Bleed In Vain studio report
27 Marzo 2004


I Bleed In Vain non sono altri che gli ex This Illusion, un gruppo veneto che si era fatto conoscere grazie ad un bel demo circa un paio di anni fa. Grazie al demo hanno firmato un contratto con l'etichetta tedesca Cartel Media, che li ha convinti a cambiare nome a causa dell'assonanza con i tedeschi Disillusion. Il 27 marzo hanno presentato l'album d'esordio "One Day Left" presso i No Brain Studio di Zianigo (VE), dove appunto è stato registrato. Mi scuso col gruppo per il ritardo del report a causa dei problemi con gli occhi che ho avuto. E mi scuso coi lettori, visto che dopo un mese ho dimenticato un po' di dettagli. Meno male che mi ero preso un po' di appunti che mi rinfrescano per bene la memoria.
La prima canzone si intitola "Chains And Tears". Lo stile è un classico thrash/death di stampo svedese, sulla scia dei primi Soilwork o degli Arch Enemy. Qua e là ci sono i soliti spruzzi di metal classico, tant'è che di veramente aggressivo c'è la produzione e la voce del cantante Enrico. Si tratta di una canzone entro i canoni del genere, non ci sono spunti originali, ma fila via liscia e si attesta su buoni livelli.
"Everytime, Anywhere" continua ad essere sulla scia dei Soilwork (grazie a vari inserti elettronici), mentre gli assoli classici mi ricordano sempre gli Arch Enemy. Qui comincia a venire alternata la voce pulita a quella growl/scream (il classico metà via stile svedese). Anche qui si rientra nei canoni dei gruppi citati, ed anche stavolta la canzone è di buon livello.
"I Had Not" è una canzone con uno stile più moderno ed aggressivo, non ci sono voci pulite, e qua e là ci sono delle belle parti di basso in slap. Il punto di forza è dato dai vari controtempi e dalle parti intricate della batteria. Anche stavolta la qualità è buona, però i Bleed In Vain cominciano a variare le carte in tavola.
"Downwards Into Hate" è la ri-registrazione di "Downwards Into Pain" del demo. La differenza è data dall'accordatura ribassata e da degli arrangiamente più curati. Qui tornano gli assoli incrociati che erano il marchio di fabbrica del demo. Si tratta di una canzone tirata dall'inizio alla fine, anche stavolta di buon livello.
La title-track dura quasi 6 minuti, ed è giocata sui chiaroscuri. Il gruppo gioca sull'alternarsi tra voce pulita e growl, chitarre pulite e distorte. Il ritornello è il riassunto di tutto questo: è cantato con voce pulita, e sotto c'è una doppia cassa a manetta. Alla fine della canzone arrivano delle tastiere a dare ancora più personalità al tutto. La qualità resta sembra di livello.
"Crushing Level" è la prima canzone composta dopo il demo, chiamata dal gruppo la "yeah song". E' la più diretta di tutte, si ritorna in uno stile canonico, ma la qualità è sempre apprezzabile, quindi non c'è motivo di lamentarsi.
Con "An Useless Dream" il gruppo riprende a cercare soluzioni diverse, si tratta di una canzone fuori dagli schemi e molto elaborata, con un finale in puro stile techno-death alla "Individual Thought Patterns". La qualità resta sempre a livello medio/alto.
"Forget To Forgive" è una canzone rocciosa ma sempre melodica. La parte centrale si fa apprezzare per i riff molto curati. Il gruppo alla fine sorprende tutti con una sfuriata quasi grind!
La conclusiva "This Illusion" è anche l'ultima canzone composta. Si tratta della canzone più tranquilla ed atmosferica dell'album. I tempi stavolta sono medi e non ci sono accelerazioni. Il cantato è malinconico, con qualche parte growl/scream. Ci sono varie tastiere in accompagnamento che aiutano a creare l'atmosfera e che non eccedono mai. Poi arriva una parte con delle chitarre pulite che lanciano un lungo finale con tastiere e basso in evidenza, supportati da un bel riff portante. Questa è la canzone che si discosta più dalle altre come stile, mentre come qualità siamo sempre a livello costante, ossia medio/alto.
Questo album non mi ha fatto gridare al miracolo, però devo dire che si tratta di un lavoro molto solido e professionale. E' difficile esprimere un giudizio in base solo ad un ascolto e mezzo del CD, anche perché ci sono varie canzoni complesse che necessiterebbero di più ascolti per comprenderle in pieno. In base all'ascolto fatto posso dire che si tratta di un album sicuramente competitivo ed al passo coi tempi. La qualità delle canzoni è sempre medio alta, non ci sono punte geniali come non ci sono nemmeno cedimenti di nessun tipo. Se la loro etichetta farà una buona promozione allora possono sicuramente fare il colpo tra gli appassionati del thrash/death svedese. Il punto di forza dell'album è dato dalla varietà delle canzoni. Se da una parte non c'ho trovato spunti veramente originali, va detto che la grande varietà dell'album fa sì che l'attenzione resti sempre alta e che non ci sia il rischio di rompersi le palle ad ascoltare la solita canzone uguale alle altre (difetto ormai tipico di quasi tutti i gruppi di questo genere).
La produzione dell'album mi sembrava molto buona, si riescono a seguire bene tutti gli strumenti. La cosa che non mi ha convinto in pieno sono i sample per il trigger della cassa. Meno male non hanno scelto per una produzione plasticosa, ma in certi punti (come nel ritornello di "One Day Left") la doppia cassa a manetta suona un po' macchinosa. L'altra cosa che non mi ha convinto in pieno sono le parti di voce pulita. Secondo me Enrico deve ancora migliorare su questo aspetto. Le linee vocali sono belle ed anche difficilotte, quello che non mi ha convinto è la resa, servirebbe più fiato e più interpretazione.
Comunque sia, l'impressione generale è molto positiva, si tratta di un lavoro che ha le carte in regola per vendere un bel numero di copie.
(teonzo)


Contatti:
Sito internet: http://www.bleedinvain.com/