - "Second Annual Report" (Industrial, 1977)
Swans - "Filth" (Young God, 1983)
Ministry - "The Land Of Rape And Honey" (Sire, 1988)
Young Gods - "L'Eau Rouge" (Play It Again Sam, 1989)
Sonic Violence - "Casket Case" (Dreamtime, 1991)
Godflesh - "Pure" (Earache, 1992)
Die Krupps - "I" (Rough Trade, 1992)
Ministry - "Psalm 69" (Sire, 1992)
Nine Inch Nails - "Broken" (Nothing, 1992)
AA VV - "Pure Devotion" (Devotion, 1992)
Fear Factory - "Fear Is The Mindkiller" (Roadrunner, 1993)
Meathook Seed - "Embedded" (Earache, 1993)
Circus Of Pain - "The Swamp Meat Intoxication" (Sub/Mission, 1994)
Foetus - "Gash" (Columbia, 1995)
Laibach - "Jesus Christ Superstars" (Mute, 1996)
POST-SCRIPTUM
Sia ben chiaro a chi avesse dubbi, che non sono il Padreterno, bensì
MoonFish, e che quanto avete letto è frutto di mie personali opinioni, e non
Rivelazioni Divine, per cui non mi sento autore di una Bibbia del genere, ma
di un temino da terza media nel quale esprimo alcune mie opinioni. Stop.